Raffaela Masciadri, addio amaro alla Nazionale: “Volevo rispetto dal CT Crespi”

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Raffaela Masciadri qualche giorno fa aveva salutato a parole la Nazionale con una bellissima lettera aperta, in attesa di calcare il parquet azzurro per l’ultima volta contro la Svezia. La gara ha alla fine consegnato la qualificazione agli Europei alle ragazze, ma per Masciadri non c’è stato nemmeno un secondo disponibile per scendere in campo un’ultima volta.

La giocatrice della Familia Schio, 38 anni, che ha vinto 14 Scudetti ed una EuroCup, giocando anche in WNBA con le Los Angeles Sparks, si è sfogata al Corriere della Sera, accusando il CT Marco Crespi di averla umiliata.

Se dicessi che non ci sono rimasta male, mentirei. Non tanto per non aver giocato nemmeno 5 secondi, che per me sarebbero comunque stati oro. E’ stato peggio non essere considerata in grado di stare in campo, come giocatrice, quando eravamo a +20. Mi sono allenata come e più delle mie compagne per essere pronta, ero pronta. Sono quella che per 17 anni ogni estate si è messa al servizio della Nazionale, rinunciando alle vacanze, persino a giocare negli USA. Non volevo privilegi, volevo rispetto. Crespi mi ha chiamata e si è scusato per non avermi chiesto se volevo entrare per 5 secondi alla fine. Capisco che l’obiettivo era qualificarsi, e lo abbiamo ottenuto, ma era anche salutare una giocatrice-simbolo, anche per tutte le persone che in tribuna tifavano perché entrassi.

Crespi, che non è nuovo a simili accuse, è stato ripreso, anche se in maniera piuttosto flebile, dal presidente FIP Gianni Petrucci:

Raffaella ha ragione. Non ho condiviso l’atteggiamento del nostro allenatore e gliel’ho detto pubblicamente. Credo abbia capito di aver sbagliato, con una ragazza che per di più è la prima atleta entrata nel Consiglio Nazionale del Coni.

L’allenatore, dal canto suo, aveva giustificato così la propria decisione nel post-partita di Italia-Svezia:

Dare un contentino a Masciadri non mi sembrava rispettoso nei suoi confronti.

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