Serie A, Giornata 13: Bologna si riscatta, Pesaro al tappeto

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Virtus Granarolo Bologna – VL Pesaro 75-65

Torna a vincere la Granarolo Bologna che come da pronostico, batte in casa la Libertas Pesaro e mette fine (per ora) al suo momento negativo che l’aveva vista perdere 4 delle ultime 5 partite. Pesaro invece, nonostante una prestazione coraggiosa ed ampiamente sopra la sufficienza, non riesce ad avere il guizzo vincente per compiere un’impresa che avrebbe dato fiducia per il proseguio della lotta salvezza. Lotta che invece Bologna vorrà intraprendere fino alla fine, sarà quella per i playoff, che vedrà impegnate circa una dozzina di squadre. Non sarà facile ma gli uomini di Bechi hanno i mezzi tecnici e fisici per potercela fare.

Partita molto positiva per Anosike nonostante la sconfitta

I padroni di casa iniziano il match nel segno di Shawn King che dentro l’area avversaria fa il bello e il cattivo tempo, segnando i primi 8 punti dei suoi. Pesaro non si spaventa ma regge l’urto iniziale aggrappandosi a Trasolini e ai tiri da fuori. E’ proprio una tripla, targata Turner, a dare il primo vantaggio ospite (12-13). Dietro l’arco però si sa, è zona sempre a rischio se nei paraggi c’è Dwight Hardy; la guardia naturalizzata congolese inizia un suo personalissimo show con ben 11 punti consecutivi realizzati tra cui un’inesorabile serie di 33 dall’arco. Pesaro non riesce a trovare rimedi difensivi così prova a rimanere aggrappata con la fisicità di Anosike il quale però, non è sempre preciso dalla lunetta. Tocca così a Viktor Gaddefors con il canestro del 25-18, firmare l’ultimo acuto della prima frazione.

Inizio da assoluto mattatore per Shawn King

Nel secondo periodo la partita diventa più intensa e combattuta che spettacolare. La Libertas con un parziale di 6 a 0 targato Young e Johnson si riporta sotto di 1 ma i padroni di casa, seppur con maggiori difficoltà, ritrovano l’appuntamento col canestro; stavolta, con una buona prestazione collettiva in cui nessuno spicca rispetto agli altri. Dall’altra parte Pesaro, dopo l’avvio spumeggiante di quarto, si imbatte nell’attenta difesa bolognese e continua ad avere come arma principale l’energia e la forza di Anosike. Bologna però, nei minuti finali che precedono l’intervallo, trova solo 4 punti consecutivi dalla lunetta di Casper Ware e chiude il terzo quarto con un buon, ma non rasserenante vantaggio di 6 punti (35-29).

Al rientro dalla pausa Pesaro inizia di nuovo ad attaccare con vigore e grazie alla buona vena di Johnson e Turner al tiro non molla e tenta di riprendere Bologna in maniera definitiva. La Granarolo però è viva e molto pimpante. Walsh e Ware giocano in maniera non appariscente ma molto produttiva, mettendo a referto quei punti che tengono lontani i rivali nel loro miglior momento. Ci pensa poi Hardy, tanto per cambiare, a prendere in mano le redini del gioco e a stroncare le aspirazioni della Libertas. Gli ultimi 9 punti della Virtus nel quarto sono i suoi e scavano il solco decisivo per l’andamento del match. Pesaro cerca di tenere botta con il solito Anosike per andare sul sicuro, ma la doppia cifra di vantaggio è rimpolpata ancora da Gaddefors a fil di sirena (61-47).

Giornata di grazia assoluta per Dwight Hardy

Pesaro con orgoglio tenta la difficile rimonta grazie ad un Turner scatenato ma Bologna amministra il vantaggio con relativa facilità e non paga troppo l’approccio leggero con cui affronta il quarto finale. I marchigiani non si avvicinano mai troppo seriamente, sia per mancanza di continuità loro in attacco, ma anche perché Ware, dopo una partita discreta, emerge con prepotenza segnando 8 punti nel finale e permettendo a Bologna di avvicinarsi alla sirena conclusiva con relativa scioltezza. Termina 75 a 65 con Anosike che regala l’ultimo canestro del match a testimonianza della sua più che buona, ma inutile, performance.

TABELLINI:

GRANAROLO BOLOGNA: Gaddefors 5, Hardy 22, Motum 2, Imbrò, Gazzotti n.e, Negri n.e, Guazzaloca n.e, Ware 18, Jordan 8, King 13, Bianconi n.e, Walsh 7

VICTORIA LIBERTAS PESARO: Musso 3, Terenzi n.e, Bartolucci n.e, Johnson 11, Pecile n.e, Trasolini 6, Amici 3,  Young 4, Anosike 23, Turner 15

MVP: Dwight Hardy: non può che essere lui. Anosike gli toglie il primato di scorer del match, ma i suoi canestri hanno tutto un altro peso e tutta un’altra fattura. Segna tutti i punti pesanti nei parziali con cui Bologna prima si stacca (1 quarto) per poi allungare decisa sui rivali (3 quarto). La sua tecnica e precisione al tiro se continueranno ad essere costanti saranno un’arma micidiale e decisiva per la Granarolo.

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