Sassari-Venezia, le pagelle di G3 – gli italiani tirano la carretta, ma alla fine è Daye a prendersi il posto d’onore

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BANCO DI SARDEGNA SASSARI

Spissu 6.5: l’aria di casa lo migliora in fatto di leadership e garra. Il sardo apre la rimonta con la tripla e prova a dettare i tempi con l’assenza in campo di Smith. Ritrovato.

Smith 5.5: prestazione incolore per il play statunitense, complice forse la giornata no al tiro (1/7 e 0/3 dall’arco) e il minutaggio limitato per Cooley. Lo scarso apporto in attacco lo condiziona anche in difesa.

McGee 5: avrebbero dovuto spegnere l’aria condizionata al PalaSerradimigni per ambientarlo meglio in quello che a inizio settimana è stato teatro delle sue migliori prestazioni in biancoblu. Il viaggio ha influenzato il suo mood e la sua leadership, e la sola tripla con tre assist non bastano a spiegare una gara dove Tyrus proprio non ha inciso. Sottotono, si rifarà in gara 4?

Carter S.V: gioca solo i 6 minuti iniziali, troppo poco per giudicare.

Pierre 5.5: statistiche alla mano gioca una gara di alto livello, con 15 punti e 8 rimbalzi a cui si va a sommare una porca figura in difesa sugli avvicendamenti di Daye e Watt. Ma nell’insieme non riesce ad essere determinante per il risultato finale, fallendo due delle tre occasioni di sorpasso dei sassaresi nell’ultimo periodo. Lo 0/5 da tre fa riflettere su una prestazione che, in caso di vittoria, sarebbe stata eroica; ma sono solo sliding doors della vita…

Gentile 6.5: uno degli italiani che tira la carretta nel momento finale di gara 3. I 10 punti con due triple (una potenzialmente letale), 4 rimbalzi e due recuperi dicono molto poco sull’impatto che Ste ha sulla squadra. Uno degli ultimi ad arrendersi.

Thomas 5: inizia la gara nel migliore dei modi, prendendosi in spalla una regione intera e cercando di illuminare con le sue giocate di fisico e talento. Con il passare del tempo però si intestardisce, non assiste i compagni aperti da tre e prova sempre e solo la forzatura personale. L’azione finale riassume un po’ la prestazione totale. Rovina una gara atomica da 17 punti e 6 rimbalzi per preferire le luci della ribalta. Difficile dargli un voto sufficiente.

Polonara 7: sicuramente il miglior sassarese in campo. Intelligente nelle scelte, pronto quando è necessario mettere il tiro che scotta, trascina i suoi nella rimonta finale dal -14. E’ un giocatore da sistema, uno di quelli che servono nei momenti cruciali. Una certezza.

Cooley 6: rispetto alla gara veneziana il centrone biancoblu gioca meno. Quando è in campo però fa la voce grossa ai rimbalzi nonostante al tiro sbagli troppo già nei primi minuti. Inspiegabile la sua assenza in quintetto al momento del quinto fallo di Watt, ma questo non dipende da lui.

All.Pozzecco 5: Sassari gioca da Sassari solo pochi minuti; è la Reyer infatti a dettare i tempi e a giocare con i suoi ritmi per quasi tutta la partita. Questo è un male per il coach triestino, che invece di imporre il suo gioco va in balia dell’avversario. Poi rimangono inspiegate alcune scelte di rotazione, limitate rispetto al solito (8 giocatori che ruotano, niente Cooley senza Watt, sovrautilizzazione di Thomas…). E’ vero che non entra nulla dalle parti della Dinamo (6/22 da tre e 35% da due) ma qualche responsabilità va anche all’allenatore.

UMANA REYER VENEZIA

Haynes 6.5: l’aria dell’isola non lo offusca e benché sia centellinato dal suo coach si fa trovare pronto quando serve. Il finale di gara (e la pressione di Spissu) lo mettono in difficoltà, da lì infatti non vede più campo.

Stone 7: cambia reparto in difesa e annulla la regia di Smith e McGee con la solita impeccabile fisicità. A livello statistico da una mano importante con 9 punti (3/5 da tre) e 6 rimbalzi. L’unica pecca è legata al ritardo sui tiratori nelle uscite, ma fortunatamente per lui non è stata giornata per il Banco, quindi tutto a posto.

Bramos 6: sbaglia poco, contribuisce per punti (8) e rimbalzi (5) e poi esce dal campo senza battere fiacca. Se in forma è uno dei giocatori più importanti di questa squadra, tenendo a mente i soli 18 minuti in campo.

Due protagonisti della vittoriosa Venezia

Tonut 6.5: benissimo nella prima, male nella seconda, bene nella terza. Il ragazzo va a correnti alternate ma ieri sera sapeva chiaramente quale fosse il filo giusto da seguire. In 23 minuti di gioco sbaglia poco e da tanto sia in difesa che in attacco; va in bambola solo nel momento migliore dei sassaresi, ma non ha nulla da temere con un Austin Daye intoccabile. La Sardegna (e il clima temperato del palazzo) fanno bene al numero 7 orogranata.

Daye 8: Ogni volta che Sassari ha messo il muso fuori ecco arrivare il 9 con la stangata. Segna sul -2, sul -1 e persino sulla parità a meno di 90” secondi dalla fine. Delirio di onnipotenza assolutamente comprensibile per l’ex Pesaro che non si fa scalfire neanche dall’entusiasmo dei 5.000 presenti. Chi ha visto è stato testimone: MVP totale della sfida.

De Nicolao 6: solita prestazione generosa per il play veneto, chiamato a dare manforte nei momenti di “assenza” del capitano. Plus, mette due triple importanti ai fini del risultato.

Vidmar 5.5: il centrone era chiamato alla gara del riscatto, ma in realtà soffre non poco sul parquet del PalaSerradimigni. Non segna, cattura solo 3 rimbalzi e ogni movimento di difesa è un contatto falloso. Ha due giorni per ricaricare le pile.

Giuri s.v.: mette una tripla in 6 minuti. Sorprendente.

Mazzola 5.5: Thomas e Pierre fanno quello che vogliono quando lui è in campo. E benché alla fine tutto si risolva con una tripla non conclusa e un Daye “in the zone” è anche giusto sottolineare una prestazione scialba dell’ala ferrarese.

Cerella 6.5: gioca veramente troppo poco; con lui in campo infatti la Reyer è stata sempre in vantaggio di almeno due possessi. Ma non è tanto l’apporto in termini numerici (per altro nullo) quanto il quid mentale che l’ex Milano da ai suoi compagni di squadra. D’altronde lui è un pluricampione e sa quanto contino questi elementi ai fini dello scudetto.

Watt 5: ha complicato una gara che per Venezia poteva essere potenzialmente più semplice. Con due falli sul groppone il centro fa altri tre falli ingenui, due offensivi, nel momento meno adatto. L’assenza perdurante di Jack Cooley poteva avvantaggiarlo, ma invece ad assentarsi anticipatamente ci ha pensato lo stesso Mitchell in 19 minuti scarsi.

All. De Raffaele 6.5: rotazioni perfette, decision making impeccabile, fa giocare Sassari al ritmo della sua Reyer… che altro bisognerebbe aggiungere? Aveva visto i fantasmi di Firenze in quella rimonta iniziata nel quarto periodo, eppure non ha smontato il giocattolo e ha perseverato, portando a casa una vittoria pesantissima. Chapeau.

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