Serie A2 ovest: Bergamo e Virtus Roma regine dell’andata. Bene Latina, Biella e Rieti

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Per la divisione ovest del campionato di A2 è stato un girone di andata ricco di argomenti, tra sorprese, delusioni, exploit, ma soprattutto tantissimo equilibrio. Infatti i primi 9 posti in classifica, cioè quelli che garantiscono la promozione diretta e l’accesso ai playoff, sono occupati da squadre concentrate in soli 6 punti: questa la distanza tra Bergamo prima e Agrigento nona.

SORPRESA Proprio Bergamo è la vera sorpresa di queste prime 15 partite: la squadra di Sandro Dell’Agnello si è issata al primo posto in classifica, occupato a pari punti (22) con la Virtus Roma, ma dopo aver vinto lo scontro diretto contro i capitolini. Il faro della squadra è Terrence Roderick: si sapeva che l’ex Agropoli sarebbe stato una garanzia, ma alzi la mano chi

Roderick, asso di Bergamo

avrebbe pronosticato che al giro di boa si sarebbe presentato con una doppia doppia di media a partita (20.5 punti e 10.8 rimbalzi, conditi da 5 assist). Oltre a lui, ha impressionato anche l’altro americano Taylor, ed è stato ottimo l’apporto di Benvenuti e Fattori.

FAVORITA Se gli orobici sono la sorpresa, la Virtus Roma (22 punti) è sempre stata considerata da tutti la vera favorita per la vittoria finale. Nic Moore e Henry Sims si sono confermati una garanzia, con sprazzi di classe cristallina da entrambi, ma sarebbe sbagliato ridurre le fortune della squadra di Piero Bucchi ai due americani. Infatti Baldasso e Landi si sono dimostrati due elementi di sicuro affidamento, mentre Sandri è tornato a giocare ai suoi massimi livelli. Sul lungo periodo Roma resta la squadra che ha più chance per la vittoria finale.

VOGLIA DI SOGNARE per le dirette inseguitrici. In primis una Latina (20 punti) assolutamente sorprendente: coach Gramenzi sta facendo un ottimo lavoro con una squadra sulla carta senza grandi stelle ma capace di coinvolgere tutti gli effettivi trovando di volta in volta un protagonista diverso (miglior attacco del girone con quasi 90 punti di media a partita), anche se la stagione di Fabi (20.5 punti di media a partita) è veramente esaltante. Un gradino sotto (18 punti) due squadre che forse nessuno avrebbe pronosticato in questa posizione: Biella e Rieti.

Per Wheatle di Biella potrebbe essere l’anno della consacrazione

Per i biellesi si trattava dell’anno (quasi) zero, e un avvio da 1 vittoria e 3 sconfitte rischiava di deprimere l’ambiente. Poi Carrea (il vero fuoriclasse dei piemontesi?) ha trovato il bandolo della matassa dando un’impronta chiara alla squadra, che si poggia su una difesa solida (la migliore del girone con 70.5 punti subiti a partita) e sui quasi 40 punti di media garantiti dalla coppia SimsHarrell. In crescita anche Wheatle e Saccaggi. Senza la sconfitta al supplementare a Latina, i rossoblu sarebbero al terzo posto.

Per Rieti un’annata sopra le righe (miglior difesa a pari merito con Biella), in cui paradossalmente l’infortunio dopo tre giornate di Frazier sembra aver dato più benefici che problemi: da lì Bobby Jones è diventato il vero leader di una squadra che può contare sull’apporto fondamentale di Tommasini e Toscano, oltre che del sempreverde Casini. La sconfitta ad Agrigento grida ancora vendetta.

A 18 punti troviamo anche Capo d’Orlando, chiamata a una stagione di rilancio dopo la retrocessione dell’anno scorso: Triche e Parks garantiscono più di 47 punti di media a partita ed è evidente come le sorti dei siciliani passino inevitabilmente dalle prestazioni della coppia USA, unite all’esperienza di Bruttini. L’impressione è che manchi qualcosa per il vero salto di qualità.

PLAYOFF La quota per garantirsi il prolungamento della stagione è fissata ora a 16 punti, e troviamo Casale Monferrato, Eurobasket Roma e Agrigento.

Casale era attesa a una riconferma dopo la finale playoff della scorsa stagione, ma il cambio di allenatore (da Ramondino a Ferrari) non è bastato a sopperire alla partenza di giocatori fondamentali (Tomassini, Blizzard, Sanders e Severini): il duo statunitense Pinkins-Tinsley non ha convinto fino in fondo e il solo Martinoni non può portarsi il peso della squadra sulle spalle quando Musso e Denegri non riescono a dare il contributo che viene chiesto loro.

L’Eurobasket Roma ha nella coppia HollisAmici un’arma letale dal punto di vista offensivo, ma l’andamento fuori casa della squadra di Corbani non è stato all’altezza di una compagine che sulla carta avrebbe dovuto lottare fin da subito per le posizioni di vertice.

Agrigento ha rinnovato Cannon e la guardia sta ripagando con un’altra buonissima stagione, ma coach Ciani (che si conferma allenatore di primissima fascia) sta ottenendo molto anche dalla pattuglia di italiani (Ambrosin e Pepe su tutti).

Secondo anno ad Agrigento per Cannon

ZONA LIMBO occupata dalle squadre a 14 punti. Scafati – con le ultime due vittorie (clamorosa quella in casa sulla Virtus Roma) – ha dato nuovo slancio alla propria stagione, che fino ad allora era stata contraddistinta da un occhio rivolto alle retrovie piuttosto che alla parte alta della graduatoria. L’impressione è che il destino dei campani sia legato alle prestazioni di Thomas, quasi un lusso per la categoria.

Trapani invece è in linea con le attese, ovvero si sta tenendo lontana dalle paludi della zona playout. Il talento di Rotnei Clarke e la solidità del sempiterno Renzi garantiscono un livello di prestazioni sempre elevato, mentre l’altro americano Ayers non sta rendendo come la dirigenza siciliana avrebbe sperato.

Alle soglie della zona playoff troviamo anche Treviglio, dove coach Vertemati sta ancora una volta facendo un ottimo lavoro, e valorizzando giovani come Pecchia, Borra e Caroti. I lombardi puntano tutto sul fattore squadra: sono infatti 5 i giocatori che viaggiano con una media punti in doppia cifra, con Roberts forse l’unico un po’ sotto tono a livello di continuità di rendimento. Menzione d’obbligo per l’ottima stagione del classe 2000 Almeyda.

Pecchia, uomo in più di Treviglio

A 13 punti si attesta Siena che, senza i 3 punti di penalizzazione, sarebbe in piena corsa playoff. Stagione finora troppo altalenante per i toscani, i quali si reggono sulle prestazioni di Morais e Pacher, oltre che sull’esperienza di Poletti e Marino; l’impressione è che con qualche aggiustamento Siena potrà competere per un piazzamento in post season. Pesano però le nubi sulla solidità della società.

ZONA CALDA in cui sicuramente in pochi avrebbero pronosticato Tortona (8 punti), che sta pagando sia gli infortuni che hanno falcidiato i bianconeri sia una mancanza di amalgama a seguito di una campagna acquisti molto ambiziosa. A pagare sono stati coach Pansa, sostituito da Ramondino, e nelle ultime giornate il play americano Knowles e Ganeto. Se Ndoja e Alibegovic sapranno prendersi la squadra sulle spalle, il Derthona potrà uscire dalle sabbie mobili. Gli innesti di Lydeka e Bertone possono essere la svolta della stagione.

Sono solo 6 i punti di Legnano, team che ha conosciuto un netto ridimensionamento in estate, a cui non bastano le prestazioni di Raffa per riuscire a competere sempre in maniera convincente. Troppi elementi del roster sembrano rappresentare in realtà scommesse non del tutto vinte e, senza un innesto di un certo livello, il destino sembra segnato verso i playout.

Fanalino di coda è Cassino (2 punti), che nel primo anno di A2 in 15 partite ha collezionato solo una vittoria contro Treviglio. Sicuramente in alcuni casi la fortuna non è stata dalla parte dei ciociari però, come per Legnano, l’impressione è che al roster manchi qualcosa per poter essere realmente competitivo. L’arrivo di Mike Hall potrebbe non bastare.

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