Recensione libro – “#Somethingdifferent”

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crespi veronaMarco Crespi ama Siena, Siena intesa come squadra, ma anche come città, la città che rivive in ogni suo respiro, in ogni suo ricordo.

A testimonianza di ciò che abbiamo scritto vi lasciamo alle parole del diretto interessato in risposta, durante un’intervista realizzata da BasketUniverso un paio di mesi fa, alla domanda “che ricordo ha di questa città, cosa le manca maggiormente”

 “Siena non è un ricordo, è un respiro continuo, perché penso sia una città particolare, che vive dentro le sue mura, ma quando ti accetta ti fa sentire la passione. In più a Siena ho vissuto una stagione strepitosa e quindi ogni giorno penso di ricordare dieci episodi bellissimi dal punto di vista umano, riguardanti quell’annata.”

Proprio da qui vogliamo iniziare per inaugurare il nuovo progetto del nostro sito, che si occuperà di recensire libri inerenti la pallacanestro, in maniera un po’ diversa, inusuale. Da che libro potevamo partire se non da “#Somethingdifferent”?

#Somethingdifferent, un hashtag che descrive una stagione.

Un libro che trasmette un pot-pourri di emozioni. Emozioni che arrivano al culmine, nel bene come nel male, perché in questo libro c’è il bianco e il nero, come nella vita d’altronde, descritti da una persona che la situazione l’ha vissuta dall’interno. Per “situazione” non si intende esclusivamente la cavalcata della truppa di Crespi, ma anche un anno davvero molto difficile per molti motivi, a partire dal taglio del budget da impiegare per la squadra, fino alla scomparsa della società. La parte bella viene identificata nell’apogeo di felicità raggiunto nella vittoria in quella gara5 di finale scudetto contro gli storici rivali dell’Olimpia Milano e nel sogno che si prolunga nelle successive due partite, con gran parte della penisola che faceva il tifo per loro, la Mens Sana Siena, la stessa squadra che per anni è risultata essere la più odiata, “grazie” a quel filotto di scudetti vinti tra il 2007 e il 2013.

Fra vincere il campionato e arrivare secondi, c’è un tiro, anzi, il tiro di Matt Janningraccontato così da coach Crespi con grande enfasi:

Finta e palleggio con la mano sinistra per attaccare il difensore che recupera. Il suo movimento preferito, andando con la sua mano preferita per palleggiare. Tiro. Parte il tiro. Credo che a quel punto siano successe tre cose molto chiaramente. Il pallone è partito con una parabola vincente. Tutti hanno guardato il canestro. Il mio cuore si è fermato. Il pallone si infila nel canestro. Ma non abbastanza da sprofondare nella retina. Gira una volta, due volte. Esce. Dopo aver tentato un’ultima volta di essere abbracciato dalla retina.

A questo poetico tiro ne seguì un altro, solo che nel canestro opposto e con la differenza, non proprio marginale, di essersi insaccato nella retina, la sirena a fare da sfondo a questo epico gesto tecnico. Come si suol dire, il resto (di ciò che è accaduto in gara7) è storia, con Milano che festeggiò il suo ventiseiesimo scudetto dopo 18 anni.

Quella stagione dalla Mens Sana Siena non si può considerare un insuccesso, o meglio, la squadra superò ampiamente le aspettative del pubblico e fece qualcosa di incredibile, di grandioso. Vincere gara6 piuttosto che gara7 sarebbe stata la ciliegina sulla torta di una stagione che non può e non deve perdere di valore solo per un errore, seppur decisivo, al tiro, perché questo vorrebbe dire vanificare tutto quanto di buono è stato compiuto dalla squadra, ora diventata quasi “leggendaria”.

In questo libro viene narrato dall’interno tutto ciò che è accaduto nella controversa stagione 2013-2014; non mancano i dettagli, a partire dalla genesi del gruppo che si sarebbe poi costruito, dalle prime amichevoli e dai primi egoismi dei giocatori, fino ad arrivare alla squadra che tutti noi conosciamo. Credo che questo sia un libro che non potrà non coinvolgervi, se davvero amate la pallacanestro, anzi, potrete trarne molti insegnamenti e conoscere dinamiche di cui molto probabilmente non siete al corrente, così da soddisfare la vostra curiosità. Vi appassionerà. Probabilmente riuscirete a sentire anche voi i respiri di coach Crespi. Saranno profondi, come le parole utilizzate nel suo libro e intensi come le emozioni da lui provate e splendidamente trasmesse.

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