Sassari-Brindisi, le pagelle: Adrian Banks È Brindisi. Sassari ritrova il miglior Jerrells ma “perde per strada” Vitali

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BANCO DI SARDEGNA SASSARI

Spissu M. 7: dopo un inizio rivedibile il sassarese si fa notare eccome in risposta al super avversario Banks. Difensivamente fatica tanto, ma palla in mano in alcuni momenti è letteralmente soporifero. Chiude con 15 punti, 4 assist e 4 rimbalzi la sua seconda Final Eight.

Bilan M. 6.5: Sassari svolta nel momento peggiore grazie a lui, nonostante la difesa asfissiante di Brown in post. Nella ripresa si sente meno, ma fa comunque la sua porca figura nella gabbia fatta ad hoc dalla difesa brindisina.

Evans D. 5.5: nonostante 12 punti importantissimi si è sentita la mancanza di questo giocatore per coach Pozzecco. Il ritorno in campo di Sutton lo annulla sia difensivamente che offensivamente, portandolo quasi alla stregua del trash talking. Il nervosismo lo manda in panchina senza farlo tornare in campo.

Pierre D. 7.5: solito grande apporto per un serio candidato a MVP di campionato e Champions League. Anche oggi cerca di essere l’onnipresente risposta, nonostante dall’altra parte si trovi spesso un signor difensore come Stone. 21 punti e 9 rimbalzi per il canadese, che chiude con un strabiliante 31 di valutazione nonostante la preghiera finale andata a colpire solo il tabellone.

Gentile S. 6: gioca più per gli altri che per sé stesso. Poco coraggio per tanti minuti, qualche rimbalzi (5) poi le due triple consecutive che lo sbloccano e fanno sognare i sardi. Il finale però non lo premia affatto.

Coleby D. 5: cerca di mettere la sua impronta ma contro questa Brindisi bisogna fare molto di più. Giustificato solo perché si trovava alla prima vera gara con la maglia della Dinamo.

Vitali M. 5: tanti errori dall’arco per uno specialista come lui nel primo tempo. Rimane nel sistema e da lì non esce più, risultando il grande assente di questa Sassari. Mitch ci ha deliziati con ottime prestazioni in tanti lidi, ma nella giornata degli innamorati ha spezzato parecchi cuori.

Jerrells C. 7: entra e toglie le castagne dal fuoco nei primi due quarti. La differenza tra lui e Spissu, offensivamente parlando, si sente. E anche parlano di coraggio bisognerebbe fare una distinzione chiara. I suoi 20 punti rispecchiano il genio e la sregolatezza di questo giocatore, sempre pronto quando la palla pesa e, forse, troppo convinto dei propri mezzi in certi momenti della gara. Se ripartisse da qui, CJ potrebbe essere la chiave di volta di questa Sassari.

Coach Pozzecco G. 5.5: subito tecnico e subito partita con rimonte pazze. L’anno scorso ha festeggiato, quest’anno no. Qualche responsabilità c’è, vuoi le rotazioni cortissime, vuoi affidarsi troppo a qualche giocatore. Ma quando la partita è secca c’è poco da fare. Insufficienza lieve.

HAPPY CASA BRINDISI

Banks A. 9: 37 punti, 8 rimbalzi, 4 assist e due palle recuperate. 41 di valutazione. 38 minuti in campo su 40 a 34 anni. MIGLIOR PRESTAZIONE NELLA STORIA DELLE FINAL EIGHT.  Basta questo o volete anche le ragioni del voto? MVP.

Brown III J. 6.5: 2 punti ma tanta, tanta, tantissima garra in difesa e a rimbalzo. Per Bilan fronteggiarlo è un incubo, un’ossessione quasi. Sassari per lui è sempre stata ostica ma oggi può uscire dal campo con il sorriso a prescindere dal risultato.

Martin K. 7.5: era assente nella gara di campionato ma oggi si sente eccome la sua presenza. Un ottimo terminale offensivo insieme a Banks e Thompson e il giocatore decisivo quando la palla scotta a 21” dalla fine. Chiude la partita con 14 punti e 6 rimbalzi.

Sutton D. 7: partita a due facce per l’ex Trento. Dopo un primo tempo con pochi tentativi (e tutti sbagliati) rientra nel parquet con una faccia diversa. Dal terzo quarto in poi esplode in tutta la sua bravura a suon di cazzotti e appoggi a canestro, diventando la seconda spina nel fianco di Evans e soci. 10 punti e 5 rimbalzi il bottino finale, ma solo con i numeri non si può descrivere il suo apporto.

Zanelli A. 6: mette la sua firma con una tripla importantissima.

Gaspardo R. 6: entra per cambiare il quintetto e da tantissima intensità, contribuendo anche con 6 punti.

Thompson D. 6.5: è l’uomo in più nella Trinità offensiva di Vitucci. Fondamentale nel momento del bisogno, utilissimo per spaccare la zona. Le sue incursioni migliori però sono tutte nel secondo quarto; dopo il ragazzo si perde un po’. Finisce comunque con 10 punti.

Stone T. 6: uomo di sistema con il vizietto del canestro. Fa da collante nella difesa tra Pierre e Evans, cercando in tutti i modi di rendersi utile in area quando si accorge che dalla lunga distanza non è giornata.

Coach Vitucci F. 7: l’intensità che mette e trasmette ai suoi è impareggiabile. Nella sua mente forse c’è ancora il 3-0 subito nel Maggio scorso o la finale persa contro Cremona. Ma non importa, perché anno nuovo sfida nuova. E forse anche qualcosa in più in bacheca…

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