Steph Curry e Kevin Durant tornano sulle decisioni arbitrali che hanno influenzato la sconfitta contro i T-Wolves

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Stephen Curry e Kevin Durant non hanno digerito le chiamate arbitrali che nella notte hanno influenzato l’esito della gara tra Golden State Warriors e Minnesota Timberwolves. Nel post-partita infatti, a partire dal numero 30 degli Warriors le dichiarazioni ironiche non sono mancate. Al momento della domanda di un suo parere sui fischi degli arbitri  negli istanti decisivi di gara, Curry ha risposto così:

Dovete chiedere all’MVP della gara. Mark Kogut. 

 

E poi ha continuato ponendo l’attenzione sulle giocate decisive di Kevin Durant:

Non riesco a trovare un senso a quei due fischi. Col gioco da quattro punti di Durant saremmo andati in vantaggio. Quel passaggio poi era del tutto fuori misura, impossibile da intercettare, ma l’arbitro ha deciso di penalizzare noi perché ha visto una leggera spinta. E’ difficile uscire dal parquet dopo una sconfitta del genere. 

L’ironia e la frustrazione in seguito ai fischi arbitrali sono uscite anche dalle dichiarazioni del numero 35 dei Golden State Warriors che ha continuato sulla stessa linea di Curry:

Non voglio essere multato, non voglio andare nel dettaglio, ma è una leggera spinta… avete visto anche voi la giocata. Quando poi sono andato per tirare da tre mi stava marcando Diop, mi ha perso in un attimo e poi mi sono ritrovato due mani addosso. Il suo nome è Marat? E’ lui il migliore in campo. E’ così forte col fischietto che sapeva già prima che io tirassi che mi avrebbero fatto fallo e così ha fischiato.

E sulla giocata che ha di fatto deciso la gara…

Per quella spinta ti basta un solo replay. La palla era già fuori. Avrebbe dovuto lasciare giocare. 

 

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