Sempre meno italiani in campo

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Uno dei grossi problemi del nostro movimento cestistico italiano è che i prodotti nostrani non hanno spazio nella Serie A e tutto ciò porta (o porterà) spiacevoli situazioni all’Italbasket. Questo è un argomento che molti affrontano e che sottolineano – allenatori, dirigenti, procuratori – ma poi, nei fatti, le cose non migliorano, anzi, peggiorano, numeri alla mano.

Il dato è già allarmante se si vanno a contare gli italiani schierati in quintetto (contando anche i passaportati): infatti stiamo vitali bresciaparlando di appena 16 giocatori su un totale di 160, solamente 1/10 dei giocatori che hanno dato il via a questo novantacinquesimo campionato di Serie A. Sconfortante. C’è addirittura una partita in cui nemmeno un italiano è sceso in campo da titolare e stiamo parlando del monday night tra Sassari e Varese, con le due compagini che hanno messo sul parquet dieci stranieri su dieci; il caso del PalaSerradimigni non è isolato perché, per esempio, a Pesaro, nella partita tra la Consultinvest e la Germani Brescia, l’unico azzurro in campo al via del match era Luca Vitali, mentre a Desio tra Cantù e Venezia, se ne sono visti due, Tonut e Callahan, anche se il secondo è un passaportato e fa veramente fatica a spiccicare due parole d’italiano.
Ad alzare il dato dello starting five ci pensa solamente la Grissin Bon Reggio Emilia (in verità alza tutti i dati possibili sugli italiani) che schiera quattro azzurri, con il solo Needham tra gli stranieri, anche se dalla panchina hanno potuto contare su Stefano Gentile e Andrea De Nicolao, i quali hanno giocato insieme 41 minuti, contro i 22 dell’americano-macedone. Dal punto di vista degli atleti tricolore, la Reggiana diventa ogni anno sempre di più un esempio da imitare: infatti quest’anno ha sette italiani a roster e tutti giocano almeno 15 minuti, escluso il giovanissimo Federico Bonacini che non è sceso in campo.

I tristi numeri non finiscono qui.
Infatti, andando a raffrontare i minuti giocati dagli azzurri nella prima giornata di campionato dello scorso anno con quelli di quest’anno, ci si rende conto che siamo passati da 1061 a 855, viceversa però sono cresciuti i numeri degli italiani passaportati perché, sostanzialmente, ci sono in più i minuti giocati da Callahan e Bushati (17 e 11).
Questi dati sono viziati dal fatto che moltissimi italiani che l’anno scorso ne giocavano trenta a partita, quest’anno sono finiti a Milano e quindi dovranno sgomitare per trovare spazio tra le possenti braccia di Raduljica o la sapienza cestistica di Dragic; in particolar modo stiamo parlando di Davide Pascolo, Awudu Abass e Simone Fontecchio. La passata stagione si sono dimostrati tra i top del nostro campionato con Trento, Cantù e la Virtus Bologna e hanno ricevuto come “premio” una chiamata a Milano, pascolo milanoma questo ha portato loro anche ad un ridimensionamento in termini di minuti, come detto sopra. Oltre a ciò, non dobbiamo scordare che Alessandro Gentile ha dato forfait per il match di Capo d’Orlando.

Eppure non ci sono solo nuvole nere all’orizzonte.
Stefano Tonut è passato dai 6 minuti dello scorso anno ai 32 della partita contro Cantù, risultando il fattore determinante per la vittoria dei suoi. Sempre per parlare di “giovani”, tanti minuti per Flaccadori e Baldi Rossi: l’anno passato contro l’Olimpia al PalaTrento hanno giocato rispettivamente 12 e 14 minuti, questo, contro Brindisi, sono stati in campo 23 e 22. Il top degli italiani per minuti giocati è stato Luca Vitali con Brescia che praticamente non è uscito dal campo (34 minuti sul parquet dell’Adriatic Arena).

Questi sono “solamente” dei numeri e noi ci auguriamo che possano crescere nel corso della stagione ma, di certo, l’inizio non è per nulla beneaugurante. Come dice un detto conosciuto in tutta Italia, “se il buon giorno si vede dal mattino”, questa sarà un’annata a fortissime tinte a stelle e strisce.

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