C’era grande attesa per conoscere la prossima squadra di Russell Westbrook, ancora free agent dopo un mese e mezzo. Non ci sarà nessun futuro in NBA per l’ex MVP: Russ ha annunciato il suo ritiro dal basket giocato, al termine di una carriera lunga 18 anni in NBA. Lo ha fatto con un video postato sui social, della durata di oltre 3 minuti, in cui si vede Westbrook passeggiare nel “Museo delle Risposte Non Dette”, in cui sono presenti le foto dei suoi migliori momenti in carriera e i premi vinti: l’MVP della stagione 2016-17, i due MVP dell’All-Star Game e la maglia di Team USA con cui ha vinto l’oro olimpico a Londra 2012.
Sometimes you don’t even know when you’ve already watched the end.
You had to be there. And now it’s over. pic.twitter.com/6YoOW8WyIV
— Russell Westbrook (@russwest44) August 12, 2026
Nel corso del video un narratore pone delle domande a Westbrook, seduto su una sedia con la maglietta “Why Not?”, domanda diventata un suo marchio di fabbrica. Lungo tutta l’intervista, il giocatore non pronuncia una singola parola né risponde alle domande. “Deve essere la migliore intervista che abbia mai fatto. Non ha detto una parola e in qualche modo ho capito tutto” conclude alla fine, mentre sullo schermo nero compare la scritta: “La cosa più grande che ha lasciato non poteva entrare in un museo. Non è mai stato qualcosa che andava detto”. Sottointeso: l’impatto, la legacy, che Russell Westbrook ha lasciato in NBA.
Lungo la sua carriera, Westbrook ha giocato con gli Oklahoma City Thunder, di cui è diventato un simbolo soprattutto dopo l’addio di Kevin Durant, gli Houston Rockets, i Washington Wizards, i Los Angeles Lakers, i Los Angeles Clippers, i Denver Nuggets e infine i Sacramento Kings. È diventato il leader All-Time per triple-doppie in NBA, con 209 (insegue Nikola Jokic con 198), e ha chiuso ben 4 stagioni con una tripla-doppia di media. È stato 9 volte All-Star, 2 volte capocannoniere della stagione regolare e 3 volte leader negli assist. Nonostante i premi, Westbrook è stato sempre un giocatore divisivo per il suo modo di giocare basato sull’atletismo e sull’energia, abbinati ad un carattere spigoloso. Lascia il basket giocato una delle migliori point guard dell’era moderna, che senza dubbio ha segnato un’epoca di pallacanestro pur senza aver mai vinto un titolo NBA.
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