Tonolli Virtus Roma

Sandro Tonolli e la rinascita del basket romano

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BasketUniverso ha intervistato in esclusiva Alessandro Tonolli, che per 20 anni ha vestito la casacca della Virtus Roma, diventandone prima Capitano, poi storica e intramontabile bandiera. E da vera bandiera giallorossa, dopo il suo ritiro dal basket giocato, l’ex ala grande ha proseguito la sua vita nella Capitale. Dopo aver intrapreso la carriera di allenatore, Ale “Tonno” Tonolli da quest’estate è, insieme a Maurizio Zoffoli, il promotore di un progetto di rinascita del basket Capitolino targato “Virtus Roma 1960“.

Che cos’è la Virtus Roma 1960?

Il discorso è molto ampio e comprende tutto ciò che si è originato ufficialmente a partire da questa estate con la nascita della Virtus Roma 1960. La nostra è una società figlia del desiderio di portare una nuova realtà dopo quello che è successo alla storica Virtus Roma, con immenso dispiacere di tutti, soprattutto mio. Dai 19 ai 40 anni ho giocato con quella maglia addosso Mi sento romano di adozione, visto che vivo qui da una vita ormai.

Ti va di raccontarci com’è andata quella conversazione tra te e Zoffoli (ora il Presidente della Virtus Roma 1960, n.d.r.), da cui poi è nato tutto?

Eravamo al bar del centro sportivo dei Cavalieri di Colombo, davanti uno spritz. Stavamo parlando del momento della Virtus Roma e del suo ritiro dal campionato di Serie A. Finché, a un certo punto, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo chiesti:”Che cosa possiamo fare noi?”. Così abbiamo deciso di fondare la Virtus Roma 1960 e portare una ventata nuova.

VIRTUS ROMA 1960

Da cosa avete iniziato a costruire?

Da ciò che avevamo. Abbiamo deliberatamente scelto di non fare il passo più lungo della gamba. Ci siamo messi a tavolino e abbiamo riflettuto su cosa avessimo già e cosa potessimo dare per questa nuova realtà. Maurizio (Zoffoli), oltre che storico tifoso Virtus, aveva il titolo di C Gold della Petriana, allenata da me. Io potevo metterci la mia immagine, la mia esperienza e la mia storicità in ambito cestistico a Roma. È stato tutto estremamente spontaneo e, da parte mia, c’è stato anche un forte senso di riconoscenza verso la città che mi ha accolto a 19 anni, dopo il mio percorso di giovanili a Brescia. Navigliamo a vista ma con grande entusiasmo!

Visto che a Roma anche i grandi progetti migliori rischiano di naufragare sempre di fronte allo stesso problema: la mancanza di campi adeguati…

Ne ho già parlato un po’ di tempo fa e , come si dice qui a Roma, “fa un po’ strano!”. Una città così grande, la Capitale d’Italia, con un impianto quasi inaccessibile per costi di gestione (PalaEur) e uno fuori uso da anni ormai (PalaTiziano). Quando allenavo le giovanili abbiamo giocato delle finali in cittadine di provincia che hanno anche 3 palazzetti con diverse capienze. Nel nostro caso, non parliamo neanche di Serie A o Serie A2, in cui ci sono capienze di un certo tipo. A Roma ci sono pochissimi impianti omologati per la Serie B. È assurdo!

Avete avuto contatti con la proprietà “precedente”? Anche se, effettivamente, sono due realtà distinte…

Assolutamente no, nessun contatto con la Virtus Roma precedente.

Parlando del presente, che realtà è ora la Virtus Roma 1960?

Partendo dal nulla non è mai facile. Negli ultimi anni ho avuto modo di fare esperienza come allenatore, soprattutto di giovanili, e avevamo la volontà di creare la squadra migliore possibile. Ci siamo detti: No proclami! Non abbiamo fatto nessuna promessa del tipo “tra 4 anni in serie A”. Ma pensiamo a costruire ogni giorno. Con la Virtus Roma 1960 mi trovo bene perché abbiamo portato bravi ragazzi e bravi giocatori. Siamo riusciti a formare la squadra che avevamo in mente che è principalmente una squadra di amici e Uomini con la U maiuscola. Alcuni di loro di conoscevo già, dalla Petriana e tramite altri contesti. Il periodo storico è quello che tutti conosciamo quindi non nego che alcuni casi Covid e il grave infortunio di un giocatore prezioso come Casale ci ha limitati. Ma lottiamo tra i primi posti della classifica e la Virtus è pronta per la seconda fase.

Alessandro Tonolli in maglia Virtus Roma (2013)

Com’è ritrovarsi dall’altra parte della barricata a ricoprire il ruolo da allenatore?

Difficilissimo! Non è scontato saper fare l’allenatore pur essendo stato un buon giocatore. Certo, sempre di basket si parla ma da giocatore dovevo eseguire, da allenatore devo cercare di far capire le mie idee, trasmetterle. Il mio percorso è stato prima di giovanili all’HSC e, vicino a Bizzosi, ho imparato tantissimo. Il percorso mi è servito tanto perché, quando vieni fuori da una carriera da giocatore senior, ti manca la fetta di approccio alle giovanili. Ho molta voglia di portare la mia esperienza nei giovani e formarli, partendo dalle persone che sono. L’importante è formare giocatori che sappiano realmente giocare a basket. Questo vuol dire che non saranno necessariamente tutti giocatori di Serie A ma, grazie al diverso talento, alle opportunità e, diciamolo, alla fortuna, saranno in grado di militare nei diversi livelli. Ogni squadra è una storia a sé e non si finisce mai di imparare: l’esperienza e le vicende cambiano e ti cambiano continuamente!

Quindi Ale Tonolli è più giocatore o allenatore?

Tutta la vita giocatore! Ma te ne accorgi dopo, quando non lo sei più! Ed è per questo che apprezzo tantissimo anche questa nuova fase della mia vita. Ho avuto la fortuna di fare della mia passione un lavoro. Da giocatore mi allenavo tot ore al giorno e il mio compito finiva lì. Il lavoro di allenatore richiede molto più tempo e dedizione. Esistono dinamiche differenti, ed è stimolante sia da coach senior che da coach delle giovanili, soprattutto perché si cresce insieme.

Dunque ti piacerebbe continuare ad allenare anche a livelli più alti?

Sono ambizioso e non nego che mi piacerebbe. Detto questo, aggiungo però che non sono uno sprovveduto e so per certo che devo migliorarmi. A volte mi capita di confrontarmi con ex colleghi (ex giocatori) e mi dicono che non riuscirebbero mai ad allenare. Io invece credo che sia estremamente nelle mie corde, mi piace, mi diverto ma sicuramente ho molto da crescere e la Virtus Roma 1960 penso sia il posto giusto per farlo insieme.

 

Ringraziamo Alessandro Tonolli e l’Ufficio Stampa della Virtus Roma 1960 per la disponibilità.

Questo il sito ufficiale della neonata formazione

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