Squadra del mese: Denver Nuggets

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Ritorno la rubrica mensile di Basketuniverso, che si occuperà di approfondire l’andamento di una squadra diversa mese per mese, fino al termine della regular season. La squadra scelta per il mese di Gennaio sono i Denver Nuggets.

Nessuno si aspettava un avvio di regular season del genere da parte loro: dopo due stagioni consecutive chiuse al nono posto, Jokic e compagni si sono consolidati al secondo posto della Western Conference. Denver si è affacciata in questo 2019 con un record di 23 vinte e 11 perse, valide per il primo posto nella Northwest Divison.

Nel mese di Gennaio ha fatto registrare appena quattro sconfitte: fatta eccezione per la partita contro Phoenix, tre di queste partite perse sono arrivate contro alcune delle squadre più in forma del momento come Houston, Golden State e Utah. Bisogna considerare che il calendario gli ha riservato un mese piuttosto semplice (Knicks, Bulls, Cavs, Grizzlies e due volte i Suns), ma i Nuggets si sono confermati al secondo posto della Conference vincendo 12 partite (di cui 8 in trasferta) nonostante i numerosi infortuni che hanno colpito la squadra.

 

JOKER

Arrivato al quarto anno nella Lega, la stagione che si prospetta per Jokic potrebbe essere quella della sua definitiva consacrazione. Febbraio è alle porte e salvo imprevisti saremo spettatori della sua prima apparizione alla gara delle stelle durante l’All Star Game. A fronte della sfortunata stagione dei Nuggets, il centro serbo ha saltato solamente una partita in questa regular season (per una sospensione imposta dalla Lega) e sta viaggiando a una doppia doppia di media da 20 punti e 10 rimbalzi, con più del 50% al tiro.

Dopo aver guidato la squadra senza i vari Millsap, Harris, Barton e Thomas, nel mese di Gennaio è apparso particolarmente in forma: solo 5 volte è sceso sotto quota 20, segnando addirittura 39 punti contro gli Hornets e 40 nella vittoria sui Blazers. Con 25 punti, più di 11 rimbalzi e 8 assist di media si candida prepotentemente per il premio di MVP del mese. Marchio di fabbrica sono le triple doppie: delle 11 realizzate fino a questo momento, 6 sono arrivate in Gennaio (prestazioni che hanno portato sempre alla vittoria).

La particolarità dell’attacco di questa squadra parte essenzialmente dalle caratteristiche tecniche di Jokic: coach Malone gli permette di giocare molto palla in mano grazie alla sua ottima visione del campo. Dal post-alto, da quello basso, dalla media, dall’arco: Jokic mai come quest’anno sta facendo emergere le sue doti di passatore, risultando il migliore tra i lunghi nba alla voce assist con quasi 8 di media (8.1 nel mese di Gennaio).

(Due assist PAZZESCHI: uno più incredibile dell’altro)

 

Tra le noti dolenti risalta la mancanza di continuità dall’arco, dove tira con appena il 31% rispetto il 40% della passata stagione, ma il suo ruolo all’interno del gioco dei Nuggets gli permette di essere essenziale per i suoi compagni. Denver nonostante i 118 punti di media che valgono il 18esimo posto, produce un offensive rating di 115 punti su 100 possessi, dato che li proietta dietro solamente Golden State. Tutto questo a indicare come il gioco di coach Malone sia particolarmente efficace, in un sistema a cui piace molto rallentare il gioco (96,8 di Pace, terzultimi).

Quest’anno sembra essersi affinata in particolare l’intesa con Jamal Murray, l’unico che è riuscito a mantenere le aspettative e continuare nel suo percorso di crescita. Al suo terzo anno si è affermato come seconda opzione offensiva con 18 punti di media e il 36% dall’arco. Nel mese di Gennaio in particolare ha generato una prestazione da 36 punti contro Sacramento (6/12 da tre), pochi giorni dopo la prova da 46 punti contro Phoenix. Inoltre ha sensibilmente migliorato la sua capacità di “playmaking”, incrementando notevolmente la produzione di assist (quasi 5 rispetto i 3.3 dell’anno passato).
Manca ancora una certa continuità, dettata più dall’inesperienza che dalla mancanza di talento: ci sono serate in cui la selezione al tiro è alquanto discutibile, ma si tratta comunque di un giocatore classe 1997 che ha tutto il futuro davanti.

 

FIRST TEAM ALL DEFENSE

I Nuggets in questa stagione hanno deciso di cambiare completamente approccio alla gara, soprattutto per quanto riguarda la metà campo difensiva. Sono passati dall’essere una delle peggiori difese della Lega, con più di 108 punti subiti a partita (addirittura 111 nella stagione 2016-17), alla top5 con 105.9 punti concessi.

L’idea di base è quella di difendere forte sul perimetro: l’aggressività degli esterni, molto efficaci nei close-out, mette in difficoltà al tiro da tre gli avversari, concedendo appena il 39,9% (terza miglior difesa).

(In questa situazione Plumlee aiuta a raddoppiare sul portatore di palla, mentre Hernangomez sul lato debole chiude Ayton. Barton e Beasley invece rimangono aggressivi sul proprio uomo, chiudendo di fatto la possibilità di uno scarico)

 

La fisicità dei quintetti di coach Malone consente inoltre di usufruire di un’ottima copertura a rimbalzo: la squadra si posiziona tra le prime 8 per rimbalzi offensivi concessi grazie a quintetti che vedono in campo contemporaneamente almeno due tra Jokic, Millsap, Hernangomez e Plumlee. Non è da sottovalutare nemmeno il contributo di Will Barton: infortunatosi dopo le prime due partite di regular season, è rientrato ad inizio Gennaio portando alla squadra più di quanto richiesto. Non tanto in attacco, dove ricopre un ruolo molto importante in uscita dalla panchina, quanto in difesa: con lui in campo Denver concede quasi 5 punti in meno agli avversari.

Un aspetto sul quale i Nuggets hanno lavorato è la capacità di alzare l’intensità difensiva nel corso della partita, soprattutto nei minuti finali di una gara. Fino a questo momento Denver è la squadra che concede meno punti agli avversari nell’ultimo quarto: con 24 punti di media è la miglior difesa della Lega da due mesi a questa parte. La gara contro Memphis ne è un esempio, perché sul risultato di 79-60, ad inizio quarto quarto, i Nuggets hanno concesso appena 13 punti in 12 minuti, vincendo poi la partita.

(Nel pick and roll Anderson si trova libero sulla lunetta per qualche secondo, ma Jokic recupera e Barton lo aiuta a chiudere la penetrazione, mentre Beasley e Harris chiudono le linee di passaggio sull’arco)

 

(Queste due shot chart rappresentano le percentuali che concede la difesa dei Nuggets nel terzo e nell’ultimo quarto)

 

 

LA PANCHINA CHE NON TI ASPETTI

Come già accennato, coach Malone durante questa prima parte di regular season ha dovuto fare i conti con molti infortuni, a cominciare con il sopra citato Barton. La possibilità di costruire un sistema che esaltasse le caratteristiche di tutti gli elementi della rotazione ha permesso di sopperire alle assenze di giocatori come Gary Harris e Paul Millsap.

Dal primo ci si aspettava un ulteriore salto di qualità in questa stagione, ma gli infortuni al polso e all’anca lo hanno costretto a saltare già 18 partite. A tutto questo si aggiunge un rendimento per niente costante e poco affidabile al tiro, cifre in evidente calo rispetto le sue ultime stagioni (42,5% al tiro, 31% da tre: dati migliori solo al suo anno da rookie). Per quanto riguarda Paul Millsap invece, si parla di un giocatore estremamente efficace all’interno dell’economia dei Nuggets.

L’infortunio occorso a Dicembre lo ha tenuto fuori per quasi tutto il mese: sembra evidente a tutti che la sosta forzata lo abbia appesantito, portandolo a perdere una certa confidenza al tiro (46% rispetto al 53% di Novembre). Senza di lui però il quintetto perde quasi 9 punti di Plus/Minus su 100 possessi e deve fare a meno di uno dei migliori difensori della squadra (106 di Defensive Rating).

(La shot chart di Gary Harris per la stagione 2018-19)

 

Nell’attesa di poter contare anche su Isaiah Thomas, unico vero innesto di mercato rispetto la passata stagione, Malone ha saputo dare valore a una delle migliori panchina nba in termini di efficienza al tiro (47%, top5), punti concessi e rimbalzi (entrambe top5).

Juan Hernangomez è partito in quintetto quasi la metà delle partite, dando la possibilità di sperimentare un terzetto alquanto atipico con Millsap e Jokic: il suo gioco versatile gli consente di essere pericoloso anche dal perimetro (39% dall’arco) e questo permette a coach Malone di mantenere comunque alto il livello di fisicità a rimbalzo (ne cattura 5 a partita).

I due giocatori rivelazione di questi Nuggets sono indubbiamente Monte Morris e Malik Beasley. Entrambi i giocatori hanno visto raddoppiare il proprio impiego in termini di minutaggio (da 8 a 24 minuti il primo, da 9 a 23 il secondo). Questo ha prodotto un incremento notevole del rendimento offensivo sia per Morris che per Beasley: la coppia viaggia a 10 punti di media a testa, con oltre il 40% al tiro da tre, facendo registrare un ottimo impatto dalla panchina con più di 120 punti di Offensive rating. Beasley soprattutto a Gennaio ha fatto registrare appena quattro partite sotto la doppia cifra per punti, con prestazioni sopra quota 20 contro Knicks, Suns, Warriors e Pelicans.

 

 

Fonti statistiche: stats.nba.com, basketball-reference.com
Grafici: www.austinclemens.com/shotcharts

Dati aggiornati al 31 Gennaio 2019

 

 

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