Spurs-Raptors, a Toronto è la notte dei grandi ex. Bagarre Belinelli-Gallinari in ottica playoff

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Parlare di Italia, oggi, è ancora più bello. Nella notte scorsa sono tornati sul campo anche Marco Belinelli e Danilo Gallinari, quindi anche una parte di USA si tinge di azzurro.
 
Due vittor… ah no, purtroppo solo una W per gli italiani oltreoceano: quella del Gallo. E il Beli?

La notte degli italiani NBA

Gli Spurs ci sono andati molto vicini in quel di… Toronto. DeMar Derozan torna a casa, ma quella standing ovation riservatagli prima della gara si trasforma poi negli applausi che accompagnano la schiacciata di Kawhi Leonard (quanto sa essere beffardo il destino?!), altro grandissimo ex della sfida, dopo la palla persa proprio del numero 10 degli Spurs in un finale di gara infocato. Cosa c’è di italiano? Beh, sicuramente i 21 punti di Marco (seconda volta in stagione, a 3 dal massimo annuale fatto registrare contro OKC il 12 gennaio), un altro ex che si è messo in mostra alla Scotiabank Arena. I 31 minuti sul parquet sono il secondo minutaggio più alto dopo DeRozan (34) e sono stati i minuti in cui il numero 18 ha sancito più volte nel corso del match pareggi e vantaggi dei grigio-neri grazie alle triple (5/12 nella notte) o le penetrazioni che più volte hanno colto di sorpresa la difesa canadese. Il canestro più importante però, quello che avrebbe potuto decidere la gara, e per un attimo poteva essere davvero così, è stato il missile terra-aria del 117-115 a 50″ dalla fine. 21 punti di carattere. 21 punti da Marco Belinelli.

Un altro discorso va riservato a Danilo Gallinari. I suoi Clippers giocano a fare i pirati e sul campo del FedexForum rubano la vittoria ai Memphis Grizzlies. Dopo la pausa dell’ASG, aprire la seconda metà della stagione con una prestazione da 23 punti e 8 rimbalzi è sicuramente un ottimo segnale: costanza ad alti livelli. Un aspetto a cui Danilo ha sempre fatto molta attenzione nel corso della stagione – sin dalle prime gare – e a cui ci ha abituati davvero bene. L.A. è costretta, se vuole partecipare ai playoff, a tenere un passo vincente, anche se il percorso da affrontare non è tra i più semplici: Nuggets (trasferta), Mavs (Staples Center), Jazz (trasferta), Kings (trasferta) e Knicks (Staples Center) nell’arco di una settimana. Denver vola per la testa della Western Conference; Mavs, Jazz e Kings lottano insieme a Clippers e Lakers per un posto in post season. Non sarà semplice, ma i californiani hanno una squadra giovane, dinamica e soprattutto energica, che nella NBA di oggi può sempre tornare comodo.

 

Una sfida nella sfida

La classifica della Western Conference parla chiaro e non si può non considerare un aspetto, soprattutto se si è italiani, che accende ulteriormente la lotta per un posto ai playoff. San Antonio Spurs e Los Angeles Clippers al momento si trovano al settimo e ottavo posto ad Ovest, ciò significa che prima di Aprile vedremo a distanza una sfida nella sfida: Belinelli vs Gallinari.

I numeri, tra l’altro, sono quelli di due squadre che all’apparenza si assomigliano molto ma, scendendo nel dettaglio, mostrano fino ad ora qualche piccola però fondamentale differenza maturata nel corso del cammino della stagione regolare. Ad oggi entrambe hanno 60 gare disputate alle spalle e un record identico di 33 vittorie e 27 sconfitte con cui stanno sorprendendo la lega e smentendo le voci di chi pensava che senza i Kawhi Leonard o i DeAndre Jordan di turno non si potesse lottare per i playoff. 24 W e 19 L per i texani, 21-18 invece per i californiani negli scontri diretti contro squadre della stessa conference.

Dopo un’estate molto calda, San Antonio sta consolidando il suo gioco grazie alla leadership del leggendario Popovich sulla panchina e la presenza di giocatori navigati come DeMar Derozan, LaMarcus Aldridge e Rudy Gay a guidare un gruppo giovane sempre più in via di ricostruzione, che pone le basi del futuro su Bryn Forbes, Dejounte Murray (fuori per infortunio), Davis Bertans  e Lonnie Walker IV, scelto al draft 2018. La chimica e gli equilibri dei grigioneri si fanno più evidenti tra le mura amiche, dove gli Spurs detengono uno dei migliori record della lega (22-7 terzi solo dopo Denver e OKC), meno in trasferta dove la squadra di Marco Belinelli viaggia con 11 vittorie e 20 sconfitte, sicuramente un aspetto da migliorare in ottica playoff.

Per quanto riguarda i Los Angeles Clippers, l’equilibrio fa da padrone. Dopo un’ottima partenza, la squadra di Doc Rivers è stata vittima di numerose intemperie tra cui, quella più recente, la trade di Tobias Harris. L’ex Tennesse era sulla strada giusta per diventare l’uomo franchigia grazie alle prestazioni e alla conseguente fiducia guadagnata dai compagni di squadra prima di essere spedito ai 76ers. È grazie anche all’ex #34 se i losangelini sono riusciti a costruire una stagione solida e basata su dei numeri importanti in ottica post-season: rispetto agli Spurs, maggiore è l’equilibrio che riguarda le vittorie e le sconfitte interne ed esterne che si rispecchia nelle 16 W e 12 L dello Staples e 17 W, 15 L fuori da Los Angeles.

I Clippers possono dunque contare sulla grande stagione di Danilo Gallinari (18.8 punti, 6.0 rimbalzi, 2.5 assist) e l’apporto di un gruppo sempre più unito, composto dal talento e dall’esperienza di Lou Williams, l’energia di Montrezl Harrell, Patrick Beverley e gli investimenti per il futuro come Shai Gilgeous-Alexander, capaci di facilitare l’integrazione dei nuovi arrivi Wilson Chandler, Ivica Zubac, JaMychal Green e Landry Shamet.

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