San Antonio, esplode il caso De’Aaron Fox all’interno dello spogliatoio?

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La sconfitta nelle NBA Finals sembra aver lasciato diversi strascichi ai San Antonio Spurs e ai suoi giovanissimi giocatori. Non tanto per il risultato in sé ma per come è maturato, vale a dire con una serie di rimonte subite dai New York Knicks.

Che ci sia nervosismo in casa texana appare evidente. I diversi colpi proibiti rifilati da Victor Wembanyama agli avversari sono indizi. Così come l’abbandono del campo subito la fine di gara 5 da parte di gran parte del roster neroargento, ad eccezione dei senatori Kornet e Barnes, senza congratularsi con gli avversari. E poi le parole nel post gara di Wemby che non ha potuto fare a meno di mostrare tutta la sua amarezza, parlando di una serie dominata dalla sua squadra.

In tutto ciò diversi insider che seguono regolarmente la squadra descrivono uno spogliatoio meno unito di quanto sembra. Esisterebbe una divisione fra il nucleo giovane che ha tirato la carretta e i più esperti, relegati a un ruolo marginale. Ma soprattutto c’è un caso legato a De’Aaron Fox, alle sue prestazioni e allo stipendio che percepisce. Fox sarà di gran lunga il giocatore più pagato della rosa anche il prossimo anno con 51 milioni di dollari, quasi il doppio del secondo più retribuito, Devin Vassell, a quota 27,5. Ovviamente la cosa è dovuta agli anni di anzianità in NBA e la questione stipendio tiene banco soprattutto fra i tifosi che ironizzano e sognano una sua cessione, di modo tale da poter creare un autentico dream team.

Operazione difficilissima e altamente improbabile. Tutti abbiamo negli occhi la giocata folle di gara 4 che poi ha consentito a Anunoby di dare ai Knicks il 3-1 nella serie. Ma anche in gara 5 Fox è stato tutt’altro che un leader, chiudendo l’ultimo periodo senza punti, il match con 7, 3/15 dal campo e 1/8 da tre. Fra i più delusi il rookie Dylan Harper che avrebbe voluto più spazio, pur avendo giocato 31 minuti di media nelle Finals. La sua frustrazione è emersa dalle dichiarazioni del compagno Vassell: “Tutti sappiamo che è talentuoso ma forse nessuno oltre lui si è reso conto di quanto forte sia davvero. Ci è rimasto molto male per il minutaggio e per i ruoli da comprimario che gli venivano assegnati, anche se ha risposto presente quando abbiamo avuto bisogno di lui”.

Insomma, una situazione abbastanza complicata da gestire per il coach Mitch Johnson, anche lui finito nell’occhio del ciclone nelle ultime ore. Chissà se basterà un’estate di riposo a sistemare le cose o se i San Antonio Spurs dovranno rivedere qualcosa nel loro assetto per aprire un’altra dinastia. Di certo c’è che le Finals hanno minato qualche certezza anche riguardo il futuro della franchigia che solamente pochi giorni fa sembrava del tutto radioso.

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