Shane Larkin: “Molti giocatori NBA in Europa nemmeno giocherebbero”

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Shane Larkin da qualche settimana è tornato in campo con l’Efes, con il quale sta vivendo un’altra stagione molto positiva: 5-2 in Eurolega, primo posto con un record di 6-1 in campionato. Il playmaker americano, che in estate aveva parlato della possibilità di prendere il passaporto croato e giocare con la Nazionale balcanica, ha rilasciato un’intervista ad Eurohoops in cui ha commentato della sua free agency estiva. Secondo quanto riportato, Larkin voleva tornare a giocare in NBA, ma ha alla fine optato per rimanere all’Efes col quale aveva raggiunto la finale di Eurolega lo scorso anno.

Stavo vagliando tutte le opzioni che avevo. La NBA è stato sempre un mio obiettivo, volevo diventare un giocatore con un buon minutaggio e guadagnarmi il rispetto dei miei colleghi. Ho avuto un paio di offerte per tornare in NBA, alcune discrete anche in termini di minutaggio. Potevo avere minuti e guadagnare buoni soldi, ma nessuna offerta era quello che stavo cercando. Preferisco rimanere all’Efes rispetto che stare in NBA con un ruolo minore. Quindi sono tornato e sono uno dei giocatori che possono avere la palla in mano, che hanno responsabilità per aiutare la squadra a vincere. Penso che fare questo possa aiutare di più la mia crescita rispetto che non avere responsabilità in NBA. E’ per questo che sono rimasto, voglio crescere come giocatore.

Sulla debacle di Team USA al Mondiale e la possibilità di convocare giocatori americani che militano nei campionati europei, Larkin è stato invece piuttosto netto con la NBA:

Penso che sia qualcosa a cui bisognerebbe pensare. Ci sono tanti giocatori in Europa, non solo americani, che possono giocare in NBA. In NBA ci sono 450 giocatori. Ma molti non potrebbero nemmeno stare in campo in Europa. Voglio dire, giocherebbero qualche minuto, ma non avrebbero successo quanto pensano. E’ decisamente un tipo di gioco a cui devi essere capace di adattarti, e penso che ci sono alcuni americani che fanno bene in Europa ogni anno. Conoscere il basket europeo in alcune situazioni può davvero aiutare. Specialmente in estate, quando tutti dicevano “Non voglio giocare, non voglio giocare” [il Mondiale, ndr]. Penso che si dovrebbe prendere la strada opposta a quando hai LeBron, Durant, Curry e tutti quei campioni. Forse a quel punto dovresti andare a cercare chi sta giocando in Europa, nelle situazioni come quella di quest’estate penso sia una cosa intelligente da fare.

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