La Lega Basket Femminile ha reagito stizzita alle dichiarazioni di Stefano Sardara, che lo scorso weekend aveva annunciato la chiusura della Dinamo Sassari femminile che aveva appena ottenuto la salvezza sul campo. Le motivazioni del patron sassarese sono economiche: il progetto della squadra femminile, avviato nel 2020, non sarebbe più sostenibile. La LBF ieri ha pubblicato una nota ufficiale con cui ha commentato e risposto alle parole di Sardara, definendo il tempismo delle stesse come “infelice” perché la stagione non è ancora terminata (sono in corso i Playoff e i Playout, sebbene Sassari sia salva). “Le società che hanno sfidato Sassari nel suo percorso e che ogni giorno investono nel movimento preziose energie e risorse in maniera spontanea e passionale, meritano una maggior considerazione e la possibilità di concludere la stagione sul campo senza questo tipo di distrazioni esterne, che denotano scarso interesse verso la categoria, che sino a poche ore prima le proprie tesserate stavano difendendo con cuore e generosità” si legge nella nota.
Di seguito il comunicato completo:
In merito alle dichiarazioni del Presidente della Dinamo Sassari Stefano Sardara riportate sui media, che anticipano la decisione della società di concludere il proprio percorso nel movimento, la Lega Basket Femminile desidera rimarcare alcune considerazioni ai margini di tale decisione.
Come già occorso in passato, la rinuncia di una compagine importante, che ha ottenuto risultati di rilievo sia in Italia che in Europa, comporterà doverose riflessioni e considerazioni, e sarà cura di LBF discuterle nelle sedi istituzionali preposte, coinvolgendo tutte le parti del movimento in maniera il più possibile trasparente e guidata dal principio-guida di tutela delle proprie associate e della loro posizione.
Si ritiene tuttavia doveroso sottolineare, nel rispetto della decisione presa, un notevole vizio di forma. La tempistica delle dichiarazioni del presidente Sardara è particolarmente infelice, in quanto rilasciate a stagione di Serie A1 non ancora terminata, e nella fattispecie con un’intera serie di Playout ancora da giocare tra Brixia e Battipaglia. La scelta di non attendere che la stagione si concluda per tutti e dia i propri verdetti sul campo è particolarmente indelicata verso tutte le giocatrici, gli staff, le società e chi è ancora in attesa di affrontare le ultime gare della stagione con la massima professionalità e serietà.
Le società che hanno sfidato Sassari nel suo percorso e che ogni giorno investono nel movimento preziose energie e risorse in maniera spontanea e passionale, meritano una maggior considerazione e la possibilità di concludere la stagione sul campo senza questo tipo di distrazioni esterne, che denotano scarso interesse verso la categoria, che sino a poche ore prima le proprie tesserate stavano difendendo con cuore e generosità. Così come tutte le società che partecipano ai campionati femminili, che ogni giorno affrontano difficoltà di cui è ben conscio il presidente Sardara, avendone diffusamente parlato nelle interviste concesse e meritano senza alcun dubbio un plauso e tutto l’appoggio possibile.
Alla nota della LBF ha risposto poche ore dopo lo stesso Sardara, respingendo le accuse. “In merito alle considerazioni espresse nel comunicato diffuso oggi sul sito della Lega Basket Femminile, ritengo doveroso chiarire alcuni aspetti che, evidentemente, sono stati interpretati in maniera parziale. L’intervista a cui si fa riferimento non è stata rilasciata con leggerezza né, tantomeno, con l’intento di mancare di rispetto a chicchessia o di interferire con il regolare svolgimento della stagione sportiva. Al contrario, la scelta del timing è stata dettata esclusivamente da un principio di responsabilità e tutela nei confronti delle nostre atlete, dello staff e di tutte le persone che orbitano attorno al progetto Dinamo Women. Ritengo infatti che chi ha contribuito con professionalità e dedizione a questo percorso abbia il diritto di conoscere per tempo le prospettive future, così da poter pianificare adeguatamente il proprio cammino professionale. Ritardare una comunicazione di questa portata avrebbe significato, a mio avviso, esporre queste persone a un’incertezza ben più dannosa e difficile da gestire. Respingo quindi con decisione l’idea che vi sia stata superficialità o, peggio, scarso rispetto verso il movimento. Allo stesso tempo, nel rispetto delle opinioni espresse, ritengo che chi ha redatto e diffuso il comunicato dovrebbe forse concentrare maggiormente le proprie energie nell’affrontare e risolvere le criticità strutturali che caratterizzano un movimento in cui, ogni anno, si registra la perdita di società, piuttosto che soffermarsi sulle modalità e sui tempi di un’intervista che – lo ribadisco – nasce esclusivamente dalla volontà di tutelare le persone“.
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