Top&Flop del mese NBA: Davis, Durant e Dragic i protagonisti assoluti, seguono i Grizzlies in rimonta

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Ormai siamo vicinissimi alla pausa dovuta all’All Star Weekend e più di metà stagione NBA è ormai alle spalle. Ne abbiamo viste davvero tante in questi mesi, dall’esplosione di Morris, passando per i periodi d’oro di Aldridge, Carter-Williams e Durant, per le serie vittoriose di Suns e Trail Blazers e quelle deludenti di Lakers e Knicks, fino ad arrivare al mese appena concluso, dominato in lungo e largo da Kevin Durant che ottiene ben 14 punti (!) nella nostra speciale classifica SOLO negli ultimi 30 giorni assicurandosi quasi sicuramente il nostro MVP. Un gradino sotto a KD troviamo le vere sorprese di questo mese, se ci si poteva aspettare delle prestazioni simili da parte del #35, non si può dire altrettanto di Dragic e Davis, trascinatori rispettivamente di Suns e Pelicans. Tra chi è andato male troviamo invece Danny Granger, incapace di essere l’arma in più dei Pacers in questo periodo post-infortunio.

davis

 

TOP PLAYER – Anthony Davis & Goran Dragic 

22 punti e 6 stoppate come minimo per tre partite di fila è un impresa riuscita a Pat Ewing nel lontano 1990 e da quel giorno mai più replicata, fino all’arrivo di Anthony Davis. Stagione travolgente la sua: oltre 20 di media, oltre 10 rimbalzi ed un grandissimo impatto difensivo che non si può limitare alle 1.6 rubate e alle 3.1 stoppate. “Il monociglio” ha disputato un ultimo mese ad altissimi livelli, innalzando il suo rendimento offensivo a quasi 24 di media, tirando con il 52% al campo e il 78% ai liberi e portando i suoi New Orleans Pelicans, privi di Ryan Anderson e Jrue Holiday, ad un record i 7 vittorie e 8 sconfitte che diventa 7 vittorie e solo 4 sconfitte se non si contano le prime 4 gare del mese, perse tutte contro Dallas, San Antonio, Houston e  Golden State. Lui e Blake Griffin, altro grande protagonista degli ultimi 30 giorni (parleremo di lui a breve), saranno di certo i dominatori delle aree NBA in futuro ed intanto scaldano i motori in questo presente roseo a livello personale e non a livello di squadra che, anche a causa degli infortuni, al 99% non disputerà i playoff.

Davis, Griffin, Durant, ma non solo. Il 2014 fino ad ora è stato anche l’anno di Goran Dragic, ingiustamente (?) escluso dall’All Star Game e pronto a confermarsi nel finale di stagione. Vista l’esplosione di Bledsoe e la loro presunta incompatibilità, il playmaker sloveno, è stato al centro di numerosi rumors in estate e ad inizio stagione, che sono stati cancellati e dimenticati nell’ultimo periodo. Anche lui ha innalzato il suo rendimento offensivo durante l’assenza del suo compagno di reparto arrivando a segnarne oltre 23 di media negli ultimi 30 giorni, conditi da 5 rimbalzi e oltre 6 assist. Da notare anche le percentuali estremamente alte per un esterno, sia su base stagionale, ma soprattutto nel periodo preso in considerazione:  56% al campo, 48% da tre e 75% ai liberi. Grazie a lui i Suns stanno riuscendo ad affrontare al meglio l’infortunio di Bledsoe e stanno continuando a pieno ritmo la loro corsa nella Western Conference, ad oggi, occupano la sesta posizione, meglio di Warriors, Grizzlies e Mavericks.

FLOP PLAYER – Danny Granger

“I Pacers quest’anno se la giocano alla pari con Miami perché sono gli stessi dell’anno scorso (fortissimi) ma con un Granger in più, che sicuramente ruberà il posto in quintetto a Stephenson e insieme a George formera una coppia di esterni capace di tutto in entrambe le metacampo” (cit. qualunque appassionato di Nba ad inizio stagione). Danny Granger, al contrario, è l’unica nota stonata per Indiana, dato che quest’anno si è rivelato più un danno che un vantaggio per coach Vogel; il recente infortunio di Stephenson ha promosso Granger in quintetto ed il numero 33 ha risposto con le seguenti cifre: 7.5 punti, 5 rimbalzi, 2 assists e un complessivo 5/17 dal campo. Sebbene sia stato il leading scorer dei Pacers nelle 5 stagioni precedenti all’esplosione di Paul George, Granger sembra non essersi mai ripreso dall’infortunio: questione fisica o mentale?

J.Sullinger, K.Lowry, K.Irving, J.Wall, D.Wade, Jo.Crawford, Markieff Morris, P.Millsap, D.Lee e T.Young ad un punto.

*Eletti giocatori del mese dalla NBA

Nome Punteggio settimana Totale
K.Durant +3*+1 +20
C.Paul +6
A.Davis +4 +6
K.Love +5
G.Dragic +4 +5
P.George +5
L.Aldridge +5
L.James +4
M.C.Williams +3
C.Anthony +3* +3
S.Curry +2
B.Griffin +2
G.Vasquez -2
JR Smith -2
K.Faried -2
J.Lin -2
A.Bynum -2
R.Rubio -4
OJ Mayo -2
D.Granger -4 -4
E.Kanter -4
A.Bennett -6

 

memphis-grizzlies-2014-SSC

TOP TEAM – Memphis Grizzlies

Pensavate fossero morti eh? Pensavate che gli infortuni di Gasol, Allen e Pondexter li avessero azzoppati? Pensavate che il cambio in panchina da Hollins a Joerger potesse portare solo peggioramenti? E invece no, i Grizzlies sono ancora una squadra difficilissima da battere e che nessuno vorrebbe trovarsi contro in una prima serie di playoffs, nemmeno gli scintillanti Thunder di questa stagione. Coach Joerger è riuscito a mantenere l’attenzione degli avversari sul gioco in post della coppia di lunghi più bella del mondo (o almeno la più simpatica) cambiando però il leader della squadra: Mike Conley ha fatto un upgrade, soprattutto mentale, in questa stagione, non in fatto di statistiche ma di leadership, i palloni più importanti se li prende lui, facendo allo stesso tempo contenti Gasol e Randolph appoggiandogli una marea di palloni in post durante la partita. Nonostante tutti gli infortuni sono ancora lì che lottano per l’ottavo posto ai playoffs: siamo sicuri che Thunder, Spurs e compagnia bella tifino apertamente contro di loro ogni santa notte.

FLOP TEAM – Minnesota Timberwolves

Sembrava l’anno buono, soprattutto dopo l’inizio di stagione molto positivo guidato dal solito Kevin Love, e dagli innesti inizialmente molto positivi di Corey Brewer e Kevin Martin. Col passare del tempo però i loro problemi difensivi si sono accentuati, Martin e Brewer hanno calato il loro rendimento e Rubio non è riuscito ad innalzarlo. Il risultato è l’ennesima stagione mediocre, intorno al 50% (a dir il vero oggi sono 24 W e 28 L, ma poco cambia)  che pero nella Western Conference non è sufficiente. Andando avanti così le possibilità di trattenere Love diminuiscono sempre di più, ma questo fa parte del futuro. Il presente, anzi, il passato sono le 4 sconfitte negli ultimi 4 match, una difesa inesistente che presenta dei buchi sia esternamente (vedi Rubio, Shved, Martin, Barea…), ma anche in area dove Pekovic non intimidisce come dovrebbe fare uno di quella stazza e K.Love spesso si “dimentica” della metà campo, secondo lui, meno importante.

Clippers, Thunder, Grizzlies, Spurs, Wizards a +2 punti. Nuggets, Lakers, Bulls, Pistons e Knicks a -2.

Squadra Punteggio settimana Totale
Portland Trail Blazers +6
Memphis Grizzlies +4 +4
Indiana Pacers +4
Golden State Warriors +4
Phoenix Suns +4
Brooklyn Nets -4
Minnesota Timberwolves -4 -4
Milwaukee Bucks -6

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Luca Diamante

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