Squadra del mese: Toronto Raptors

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Ritorno la rubrica mensile di Basketuniverso, che si occuperà di approfondire l’andamento di una squadra diversa mese per mese, fino al termine della regular season. La squadra scelta per il mese di Febbraio sono i Toronto Raptors.

 

La passata stagione i Raptors hanno fatto registrare un record di 59 vittorie e appena 23 sconfitte, che sono valse il primo posto della Eastern Conference. La cocente eliminazione ai playoff contro i Cavs (4-0 al secondo turno) ha portato all’esonero di coach Casey e la trade con San Antonio per Kawhi Leonard. Nonostante l’esordio su una panchina nba, Nick Nurse è riuscito a mettere in piedi una macchina perfetta, trovando la giusta chimica all’interno della squadra anche per l’ultimo arrivato, Marc Gasol, un colpo di mercato che potrebbe rivelarsi decisivo per l’assalto alle Finali NBA..

Il mese di Febbraio è cominciato dopo la partita persa contro i Bucks, terza sconfitta su quattro gare nell’ultima settimana di Gennaio. Sono seguite 7 vittorie consecutive, a cavallo con l’All Star Game, grazie anche ad un calendario piuttosto agevole (Hawks, Knicks, Wizards e Nets). Lo scivolone contro i Magic è abbastanza inspiegabile, nonostante l’assenza di Leonard, ed è stato subito dimenticato dall’ottima prova contro i Celtics.

 

KAWHI&KYLE

Nurse ha deciso di continuare sulla falsa riga della passata stagione, continuando di fatto il lavoro del suo predecessore. Toronto è il sesto miglior attacco della Lega e chiude nella top10 anche per percentuale al tiro con quasi il 47% dal campo. La franchigia canadese è tra le prime dieci squadre nba anche per quanto riguarda l’Offensive Rating (112.4, sesti) e il True Shooting (57,2%, sempre sesti).

Kawhi si è da subito integrato all’interno del gioco dei Raptors, rimpiazzando DeRozan oltre ogni aspettativa già dalla prima partita. Vestiti di nuovo i panni dell’uomo franchigia, Leonard sta facendo registrare il massimo in carriera per punti segnati, con oltre 26 di media. Nonostante il suo impiego venga costantemente monitorato (ha già saltato 17 partite), in questa stagione ha ottenuto la sua terza convocazione all’All Star Game.

(Una partita poco sentita quella contro gli Spurs, alla prima da ex per DeRozan in Canada)

Kawhi da subito ha assunto il comando della squadra, ricoprendo il ruolo di primo terminale offensivo (primo giocatore per Usage%), tanto che addirittura è solito vederlo impostare l’azione o condurre la transizione.

Questo viene permesso dall’incredibile lavoro di Kyle Lowry: il suo impiego palla in mano è calato notevolmente rispetto gli ultimi 8 anni di carriera, ma non per questo il suo impiego e le sue giocate hanno perso valore. Lowry si è messo al servizio della squadra, facendo un passo indietro e cercando di lavorare per il gruppo: così si spiegano i 9,2 assist di media (carrer-high e secondo dietro solo a Westbrook) e mediamente il 34% dei canestri segnati dai compagni di squadra sono generati dai suoi passaggi.

 

MOST IMPROVED PLAYER

Dopo due stagioni passate in sordina, Siakam è diventato uno dei giocatori più interessanti della Lega e il livello di gioco raggiunto in questa stagione è a dir poco eccezionale.
Siakam è il più solido candidato al premio di Most Improved Player grazie a 16 punti e 7 rimbalzi di media, con oltre il 55% al tiro.

Siakam questa stagione viaggia a 30 minuti di media e riveste un ruolo di primo piano nell’economia dei Raptors. Le sue capacità difensive sono indiscutibili e il suo stile si adatta completamente al gioco di Ibaka, formando uno dei migliori frount-court difensivi della Lega (entrambi concedono all’avversario meno del 48% al tiro).

Quello che più salta all’occhio però sono i miglioramenti nella metà campo offensiva (63% di True Shooting, top 25 della Lega). A Febbraio ha fatto registrare quasi 22 punti di media, mese in cui spiccano soprattutto le prestazioni contro Hawks e Wizards: 33 punti e 14 rimbalzi la prima, 44+10 la seconda. Siakam si è costruito un arsenale offensivo a 360 gradi, a cominciare con il tiro da tre punti: se l’anno scorso tirava con appena il 22%, questa stagione ha raggiunto quasi il 37%, con un picco del 48,6% nel mese preso in esame (4/5 vs Celtics, con 3 triple nel primo quarto).

Tutto questo gli ha permesso di diventare una pedina fondamentale nel gioco di coach Nurse (-13.5 punti di Net Rating per 100 possessi senza di lui in campo), tanto in difesa quanto in attacco.

 

CONFERME

Come se non bastasse, l’identità difensiva di questi Raptors è più forte che mai. La franchigia candese si sta confermando una delle migliori difese della Lega, confermando quanto fatto di buono nelle ultime stagioni sotto questo profilo: Lowry&co. sono tra le prime dieci squadra nba per punti concessi, percentuale da due e da tre punti.

Viene facile allora immaginare come sia stato facile aggiungere due elementi come Kawhi Leonard e Danny Green, due ottimi difensori sia a livello individuale, sia corale. La peculiarità di Toronto quest’anno è quella di avere a disposizione per ogni ruolo un difensore di medio-alto livello nba: Nurse è riuscito nell’intento di formare una serie di quintetti in grado di elevare il livello di tutti, tanto che i Raptors sono una delle pochissime squadre in cui nessun giocatore a roster supera i 110 punti di Defensive Rating (escluso Jodie Meeks).

(La squadra non concede alcun tipo di soluzione agli avversari, se non quella di prendersi un tiro contestato)

Tutto parte però dalla possibilità di potersi affidare a Serge Ibaka: il lungo ex Thunder è ancora un giocatore-leader, in grado di fare la differenza nella metà campo difensiva. Riesce sempre a trarre il massimo dal niente e di sicuro non cattura i riflettori come le superstar nba, ma sa farsi ascoltare dai compagni di squadra nello spogliatoio e in campo.

 

FACCE NUOVE

Lo scambio che ha portato Marc Gasol in Canada è forse il più interessante tra quelli che si sono conclusi prima della trade deadline. Toronto può fare affidamento su un discreto difensore, che si esalta all’interno di un sistema ben organizzato, senza abbassare la qualità dei titolarissimi di cui sopra. Nella metà campo offensiva invece, Nurse può fare affidamento su uno dei migliori lunghi spalle a canestro, con ottime doti di playmaking, che permettono così alla squadra di impostare le azioni partendo dal post.

La cura Canadese sembra giovare particolarmente anche a Danny Green: il giocatore ex Spurs sta tirando con oltre il 40% da tre punti (19/39 nel mese di Febbraio) ed è tornato ad essere un giocatore dal contributo notevole. In difesa è ancora una dei più validi esterni sulla difesa in transizione, così come uno in grado di marcare fino a tre diversi ruoli, mentre in attacco registra oltre 116 punti Offensive Rating (terzo nella Lega dietro a Curry e Durant).

 

Fonti statistiche: stats.nba.com, basketball-reference.com
Grafici: www.austinclemens.com/shotcharts

Dati aggiornati al 28 Febbraio 2019

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