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Sulle spalle di Kyrie

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Guardando agli ultimi due anni nella Lega possiamo solo accettare il fatto che Kyrie Irving abbia vissuto molte vite. Secondo i principi della reincarnazione, i ricordi di una vita precedente possono essere veicolati a quella attuale. In questo caso è importante che ognuno si rivolga a quello in cui crede affinché non accada.

 

Irving sulla bocca di tutti

11 anni di carriera nba hanno dimostrato una cosa: Irving non è in grado di gestire la sua figura pubblica. La proporzione tra talento cestistico e capacità di spendersi in cause (quantomeno) discutibili non trova eguali nella storia. Allo stesso tempo non è mai esistito un giocatore in grado di farsi cadere alle spalle vicende simili così rapidamente.

Sembra passato un secolo da quando il giocatore ex Cleveland e Boston veniva sospeso a tempo indeterminato. La stagione dei Brooklyn Nets sembrava compromessa: dopo appena 24 giorni dall’inizio della stagione regolare l’intero progetto architettato da Joseph Tsai era fallito. Era triste giudicare allora l’evoluzione della carriera di Irving. Sembra ancora più insensato guardarsi indietro oggi e pensare come sia riuscito a riabilitare il suo nome.

I Brooklyn Nets hanno dato una svolta alla loro stagione e Irving è una delle migliori point guard della Lega. La striscia di 11 vittorie consecutive iniziata a dicembre ha spazzato via i dubbi sul potenziale di questo gruppo. I risultati hanno oscurato vittoria dopo vittoria i problemi extra-campo e riportato al centro della conversazione la domanda sulla bocca di tutti nell’estate del 2020. Esiste una squadra che possa impedire a questi due (Irving e KD, ndr.) di vincere il titolo nba?

 

Quello che non uccide, fortifica

Irving Nike

In queste ultime due stagioni non abbiamo mai visto questo roster nelle condizioni di dimostrare le sue potenzialità  (tra infortuni e vaccini mancati). La sospensione di ottobre risuonava come la condanna definitiva. La posizione irremovibile di Irving aveva scoraggiato il più implacabile degli ottimisti. Si cominciava a credere anche all’ipotesi più estrema. La storia, fortunatamente, e il talento unico del giocatore dei Nets ci hanno detto altro: Irving è tornato a illuminare i parquet nba, lasciandosi il passato alle spalle.

Osservandolo in campo il tempo sembra essersi fermato. Irving gioca esattamente come lo ricordavamo. Dallo schermo si ammira un giocatore elettrizzante, dotato di un flow unico. La sensibilità nel trattamento della palla, la sua capacità di controllare il dinamismo e il tempo nei movimenti sono, ancora, cosa rara.

Le voci che lo hanno bersagliato in questi ultimi 3 mesi sembrano non averlo condizionato. Con la maglia dei Nets sta viaggiando a 26 punti di media. Irving è tornato a decidere le partite sul campo: le sue prestazioni balistiche (appena 5 gare chiuse sotto i 20 punti su un totale di 24 partite post sospensione) hanno ricordato a tutti perché si parla di lui come di una delle migliori point guard della nba.

Guardando un dettaglio nei numeri di questa prima metà di stagione, il dato che certifica maggiormente il suo impatto è il progressivo miglioramento delle voci statistiche. Un esempio: nel mese di dicembre, Irving ha tirato con il 42% da tre, migliorando di quasi 10 punti percentuali rispetto alle prime 15 partite (32,5%). Tutto questo con un Usage sotto media.

Kyrie sta giocando a un livello altissimo con più regolarità rispetto agli ultimi anni. In tanti se ne sono accorti e questo è testimoniato, soprattuto considerato il suo pregresso, dalla ormai certa titolarità all’All Star Game.

 

Una storia tutta da scrivere

Durant Irving

Non c’è pace per i tifosi dei Nets. L’infortunio di Durant contro Miami ha tolto il fiato per alcuni secondi a chi cominciava a gustarsi una stagione promettente. Qualche attimo di apprensione accostato alla certezza che la dea fortuna avesse deciso di mettere definitivamente la parola fine su questo ambizioso progetto.

KD sarà costretto ai box per almeno un mese. Non è da escludere che l’ex Warriors, insieme allo staff medico, decida di prendersi qualche settimana in più per ottimizzare il recupero. Durant era bisognoso di riposo dopo gli straordinari di inizio stagione, frutto dei pessimi risultati e della crisi d’identità dei Nets. Coach Vaughn perde il suo miglior giocatore nel miglior momento di forma della squadra, che sembra aver trovato finalmente la giusta chimica.

Adesso arriva un importante test per Irving e per Brooklyn. Si tratta di un punto critico della stagione dei Nets, perché perdere la concretezza maturata in questi due mesi sarebbe un colpo duro da assorbire. Lo stesso Vaughn ha voluto responsabilizzare i suoi giocatori: “no excuse”, queste le sue parole rivolte nello spogliatoio dopo l’infortunio di KD. Per Irving si tratta di un’occasione importante. L’ex Cavs e Celtics ha la possibilità di dimostrare di essere “sul pezzo” e può ripagare la fiducia i suoi compagni di squadra, che lo hanno protetto dalle critiche nel momento più duro. Gli occhi sono tutti puntati su di lui: ce la farà? Non ce la farà?

Irving ha dimostrato di essersi lasciato tutto alle spalle, nonostante cada ancora in alcuni “errori comunicativi”. Le recenti dichiarazioni dopo la sconfitta contro OKC hanno scoraggiato chi ancora confida nelle sue doti di leadership. In campo però porta una serenità inaspettatamente ritrovata, nonostante il tracollo dell’opinione pubblica, l’interruzione di una sponsorizzazione multimilionaria con Nike e il mancato rinnovo con i Nets in scadenza.

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