Scambio Gay-Vasquez: si tirano le somme sulla trade tra Raptors e Kings

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Rudy Gay

Nella notte tra l’8 e il 9 dicembre si gioca Raptors-Lakers, una partita che verrà ricordata da una parte per li ritorno in campo di un redivivo Kobe tra le file dei giallo-viola, dall’altra per la mancata presenza della stella Rudy Gay tra quelle dei canadesi; la scelta del giocatore di accomodarsi in tribuna risulta “giustificata”, in quanto il numero 22 era appena stato scambiato con un’altra franchigia californiana, i Sacramento Kings. A Toronto volano perciò Vasquez, Salmons, Patterson e Hayes, mentre raggiungono Gay in California Acy e Gray; lo scambio è improvviso e inaspettato: l’ex Memphis abbandona infatti il Canada dopo poco più di mezza stagione, mentre Vasquez, il play per il quale i Kings avevano sacrificato Tyreke Evans durante l’off-season, lascia Sac-Town dopo appena due mesi di RS. Entrambe le franchigie si privano così di un “pezzo da novanta“, ma se i Kings hanno immediatamente sostituito il playmaker venezuelano con un giocatore dall’ingaggio ugualmente pesante (se non superiore), i Raptors hanno liberato ulteriore spazio salariale all’interno del proprio salary cap, dando così l’impressione di voler tentare l’ennesimo “tank for Wiggins” in vista del ricchissimo Draft 2014, una strategia fin troppo comune in questa stagione NBA.

La scelta della squadra canadese lascia molti appassionati basiti, i Raptors infatti, fallito il “progetto europeo“, si erano liberati di molti giocatori importanti durante l’off-season (uno su tutti il nostro Bargnani), così da poter ottenere lo spazio salariale necessario per riuscire a costruire una squadra competitiva attorno a Gay e al backcourt formato dal duo LowryDerozan; solamente quest’ultimo però sembra destinato a rimanere a Toronto, in quanto lo stesso Lowry sarebbe già pronto con le valigie in mano, visto l’arrivo di Greivis Vasquez. Certamente i Raptors si liberano di una personalità ingombrante che, in un contesto come quello della franchigia canadese, si era trasformato in un “buco nero”, dal quale passavano (e spesso venivano concluse) tutte le azioni offensive della squadra; essendo Gay la prima scelta offensiva, d’altro canto, viene a mancare un giocatore grazie al quale Toronto avrebbe potuto vincere qualche partita in più in questa RS e di conseguenza lottare per un posto ai Playoffs ad Est (traguardo tutt’altro che impossibile); il tutto senza contare che Derozan perde così il suo partner offensivo, con il quale aveva instaurato una buona chimica. I Raptors sembrano quindi avviati verso una stagione fallimentare, un “arakiri” programmato, in modo da avere la possibilità di poter puntare ad una scelta alta nella prossima Draft Lottery, se sarà proprio il canadese Andrew Wiggins, tanto meglio.

I Kings hanno invece operato  la scelta opposta, liberatisi di Evans e riposte tutte le loro speranze su Cousins dopo il fallimento dell’esperimento Vasquez (l’ombra del play che aveva entusiasmato a New Orleans la scorsa stagione), hanno rivoluzionato la squadra, ingaggiando prima un giovane come l’ala Derrick Williams dai T-Wolves, poi un giocatore affermato come Gay, nel ruolo in cui sembravano più deboli; inoltre con la partenza di Vasquez, ci sarà più spazio in quintetto per Isaiah Thomas, grande sorpresa di questo inizio stagione. Resta di certo il dubbio su come riusciranno a convivere Cousins e Gay, due “prime donne” inserite nello stesso contesto di squadra, ma se questo azzardo dovesse mai andare a buon fine e se WilliamsThomas e il rookie Ben McLemore dovessero esplodere definitivamente, Sacramento si ritroverebbe una squadra giovane, talentuosa e competitiva per una piazza ai Playoffs. Rimane la “trappola” del contratto di Rudy Gay, un contratto importante da 18 milioni a stagione fino al 2015, che peserebbe come un macigno nel caso l’esperimento non dovesse andare a buon fine.

In fin dei conti, sembra che sia Kings che Raptors abbiano entrambe tratto vantaggio da questa trade, ma se quello dei canadesi rimane un progetto vincente difficilmente realizzabile nell’immediato, quello dei Kings potrebbe addirittura partire già da questa stagione, per poi decollare nella prossima, soprattutto se la franchigia californiana riuscisse ad accaparrarsi una scelta alta (tra le prime 15) nel Draft 2014, aggiungendo un ulteriore tassello importante a una squadra sicuramente di prospettiva.

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