Supercoppa, le pagelle di Milano-Cantù: Hines spiega basket in un’ottima prestazione di squadra; Smith e Kennedy unici convincenti tra i brianzoli

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L’Olimpia Milano ha rifilato un trentello a Cantù nel primo derby di stagione, grazie soprattutto a un Kyle Hines che ha spiegato pallacanestro in attacco e in difesa.

OLIMPIA A|X ARMANI EXCHANGE MILANO

Kevin Punter: 7. Commette subito 2 falli e viene panchinato immediatamente ma alla fine è il top scorer di Milano e della gara con anche la valutazione più alta della squadra. Il talento è tanto, senza dubbio, ma bisogna testarlo a un livello più alto.

Davide Moretti: 7. Ottima prima partita ufficiale in maglia Olimpia per l’italiano classe 1998. Nel primo quarto è lui a creare la prima fuga e dimostra già di meritarsi tanti minuti sul parquet.

Vladimir Micov: 6. Senza infamia e senza lode. Non gioca tantissimo, pur partendo in quintetto. Milano non ha bisogno dei suoi punti e lui si limita a mettersi i suoi mattoncini nei punti in cui servono.

Riccardo Moraschini: 6.5. Si fa sempre trovare pronto quando viene chiamato in causa, com’è spesso accaduto lo scorso anno e come spesso ha sottolineato lo stesso coach Messina. Alla fine sono 9 punti con il 100% dal campo.

Sergio Rodriguez: 7. Gioca 13 minuti scarsi e smazza 10 assist. Serve altro? Quest’anno non è più chiamato a essere il terminale offensivo numero uno ma a mettere in ritmo i compagni: ciò che ama.

Kaleb Tarczewski: 6.5. Si trova spesso a giocare con Bayehe, classe 1999 alla sua prima partita in Serie A. Davvero tutto troppo facile per uno dei migliori centri di EuroLega.

Paul Biligha: 6. Gioca solo il garbage time però ci mette l’anima e comunque entra in campo come se la partita fosse tirata e non sul +25 per le Scarpette Rosse.

Andrea Cinciarini: 5.5. Meriterebbe la sufficienza d’ufficio però non ha fatto veramente nulla in questa contesa e perciò abbiamo deciso di penalizzarlo di mezzo punto.

Malcolm Delaney: 6.5. Si vede che è il leader di questa formazione già dai primi minuti però litiga con il ferro e segna solo 5 punti, tirando 2/7 dal campo. Certamente sarà lui il faro offensivo di questa Olimpia.

Jeff Brooks: 6. Sempre molto attento in difesa e in attacco non è timido quando c’è da tirare dalla lunga distanza. Insomma, la classica partita dell’ex della gara.

Kyle Hines: 7.5. Un docente universitario. Insegna basket ai giovani lunghi di Cantù, Jordan Bayehe e Sha’markus Kennedy, che dovrebbero pagare per il clinic che ha fatto loro quest’oggi l’ex CSKA. Il migliore in campo, sia in attacco sia in difesa.

Luigi Datome: 7.5. Alla prima ufficiale in maglia Armani Exchange, il capitano della nostra Nazionale dimostra per quale motivo Obradovic lo amava così tanto, cestisticamente parlando. Certo, Leunen non ha fatto nulla per limitarlo…

All. Ettore Messina: 6.5. Impossibile giudicare Milano dopo una partita, soprattutto se giocata contro una squadra come Cantù. Da sottolineare però i 25 assist totali, anche se quasi la metà sono del Chacho.

ACQUA S.BERNARDO CANTÙ

Donte Thomas: 4. Teoricamente è l’ala forte titolare ma praticamente sembra un ragazzino chiamato alle armi all’ultimo minuto. Serve molto di più per competere nel basket italiano.

Jaime Smith: 7.5. Probabilmente il migliore in campo dei suoi. Si carica sulle spalle la squadra ed è spesso costretto a forzare la giocata, tant’è che ha perso 3 palloni. I 7 assist saranno una costante della stagione del play dell’Alabama in Brianza.

Sha’markus Kennedy: 7.5. Una bella sorpresa. Il classe 1998 non ha sicuramente la taglia fisica per giocare in post però ha atletismo da vendere e salta come un grillo: doppia doppia da 16 punti e 12 rimbalzi.

James Woodard: 4.5. Stesso discorso fatto per Thomas: la guardia titolare non può permettersi di chiudere 0/5 da tre e non tentare nemmeno un tiro da due punti. Serve un altro impatto mentale e fisico per fare la differenza in Serie A.

Gabriele Procida: 5. Questo è l’anno del suo lancio definitivo ma questo tardo pomeriggio non è riuscito a incidere. Di lui ricordiamo qualche palla persa e una bella schiacciata in volo, suo marchio di fabbrica.

Maarty Leunen: 6. In difesa cammina – e gli stiamo facendo un complimento – però in attacco alla fine ne mette 15, risultando il secondo miglior marcatore di Cantù e il terzo della partita. Nella propria metà campo però serve una diversa intensità sui cambi.

Andrea La Torre: 5.5. Prova a dare una mano e in certi momenti ci riesce. Gli unici due punti sono arrivati con una penetrazione a tagliare l’area conclusa con un appoggio di mano mancina.

Jazz Johnson: 6. Come per Kennedy, subito una buona impressione. Il talento non sembra mancare e sicuramente non difetta in voglia di fare però è ancora molto grezzo e deve imparare a giocare in Europa.

Jordan Bayehe: 5. Hines, Tarczewski, Brooks, Datome. Questi gli avversari che ha provato a marcare. Ma chiaramente non ci è riuscito, visti i loro score finali. Ha un fisico notevole però serve tantissimo lavoro in palestra per affinare la tecnica.

Andrea Pecchia: 6.5. Dopo un primo anno di conoscenza del campionato italiano, questa stagione il classe 1997 deve fare il salto di qualità, soprattutto in attacco. Serve maggiore fiducia nel proprio tiro dalla lunga distanza e qualche penetrazione alla “Ale Gentile” in più, come spessissimo ci ha fatto vedere a Treviglio.

All. Cesare Pancotto: 5. In verità non c’è un voto per il coach canturino perché siamo al primo “scrimmage” dell’anno contro la miglior compagine della Lega. Per il momento ci limitiamo a dire che ha sicuramente tantissimo lavoro da fare.

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