Squadra del mese: Milwaukee Bucks

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Ritorna la rubrica mensile di Basketuniverso, che si occuperà di approfondire l’andamento di una squadra diversa mese per mese, fino al termine della regular season. La squadra scelta per battezzare questa nuova stagione sono i Milwaukee Bucks, una tra le franchigie più in forma al momento.

Lo testimonia una partenza firmata da 7 vittorie consecutive, interrotta solo dalla sconfitta contro i Celtics. Nel mese di Novembre i Bucks hanno perso altre cinque partite (contro Blazers, Clippers all’overtime, Grizzlies, Suns e Hornets), ma sono riusciti a strappare altre 8 vittorie, per un totale di 8 vinte e solo 2 perse in casa, facendo vittime eccellenti come Golden State, piuttosto che i Nuggets (due volte) o i Blazers. Il record quindi recita al momento 15 vittorie e appena 6 sconfitte, situazione che li proietta comodamente al secondo posto della Eastern Conference.

 

LA MANO DI COACH BUDENHOLZER

Indubbiamente la scelta di affidare la franchigia nelle sapienti mani di un allenatore del calibro di Budenholzer ha rilanciato le sorti di questa franchigia. Archiviate le stagioni inconcludenti sotto la guida di Jason Kidd, la squadra sembra pronta ad esprimere al massimo tutto il potenziale che investe questo roster.

La prima cosa è stata quella di imparare a valorizzare Giannis: non che gli anni passati non sia riuscito ad incidere a livello nba o abbia fallito in termini di rendimento individuale, ma finalmente coach Bud è riuscito a plasmare il gioco e il roster su un giocatore senza eguali nella storia della nba. Non si è mai visto un giocatore con quel fisico, con quei mezzi atletici e quella mobilità di piedi.

Milwaukee quest’anno è il primo attacco della Lega con più di 120 punti di media: in 21 partite non hanno mai segnato meno di 100 punti, 11 volte sono andati sopra quota 120, addirittura 4 volte sopra i 130 (ad esempio contro Golden State il 9/11) e due volte sopra i 140 (vs Blazers e Kings). Tutto questo perché hanno deciso di sviluppare nel loro gioco il tiro da tre punti: i Bucks mantengono grosso modo la stessa percentuale dell’anno scorso (35,8% dall’arco), ma provano quasi il doppio dei tentativi (da 24.8 del 2016/17 a 40.5 a partita, secondi nella Lega dietro solo a Houston).

Come si spiega questo fenomeno?

La nuova filosofia offensiva che ha portato Budenholzer è quella di attaccare il più possibile dal pitturato e, nel caso questo non fosse possibile, scaricare per un tiro da tre. I Bucks rendono tutto ciò possibile giocando con 4 esterni sul perimetro e un solo giocatore in post, che è di solito Giannis. Capita a volte di vedere addirittura tutti e cinque i giocatori in campo fuori dalla linea dei tre punti: questo permette così di creare le spaziature per il numero #34, che potenzialmente si gioca ogni singolo possesso come fosse un mis-match. Quest’anno infatti Antetokounmpo è primo nella Lega per “PIP”, Point in the Paint, con quasi 19 punti di media. Se mercato da un lungo è troppo rapido per il difensore, mentre, se è uno più piccolo a prenderlo in carico (cosa abbastanza comune), in post basso risulta micidiale.

(Giannis dispone di 3 possibili compagni sul perimetro a cui passare la palla)

Un’altra delle soluzioni che sono soliti usare è quella con Giannis sulla linea di fondo, che parte dal lato debole, e due giocatori al gomito: Middleton porta un blocca a Giannis così da generare un cambio difensivo o un vantaggio per il compagno che prende posizione in post-basso. Nel frattempo i due giocatori sul gomito preparano un doppio stag per Middleton.

 

Sicuramente i risultati ottenuti fino a questo momento sono da prendere con le pinze, perché il primo mese di regular season spesso rivela una realtà parziale, o quantomeno distorta, del reale valore di una squadra. Questo non toglie il fatto che finora l’attacco dei Bucks presenti un gioco molto più fluido (secondi per assist di squadra, quasi 10 posizioni più in alto rispetto la passata stagione) e decisamente efficace.

Milwaukee ha mantenuto le stesse percentuali dall’arco, ma quest’anno è la squadra che ha segnato più triple di tutta la Lega, con un margine di 20 canestri più della seconda. Quello che gli permette di essere una delle squadre più in forma del momento è la facoltà di essere tanto pericolosi dall’arco, quanto creare le spaziature necessarie per concludere con efficienza al ferro (primi con quasi il 70% nell’ultimo metro e mezzo).

(E’ incredibile notare come i Bucks prendano pochissimi tiri dal mid-range: 155 in 21 partite, poco più di 7 tentativi a partita)

 

DIFESA E RIMBALZO

Come per ogni grande squadra tutto parte dalla difesa. L’anno scorso i Bucks concedevano il 46,8% al tiro agli avversari, dato che li posizionava tra le ultime della Lega: quest’anno coach Budenholzer ha deciso di rimediare a questo limite chiudendo l’area, concedendo quindi piuttosto il tiro da tre punti. Una strategia pericolosa, ma i risultati sono eccellenti: Milwaukee è la seconda difesa per percentuale concessa (43,9%), prima nella categoria “point per shot” (nella top5 anche per stoppate).

La squadra non riesce ancora a trovare una certa costanza in difesa, soprattutto quando c’è la second unit, ma Giannis ha un ottimo impatto sul quintetto in campo: con lui concedono agli avversari quasi 10 punti in meno di media. Come detto però, la coperta è corta. Se i Bucks hanno deciso di chiudere l’area sulle situazioni di pick and roll, di sicuro riescono a concedere poco spazio per i tagli in area e per le penetrazioni. D’altro canto, in una nba in cui il tiro da tre punti diventa sempre più importante, e Milwaukee stessa ne è un esempio, il rischio è quello di pagare questo tipo di scelta. Infatti Giannis&co. sono la seconda squadra che concede più tentativi da tre.

(Brook Lopez sul blocco a Bledsoe si stacca per coprire l’area, lasciando la possibilità al compagno di passare sotto il blocco)

Al momento però, Milwaukee mette in campo una difesa ampiamente nella media (110 punti subiti): questo permette ai Bucks di essere la miglior squadra nba per differenziale con +10.7, davanti ai Raptors.

E’ anche vero che per la regular season questo tipo di soluzione potrebbe anche bastare, se poi nei momenti che contano vengono apportati i dovuti aggiustamenti. Sicuramente questa scelta difensiva sta pagando in maniera eccellente per quanto riguarda il controllo dei tabelloni, perché posiziona i Bucks al primo posto per rimbalzi difensivi (40) e nella top 5 della Lega per rimbalzi offensivi concessi (9.3).

La cosa che salta all’occhio, dati alla mano, è come ben 6 giocatori catturino dai 4 ai 6 rimbalzi di media, rispecchiando di fatto l’efficacia del lavoro corale difensivo nel sistema instaurato dal coach.

 

GOOD TEAM

Questo avvio di stagione ha decretato che i Bucks hanno uno dei migliori quintetti della Lega: primi per punti segnati, assist e rimbalzi difensivi. Nella top5 in quasi tutte le voci statistiche.

Quando quest’estate il gm Jon Hernst ha deciso di puntare Brook Lopez, nessuno avrebbe immaginato i benefici che ne avrebbe tratto la squadra. Difficile da credere, ma l’ex Lakers è il lungo più importante dell’intero roster: il 36% al tiro da tre ripaga la fiducia che l’allenatore ha riposto nel suo giocatore, al top in carriera per percentuale da 2, da 3 e ai liberi. Grazie alle sue caratteristiche è l’unico che permette ai suoi di mantenere le spaziature in attacco, lasciando a Giannis il compito di occupare il pitturato. Questo mese ha chiuso tre volte sopra quota 20 punti contro Blazers, Clippers e Nuggets: in tutte e tre le occasioni Lopez è rimasto in campo per più di 30 minuti, mettendo a referto 20 triple su 35 tentativi.

Un altro giocatore che si trova alla perfezione con il nuovo sistema di gioco è Malcolm Brogdon, alla migliore stagione per punti (15) e rimbalzi (4). Brogdon sta beneficiando delle nuove spaziature che i Bucks riescono a costruire, migliorando sensibilmente le percentuali dal campo: nel mese di Novembre ha fatto registrare addirittura il 52% al tiro e il 50% dall’arco (6/6 da tre nell’ultima vittoria contro i Bulls). Così come Bledsoe, Brogdon è solito prendersi “una vacanza” ogni tanto (vs Portland 2/8 al tiro e vs Memphis 4/11, le uniche due partite sotto la doppia cifra per punti), ma entrambi i giocatori stanno avendo un impatto sorprendente sulla squadra, facendo registrare 122 punti di Offensive Rating.

Infine è giusto spendere qualche riga anche per Khris Middleton, uno dei giocatori più sottovalutati della Lega. Per il tipo di impatto che ha sulla squadra potrebbe tranquillamente considerarsi un All-Star: un giocatore versatile, utile su entrambi i lati del campo e capace di fare tutto su un campo da basket. Quest’anno è il secondo miglior giocatore per punti, rimbalzi e palle rubate, senza dimenticare che è uno dei migliori della Lega per efficienza al tiro (60.7 % di True Shooting).

La qualità più importante che ha mostrato ad oggi coach Budenholzer è senza dubbio quella di mettere i giocatori a proprio agio, nelle migliori condizioni possibili per essere più produttivi possibile. Un altro esempio dopo quelli già citati risponde al nome di Donte DiVincenzo: il rookie sembra essersi ben inserito negli schemi della squadra e, nonostante le basse percentuali dal campo, sa rendersi utile alla causa. La stessa cosa vale per sia per Connaughton che per Ilyasova, arrivati entrambi in estate proprio per aumentare la pericolosità sul perimetro.

 

 

Fonti statistiche: stats.nba.com, basketball-reference.com
Grafici: www.austinclemens.com/shotcharts

Dati aggiornati al 30 Novembre 2018

 

Giovanni Aiello

Playmaker e allenatore classe 1996, studente all'università di Trieste. Collaboratore da Udine, scrive per BasketUniverso dal lontano febbraio 2014. Grande appassionato del basket a stelle e strisce, con un occhio di riguardo per i suoi Chicago Bulls.
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