Sardara e l’affaire Poz: “Rispettate l’approccio degli altri. Il dialogo è alla base del nostro lavoro”

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I tifosi biancoblu potranno continuare a flettere i muscoli: Gianmarco Pozzecco resta al timone della Dinamo Sassari nonostante le voci uscite nelle ultime ore di un possibile divorzio in vista. Il fulmine a ciel sereno che rischiava di poter interrompere un matrimonio di appena 15 mesi è stato ampiamente smentito dal presidente Stefano Sardara, nella cornice della Club House di via Pietro Nenni.

«Il periodo che abbiamo vissuto ci ha aiutato a riflettere. Con Gianmarco ci siamo detti in questi giorni che era l’occasione di fare un confronto, una cosa che ci siamo detti di fare dall’inizio del nostro percorso. Teoricamente verificare l’andamento delle varie coppe, l’idea di pallacanestro e di club. Durante questa “pausa di riflessione”, durata un paio di giorni, siamo rimasti sconcertati dell’approccio che il mondo che circonda la pallacanestro ha avuto verso la nostra decisione. È infatti partita una torcida di cazzate: voci di presunte litigate sul 6+6, sul 5+5, Evans ecc. . Credo che la pallacanestro debba imparare e cogliere l’occasione per migliorarsi. Avere il coraggio di cambiare, anche quando vinci. Quando succedono queste cose bisogna rispettare il lavoro degli altri, senza pensare necessariamente di raccontare retroscena scabrosi, irriverenti o cose inaccettabili». La premessa fatta dal patron, accompagnato dal coach in tutta la conferenza, ha creato le basi per un ufficialità che, poche ore prima, sembrava solamente una remota eventualità. «Tutto questo per dire che Gianmarco Pozzecco non va via. Avete fatto una tempesta in un bicchiere».

«Fermarsi e riflettere è normale  ma non vuol dire che ci stiamo tirando i piatti addosso. Le aziende fanno spesso un 360°, una riflessione totale del proprio lavoro, controllare se tutto è a posto, se la macchina funziona. E se anche ci fossimo divisi lo avremmo fatto insieme, lodando il lavoro che Gianmarco ha fatto in questi mesi. Quello che voglio infine dire– continua Sardara – è che anche il basket deve imparare a maturare una responsabilità in quello che si dice e in quello che si fa. Se due persone dialogano, a qualunque livello si trovino, non vuol dire necessariamente costruirci sopra un mondo. Stiamo calmi, perché tutto questo non ci fa bene. Fortuna ha voluto che tra noi le cose fossero chiare, ma se il rapporto fosse stato diverso sarebbe potuto accadere che per un misunderstanding si sfasciava tutto. Noi ci fermeremo a riflettere, faremo altri check, litigheremo ancora. Ma non sempre ogni litigio vuol dire divorzio. Rispettate ogni approccio differente. […] Usciamo rafforzati da questa situazione». Delle voci che seriamente rischiavo di mettere in pericolo un equilibrio perfetto.

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