Red October Cantù: squadra tutta nuova ma coach Pashutin è una certezza

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La Pallacanestro Cantù arriva da una stagione tanto travagliata quanto entusiasmante dal punto di vista dei risultati sportivi: playoff e semifinale di Coppa Italia, battendo ai quarti la corazzata Olimpia Milano in una delle gare più belle della storia recente dei brianzoli. Ma è impossibile dimenticare le vicissitudini societarie che hanno portato la squadra di Dmitry Gerasimenko sull’orlo del fallimento, scampato grazie alla ritrovata “canturinità” e al super lavoro di coach Marco Sodini.

Dalla passata annata sono rimasti solamente Salvatore Parrillo, beniamino dei tifosi, Maurizio Tassone e il giovane Luca Pappalardo. Il resto è tutto nuovo, a partire dal coach, Evgeny Pashutin, russo, con un curriculum vitae da far invidia a quasi tutti gli altri tecnici presenti in Legabasket: una VTB League con il CSKA Mosca e due EuroCup, rispettivamente con l’Unics Kazan e il Lokomotiv Kuban. Giusto per citare solo qualche trofeo.
Lo scheletro è composto principalmente dai sei americani, che sono diventati sette, vista l’aggiunta di Davon Jefferson, ala forte già sotto Gerasimenko a Volgograd.

In queste prime uscite ufficiali si sono messi in luce Gerry Blakes, Frank Gaines e Tony Mitchell, già MVP in Italia con Trento. Hanno invece deluso Omar Calhoun e Shaheed Davis, quest’ultimo in odore di taglio, anche a seguito della firma di Jefferson. L’ultimo giocatore statunitense – Cantù è l’unico team di tutta la Serie A ad avere solo giocatori americani – è il capitano, Ike Udanoh, ala forte-centro che ha già giocato in A2 a Ferrara e Mantova.

Il parco italiani offre davvero poche alternative: oltre ai già citati Parrillo e Tassone, troviamo Jonathan Tavernari, l’anno scorso a Sassari, Francesco Quaglia, già in maglia Red October nel 2016-2017, e infine il prodotto del settore giovanile Biram Baparapè, il quale ha firmato un triennale con i biancoblu. Nelle prime partite amichevoli e durante i preliminari di FIBA Champions League l’unico che ha avuto un minutaggio importante è stato l’italo-brasiliano Tavernari, il più “anziano” del gruppo.

L’obiettivo stagionale di Cantù è raggiungere i playoff, come successo lo scorso anno, anche se non sarà facile, poiché tante formazioni si sono rafforzate e la Red October dovrà trovare in fretta la giusta chimica, cosa non semplice, visti i tanti cambiamenti nel roster e i molti giocatori alla prima grande esperienza in Europa. Il punto forte della squadra sta però in panchina perché Pashutin è una vera e propria certezza e solo lui potrà portare questo team a giocare la post season, lavorando giorno dopo giorno in palestra.

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