Se bazzicate i social, in particolare X, negli ultimi giorni potrebbe esservi capitato nel feed qualche meme con protagonista Sophie Cunningham, giocatrice delle Indiana Fever in WNBA. Cunningham non è definibile una star della Lega femminile, segna infatti solo 9.6 punti di media, ma è sicuramente uno dei volti più noti. Merito di una spiccata personalità e della sua vicinanza con Caitlin Clark, sua compagna di squadra: qualcuno definisce Cunningham addirittura sua “bodyguard”, per averla difesa in più di un’occasione anche fisicamente. Il meme in questione si è generato durante la partita di settimana scorsa tra le Fever e le Phoenix Mercury: in mezzo ad un confronto acceso con le avversarie, generato proprio da un duro fallo di Alyssa Thomas su Clark, Cunningham ha indicato con il dito, ripetutamente, l’avversaria DeWanna Bonner. Inizialmente il gesto deve essere stato naturale, ma quando Bonner ha intimato a Cunningham di non indicarla (si legge proprio dal labiale “don’t point at me”) quest’ultima ha continuato a farlo per diverso tempo, in maniera provocatoria.
Proprio la clip di Cunningham che indica Bonner camminando per il campo ha generato ilarità e i meme che sono diventati virali. Ad esempio:
toddlers to people with deformities in the grocery store pic.twitter.com/q7snYpHfiG
— greg (@gandalf_thegreg) June 24, 2026
Me when my wife says she doesn’t know where our daughter got her attitude from pic.twitter.com/kKfPNRWvPe
— Ricky (@MrRickySpanish) June 25, 2026
Nulla di strano fin qui, sono cose che accadono decine di volte nel corso di una stagione, sia essa NBA o WNBA. Il video però è diventato talmente virale da arrivare anche ad una fetta di pubblico che non segue il basket o che sicuramente non ha idea del contesto in cui tutto ciò è avvenuto. Alcuni esponenti dell’alt right, anche italiani, hanno quindi colto la palla al balzo per cucire addosso a Cunningham la veste di ragazza bianca che si erge contro una avversaria nera o contro il “woke” in generale, portando quindi il dibattito al livello più basso. Tra chi si è esposto in questo senso c’è anche Simone Pillon, ex Senatore della Lega e già in passato noto per uscite discutibili su tematiche del genere.
La giocatrice di basket Sophie Cunningham protegge una compagna sottoposta a continue scorrettezze e rompe un sacro tabù woke mostrando coi fatti che una donna bianca può reagire all’aggressione di una donna di colore.
Lo fa senza violenza, mostrando forza e autorevolezza.
Ecco… pic.twitter.com/gfzq6zjJVa— Simone Pillon (@SimoPillon) July 1, 2026
Ovviamente questo non ha fatto altro che amplificare il dibattuto italiano (ma lo stesso è accaduto negli USA) attorno a Sophie Cunningham, diventata anche per alcune testate come La Repubblica “l’idolo dei Maga”, intesi come i supporter di Donald Trump. Una definizione non casuale, che nasce dal fatto che lo stesso account della Casa Bianca (ormai alla mercè del Presidente, su qualsiasi argomento) abbia ripreso il meme con una clip di una live della giocatrice in cui spiega proprio l’alterco con Bonner:
— The White House (@WhiteHouse) June 30, 2026
Sebbene Cunningham abbia abbracciato pienamente il meme, postandolo più volte sui suoi profili, si è astenuta dal prendere una posizione sulla politicizzazione della sua figura. Una scelta assolutamente legittima, ma che ha lasciato spazio vitale alla strumentalizzazione, tanto che negli USA sono anche circolati alcuni suoi virgolettati che mostrerebbero supporto a Trump, totalmente inventati. Cunningham, indipendentemente dalle sue idee politiche che comunque nessuno di noi può conoscere, resta “solo” una brava giocatrice di basket e un personaggio che, per popolarità, la WNBA si tiene stretto. Senza bisogno di strumentalizzazioni.
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