Salite sul carro di Tyler Herro finché c’è posto!

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Tyler Christopher Herro, nato a Milwaukee il 20 gennaio di quasi 21 anni fa, nel 2000. Già, proprio a Milwaukee, città di quei Bucks che erano favoritissimi per la vittoria della Eastern Conference e quasi certi di giocare le Finals come rappresentanti dellEst, ma eliminati dallo sloveno Goran Dragic, dal texano Jimmy Butler e proprio da quel ragazzino nato nel Winsconsin, anche se in Winsconsin non si è mai giocato perché tutte le partite si stanno disputando nella “bolla” del Walt Disney World di Orlando, in Florida, purtroppo.

La guardia ventenne, alla sua prima stagione in NBA, ha da subito dimostrato di poterci stare senza troppi problemi a questi livelli, chiudendo le 55 partite di regular season a 13,5 punti di media, tirando con il 42,8% dal campo e il 38,9% dalla lunga distanza. Herro è arrivato ai Miami Heat nel silenzio generale, con la scelta numero 13 all’NBA Draft del 2019, venendo selezionato dietro a tantissimi giocatori che nel loro anno da rookie non si sono praticamente visti o che comunque non hanno mai inciso veramente.

Il classe 2000 di Milwaukee è stato inserito la notte scorsa nel secondo quintetto rookie dell’anno, solo perché nel primo ci sono Ja Morant, meritatamente rookie dell’anno, e il compagno di squadra Kendrick Nunn, esordiente per modo di dire perché, da undrufted, ha giocato nel 2018-2019 in G-League con i Santa Cruz Warriors, viaggiando a quasi 20 punti di media, ma che non sta confermando ai playoff gli eccellenti numeri della stagione regolare, né in termini di minuti giocati e tanto meno per punti segnati, proprio perché a lui Erik Spoelstra gli sta preferendo il ragazzo che stiamo lodando.

Herro in questi playoff ha dimostrato di non essere un giocatore comune: infatti il #14 ha elevato il proprio gioco, migliorando tutte le sue statistiche, come fanno i fenomeni, a partire dai punti di media, che sono diventati 14.4, e la percentuale da tre punti, che è salita al 40%, gli assist sono diventati quasi 4 e i rimbalzi 5.5, dato impressionante, considerando che è “solamente” 1 metro e 95 per 88 chilogrammi. Non tantissimo, viste le guardie che si stanno affermando come dominanti nell’NBA degli ultimi anni. La partita di questa notte, gara-1 contro i Miami Heat, l’ha letteralmente portato alle luci della ribalta perché è andato a un assist da una pazzesca tripla doppia (ha chiuso con 12 punti, 11 rimbalzi e 9 assist).

Ma limitare le prestazioni di Tyler Christopher Herro from Milwaukee, Winsconsin, a delle banali cifre numeriche, sarebbe veramente offensivo nei suoi confronti perché, quello che ha fatto innamorare i tifosi Heat di lui, è la sua voglia di competere, di vincere, fondamentale se vuoi giocare nella franchigia della Florida. L’unica partita in questi playoff dove Miami ha “steccato” è stata gara-4 contro i Bucks, quella del primo infortunio di Giannis Antetokounmpo e dove Khris Middleton ha dimostrato – solo in quel match – tutto il suo valore. In quella serata a Disney World ha segnato una tripla nell’ultimo minuto dei tempi regolamentari e due bombe negli ultimi 30 secondi dell’overtime, tutto questo senza mostrare sul proprio volto il minimo segno di emozione, essendo un rookie che fino all’anno scorso era al college, ai Kentucky Wildcats, una delle università più importanti del panorama del college basketball.

Miami sharpshooter Tyler Herro put in the work (during the shutdown), now  it's paying offUn altro aspetto da non tralasciare è che Tyler Herro è stato seriamente malato di Coronavirus a marzo, come ha raccontato lui stesso qualche giorno fa. Essendo una malattia totalmente nuova, ci sono pareri contrastanti sulle ripercussioni che può avere sul nostro corpo: alcuni importanti virologi hanno pronosticato che contrarre il Covid-19 in maniera forte, potrebbe portare a delle conseguenze sul nostro fisico; altri invece hanno detto che non incide più di tanto sul nostro fisico e sulle vie respiratorie, in particolar modo. Ecco, il classe 2000 è nella categoria di quegli atleti che sono migliorati dopo aver contratto il Coronavirus nei mesi lockdown, ovvero da marzo a maggio-giugno. Anche Rudy Gobert e Donovan Mitchell, coloro che hanno “fatto sospendere” l’NBA poiché i primi positivi della Lega, hanno giocato una serie playoff mostruosa contro Denver, soprattutto l’esterno, quindi forse prendere il Covid-19 non peggiora i risultati atletici dei giocatori, ma preferiamo lasciar tratte queste conclusioni a chi ne capisce di più di noi.

In conclusione, non sappiamo fino a dove potrà arrivare Tyler Herro, se sarà un bagliore oppure una stella luminosissima del firmamento NBA, ma noi i nostri 2 centesimi su quest’ultima opportunità ce li mettiamo, anzi, ne mettiamo addirittura 3. Salite sul carro di Tyler finché c’è spazio, che i posti stanno andando a ruba!

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