Rajon Rondo: “Con LeBron ci aspettavamo le Finals. I rumors di trade? Per i giovani è stata dura”

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Rajon Rondo ha da poco concluso la sua prima stagione con i Los Angeles Lakers, un’annata particolarmente deludente per i giallo-viola, conclusa con i mancati Playoffs nonostante la firma di LeBron James, e piuttosto piatta per lo stesso playmaker, che alla fine ha giocato solo 46 partite mantenendo 9.2 punti e 8.0 assist di media.

Rondo ha parlato con Ric Bucher di Bleacher Report del suo primo anno ai Lakers, in particolare delle proprie aspettative e di quel che è accaduto a metà stagione intorno alla squadra, quando sono iniziati a circolare rumors di trade per Anthony Davis e tutti i giocatori, meno LeBron, sembravano potessero essere usati come pedine di scambio. Prima l’ex Celtics ha dichiarato che, ad inizio anno, con James in squadra si aspettava di arrivare alle Finals:

Strategicamente, prima dell’inizio della stagione pensavo a come battere i Golden State Warriors. Nonostante il nostro roster, avevamo LeBron in squadra e mi aspettavo di arrivare alle Finals. Non volevo essere colui che non sarebbe riuscito a portarlo fin lì [James veniva da otto Finals consecutive, ndr]. Non è solo il miglior giocatore al mondo, ma anche uno dei più intelligenti. Mettete il mio IQ e quello di LeBron contro quello di Draymond Green. Non voglio screditare Steph Curry o qualunque altro Warrior, ma noi tre siamo i più vocali in campo, e due contro uno è un vantaggio. Questa era la mia mentalità, poi ovviamente le cose sono andate diversamente.

Successivamente, invece, parlando dei rumors intorno a Davis, Rondo ha ammesso che non solo i giovani, ma anche qualche veterano, sono stati condizionati dalle voci:

Anche qualcuno dei giocatori più anziani è stato condizionato. Non farò nomi, ma ricordo che uno in particolare era in panchina durante una partita contro Atlanta proprio prima della pausa per l’All Star Game. Questo ragazzo stava imprecando e parlando male della situazione durante la gara. Io gli dicevo: “Lascia stare, è tutto finito. La supereremo. Come veterani, dobbiamo andare avanti e non concentrarci sulle cose su cui si concentrano i più giovani. Fai da esempio”. E’ stato un po’ strano vedere un veterano reagire in quel modo. Io sono abbastanza indifferente a queste cose. Ogni anno a Boston ero inserito nei rumors. Per otto anni di fila. Non puoi davvero capire finché non ci passi. Non sai cosa succederà, ti svegli ogni giorno e leggi cose sul telefono. Quando ci passavo io, non andavano così tanto i social network. C’era solo la televisione. Lo sentivi o qualcuno ti scriveva a riguardo, ma non te lo rinfacciavano così tanto, con otto opzioni di trade o proposte in cui compariva il tuo nome. Ogni volta che entri su Instagram vedi queste cose. Qualcuno deve avere pensato: “Oh, devo dimostrare qualcosa così on verrò scambiato” oppure “Tanto mi scambieranno lo stesso”. Ogni partita non sapevi cosa passasse per la testa a quei ragazzi: “Dovrei dare tutto me stesso ad una organizzazione che mi scambierà entro due giorni?”.

Per ogni ragazzo del roster, LeBron è stato il loro giocatore preferito crescendo. Tutti hanno avuto le sue scarpe, la sua maglietta. Sei il suo più grande fan al mondo. E’ come giocare con MJ, poi succedono queste cose ed è come se tua mamma e tuo papà, o la persona a cui ti ispiravi e hai idolatrato, non ti volessero più. E poi devi startene lì, senza sapere cosa succederà. Non hanno ancora l’età per avere una conversazione da uomini invece che parlare per messaggio. Tutti vogliono scriverti: “Come va? Va tutto bene tra noi?”. Non sanno come avere una vera conversazione e parlare dei problemi.

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