All-Star Saturday Recap: il Beli vince il Three-Point contest, Wall re delle schiacciate, Lillard e Burke vincono lo Skills Challenge

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Taco Bell Skills Challange

L’agguerrita sfida tra Est e West andata in scena nell’All-Star Saturday, si apre subito con un contest infuocato; lo Skills Challenge mette infatti di fronte alcuni tra i palleggiatori e passatori più forti della lega. La gara consiste nel dribblare ostacoli, far passare il pallone  attraverso un bersaglio e nel tirare dalla media e dalla corta distanza; la Western Conference due coppie formate, la prima da Goran Dragic (play del Phoenix Suns) e Reggie Jackson (degli Oklahoma City Thunder), la seconda da Damian Lillard (play dei Portland Trail-Blazers e già campione lo scorso anno) e Trey Burke (play degli Utah Jazz). La Eastern risponde a tono con Giannis Antetokoumnpo (dai Milwaukee Bucks) che affianca Demar Derozan (guardia dei Toronto Raptors) e con il duo Michael Carter-Williams (dai Philadelphia 76ers)- Victor Oladipo (dagli Orlando Magic). Al prima round si affrontano le coppie appartenenti alla medesima conference per decidere chi si batterà in finale con i rivali della conference opposta; Lillard-Burke si sbarazzano di Dragic e Jackson, mentre MCW-Oladipo fanno lo stesso con Derozan e Antetokoumnpo. La finale vede quindi opposti 4 tra i più promettenti giovani della NBA, il contest è tiratissimo, con un record di 45,2 secondi netti, Lillard e Burke si aggiudicano il trofeo battendo per un decimo di secondo i rivali, per il giocare di Portland il secondo di fila.

Foot Locker Three-Point Contest

La gara dei tre punti si apre mettendo di fronte i più temibili tiratori dall’arco della NBA, la Western conference si affida a due mostri sacri come Love e Curry (entrambi fuori al primo turno con 16 punti a testa) e a due out-sider alla prima esperienza Belinelli (secondo italiano a partecipare a contest dopo Gallinari) e Lillard, che fanno meglio dei loro compagni realizzando rispettivamente 19 e 18 punti; Belinelli si qualifica dunque per la finale. L’Est mette in campo il veterano Joe Johnson (solo 11 punti per lui), lo specialista Afflalo (15 punti), la guardia dei Wizards Bradley Beal (21 punti alla sua prima esperienza) e il campione uscente Irving (che non riesce a superare Beal, realizzando solo 17 punti). La sfida è quindi tra il nostro Belinelli e il cecchino di Washington; le regole di quest’anno permettono ai due contendenti di posizionare un carrello di sole money-ball (ogni canestro realizzato vale due punti) in una della postazioni di tiro, Marco lo posiziona nell’angolo e si rivelerà decisivo, l’italiano realizza nuovamente 19 punti. Beal sembra meno lucido e arriva all’ultima postazione di tiro con 11 punti, ma la guardia di Washington infila tutti e palloni e pareggia. Si va quindi allo spareggio, il Beli è una macchina, ne mette 24 contro i 18 di Beal, diventando il primo italiano in assoluto ad aggiudicarsi il trofeo.

Sprite Slam Dunk Contest 

Lo Slam Dunk di quest’anno presenta grandi novità, la gara viene spezzata in due tronconi, la prima chiamata Freestyle, è a squadre, i 6 partecipanti (3 per conference) hanno 90 secondi per completare più dunks possibile, successivamente i 6 giocatori si andranno a sfidare in 3 1vs1 per decretare la vittoria. I partecipanti sono nomi illustri, il trio Wall, George e Ross (campione uscente) per l’Est, Mclemore, Barnes e Lillard per l’Ovest; la prima parte vede i giocatori della Western Conference e gli spettatori stessi un po’ confusi dal nuovo formato, mentre il trio dell’Est dà vita a una schiacciata spettacolare: Ross appoggia al tabellone per Wall il quale appoggia il pallone al tabellone elettronico del cronometro per l’arrivo di George che schiaccia di potenza, lo stile è quello dei Globe Trotters. Le sfide 1vs1 sono una formalità, George surclassa Barnes, Lillard batte Ross, mentre Wall annichilisce Mclemore; il giocatore dei Kings aveva preparato uno spettacolo entusiasmante con l’aiuto di Shaquille O’Neal, con tanto di canotta recitante il nome Shaq-Lemore e schiacciata saltando un enorme trono sul quale era seduto l’ex centro dei Lakers. Shaq incorona infine il rookie, ma nessuno aveva fatto i conti con Wall; il play di Washington palla di G-man (la mascote dei Wizards), posizionato sotto canestro con il pallone tenuto sopra la testa, quindi passando il pallone i mezzo alle gambe lo schiaccia all’indietro. L’Est si aggiudica il premio, mentre Wall viene incoronato Dunker of the Night.

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