Sergio Scariolo: “Il potentato di Siena impedì il salto alla mia Olimpia. A Milano avrei potuto fare molto meglio”

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Lunga intervista da parte di Sergio Scariolo ai microfoni di Andrea Tosi de “La Gazzetta dello Sport“.

L’assistente di coach Nurse ai Toronto Raptors si è espresso in merito all’imminente sfida di questa sera tra Real Madrid e Olimpia Milano, due squadre che il nativo di Brescia ha avuto modo di allenare nel corso della sua carriera. Di seguito riportiamo i segmenti principali dell’intervista:

REAL MADRID – “Ho lavorato a Madrid dal 1999 al 2002, devo dire per prima cosa che il Real è un club molto particolare, legato alla logica della polisportiva, dove il calcio è il punto di traino per tutte le scelte. In quel contesto subentrano anche dimensioni politiche e locali; quando subentrò Perez mi affidarono l’intera gestione tecnica del club, un lavoro immenso, molto faticoso, bisognava seguire anche le giovanili, la parte più facile per me arrivava alle 18 quando avevo gli allenamenti con la prima squadra. Nonostante tutto vincemmo subito la Liga, avevo in squadra un forte contingente di giocatori che erano già stati in Italia, tra cui Djordevic, Betts, Scott, Gnad e Victoriano.

OLIMPIA MILANO – “Una realtà totalmente diversa, almeno per gli anni in cui ci sono stato io. Milano, a dispetto della sua lunga storia, era in quel periodo un’entità in fase di costruzione, con una mentalità che si stava appena formando. L’ostacolo maggiore? Siena, il loro potentato ci impedì di fare il definitivo salto. Dopo la prima finale scudetto, nel secondo anno furono commessi errori anche da parte mia nella scelta dei giocatori; l’addio fu dovuto alla mancanza di risultati rispetto alle aspettative della piazza, una grande delusione per me perchè sapevo che avremmo potuto fare meglio. Grande onore aver conosciuto Armani. Gentile? Una delle mie più grandi gratificazioni l’averlo lanciato come giocatore, certo, il suo talento era lì da vedere, ma quando arrivò da Treviso era giovanissimo, con tanto potenziale e tanto da imparare. Non voglio entrare nel merito di quello che è stato poi il proseguo della sua carriera. 

LA SFIDA DI OGGI – “Due squadre che si somigliano molto, forse il Real ha più potenziale tra i lunghi, mentre Milano ha più talento in alcuni big del quintetto, James su tutti. MVP? Se lo meritano in molti, Llull, Vesely, De Colo, Shved e James, sicuramente il leader di Milano è da podio. La formula per battere il Real? Abbassare i ritmi. 

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