Alberani

Sidigas Avellino, tutto il genio di Nicola Alberani per conquistare un trofeo

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Non avrà un luogo simbolo, così come accade nel mondo del calcio, dove le società hanno a propria disposizione, almeno per le ultime ore di calciomercato, un intero hotel (quest’anno l’Hotel Melià di Milano, ndr), ma il basket-mercato ha un suo perché. E l’arcano è presto svelato: una volta terminata la stagione agonistica, le proprietà, che scendono in campo affiancate dal loro GM di fiducia, necessitano di questo periodo di sosta per programmare al meglio l’annata successiva. Se nei mesi precedenti i giocatori indossavano i panni del protagonista, in questo lasso di tempo trovano il modo di emergere dai rispettivi uffici i vari addetti ai lavori, e tra questi i già citati General Managers. Al giorno d’oggi, è fondamentale per una proprietà che ambisce ai piani alti del rispettivo campionato dotarsi di figure professionali dall’indiscusso valore. Detto ciò, non casualmente Gianandrea De Cesare, patron della Sidigas Avellino, ha deciso nelle prime settimane di giugno prima di rinnovare il contratto al suo GM Nicola Alberani e poi di dargli carta bianca. Il nativo di Forlì, ritenuto da una più che ampia fetta di addetti ai lavori il migliore nel suo campo nel territorio italiano, non ha esitato un attimo e, una volta portata a termine l’era Stefano Sacripanti, si è immediatamente rivolto ad uomini di sua fiducia, quali Massimo MaffezzoliNenad Vučinić. Se con il primo ha condiviso l’esperienza alla Virtus Roma, con l’allenatore serbo naturalizzato neozelandese Alberani ha condotto alla salvezza nella stagione 2010-11 la squadra della sua città natale con un autentico miracolo sportivo. Al nativo di Belgrado, che è sempre rimasto in contatto con il GM forlivese pur non avendo avuto modo di condividere con lui altre esperienze lavorative, spetta sicuramente un compito non facile dato che la Scandone, durante l’ultimo triennio, si è consolidata ai vertici della Serie A nostrana e ha saputo farsi valere in campo europeo. Le novità, però, non terminano con lo staff tecnico dato che la Sidigas, al suo 19° anno in massima serie, si è voluta regalare uno starting five dall’indiscusso talento e Q.I. cestistico.

Di preciso, Nicola Alberani è stato in grado di portare in Irpinia gente del calibro di Caleb Green, reduce da un biennio turco più che positivo, Demetris Nichols, vincitore dell’Eurolega 2015-16 con la maglia del CSKA Mosca, Matt Costello, alla prima esperienza europea, Keifer Sykescombo guard esplosiva classe ’93, e nientedimeno che Norris Cole, playmaker bicambione NBA con i Miami Heat di LeBron James e proveniente dal Maccabi Tel Aviv. Se il nativo di Dayton rappresenta il colpo da novanta, le numerosi amichevoli prestagionali, disputate anche contro avversari di valore assoluto come il Darussafaka ed il Galatasaray, hanno messo in mostra soprattutto il talento offensivo di Green e Sykes e la capacità di Costello di adattarsi al game plan. Il roster è poi stato completato con altri uomini di fiducia del GM della Scandone: i confermati Lorenzo D’Ercole, Antonino Sabatino, Ariel Filloy e Hamady N’Diaye oltre agli italiani Luca Campani, che ha già lavorato in quel di Forlì agli ordini di Vučinić, Luca Campogrande, giovane promessa proveniente dalla Serie A2 e Stefano Spizzichini. Insomma, dopo aver chiuso la porta targata Stefano Sacripanti, sembrano esserci tutti i presupposti per aprire al meglio l’era Nenad Vučinić. Precisamente, il sistema di gioco dell’Head Coach serbo pare essere molto adatto alle caratteristiche dei giocatori a sua disposizione e, come riferito dallo stesso Caleb Green, con un po’ di fortuna, questa Scandone può non solo dare del filo da torcere alle avversarie italiane ed europee, ma anche vincere un trofeo.

Luigi Borriello

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