Sacripanti e De Raffaele analizzano la finale di andata di Europe Cup

Coppe Europee Europe Cup

Queste le parole in sala stampa di Pino Sacripanti dopo la sconfitta nella finale contro la Reyer Venezia:

Venezia ha fatto una grande partita, hanno avuto percentuali da 3 punti molto alte e ci hanno punito in diverse situazioni: è un a squadra che gioca un’ottima pallacanestro e in cui tutti danno il loro contributo. Noi abbiamo fatto una buona partita in attacco nei primi 20’ ma siamo stati troppo soft in difesa, lavorando male sugli 1 vs 1 e sui pick and roll. Nei restanti 20’ siamo stati invece più intensi e più fisici, però avevamo 8 punti da recuperare e ogni tanto ci ha tradito un po’ di frenesia e lo confermano gli 8 tiri liberi sbagliati. Contro una squadra come Venezia certi errori non possiamo permetterceli, così come sbagliare tiri aperti. Detto questo c’è una finale da disputare e che non è ancora decisa, per cui dobbiamo crederci fino alla fine. Dovremo avere un approccio difensivo molto più forte fin dall’inizio: ho bisogno di fare allenamento con Lawal e Fesenko insieme, per provare meglio qualche situazione difensiva in pick and roll”.

Parla così, invece, il vincitore Walter De Raffaele:

“Siamo contenti di aver vinto una partita difficile su un campo difficile come quello di Avellino. Abbiamo disputato una gara solida, a tratti controllandola, con l’apporto sia dei titolari sia dei componenti della panchina. Era, ovviamente, solo la prima parte della finale, e in vista del ritorno dobbiamo aggiustare ancora alcune cose, oltre a quelle già corrette all’intervallo. La cosa che mi dà più soddisfazione, in ogni caso, è la solidità mentale mostrata, soprattutto perché siamo in uscita da un periodo così difficile di partite. Torniamo a casa con una vittoria, ma sono convinto che abbiamo sprecato un paio di possessi che avrebbero potuto dilatare il nostro vantaggio. Era presumibile che dopo l’intervallo loro avrebbero messo più pressione e sarebbero rientrati. Noi abbiamo avuto subito il terzo e quarto fallo di Daye, ma abbiamo ripreso l’inerzia, giocando in maniera equilibrata e muovendo la palla trovare un passaggio in più. Venivamo, come i nostri avversari, da un periodo difficile, in cui abbiamo giocato con continuità, ed è stata fondamentale l’idea che noi siamo una squadra che si sacrifica: ho diversi giocatori, alcuni magari giocano meno, ma tutti sanno che l’obiettivo è vincere, e questo non fa che portare solidità all’equilibrio della squadra nei momenti difficili perché non viviamo di egoismi, individualismi o minutaggi. Questo modo di giocare ci sarà utile sia nella gara di ritorno sia nei play-off e si concretizza solo, appunto, passandoci la palla. Questo meccanismo non fa che rendermi contento, perché io, in quanto allenatore, non voglio solo vincere ma anche vedere le cose fatte bene.

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