Il rookie Jordan Bell crea un caso: Rick Carlisle rifiuta le scuse di Steve Kerr nel post-partita

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La scorsa notte si è venuta a creare una situazione piuttosto insolita quando mancavano poco meno di 3′ alla fine della partita tra Golden State Warriors e Dallas Mavericks, virtualmente già chiusa in favore dei californiani e ormai nel garbage time. Il rookie Jordan Bell, sul quale si hanno grandi aspettative, si è lanciato in contropiede con i suoi a +25, alzandosi la palla al tabellone e schiacciando anche con il fallo di Gian Clavell.

Il gesto non è piaciuto né a Steve Kerr né tanto meno a Rick Carlisle, coach dei Mavs: una regola non scritta del basket consiste infatti nel non umiliare l’avversario cercando giocate spettacolari a partita virtualmente conclusa. Nel post-partita Kerr ha anche tentato di scusarsi con il collega, ma Carlisle avrebbe tirato dritto, di fatto rifiutando il chiarimento, probabilmente anche arrabbiato per la sconfitta netta subita da Dallas.

Draymond Green, al contrario del proprio allenatore, ha invece difeso il rookie: “Quando scendi in campo non importa se sei avanti di 25 a 2′ dalla fine. Sai che qualcuno darà un giudizio sulla tua prova, quindi devi giocare come se fossi in parità o anche in svantaggio. Se ti senti di schiacciare tirando la palla contro il tabellone devi farlo, e Bell lo ha fatto. E’ stata una grande giocata, non ho alcun avviso per lui. Fai quello che devi fare”.

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