Top&Flop della settimana NBA: Anthony Davis è un mostro, gli Spurs continuano a far paura, mentre Detroit non risale più.

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L’assoluto protagonista di questa settimana ha il numero 23, gioca a New Orleans e non è adatto a fare il modello, ma per sua fortuna sa giocare a basket molto molto bene. Anthony Davis strapazza i Celtics con una prestazione da 40 punti+21 rimbalzi e inizia a far tremare i suoi avversari futuri. Far tremare gli avversari è ormai da anni anche il mestiere dei San Antonio Spurs che, con una striscia di 10 W di fila, confermano che per vincere il titolo si dovrà passare sopra Pop e i suoi.

Mavericks vs. Pelicans

TOP PLAYER – Anthony Davis

Il processo di crescita di Anthony Davis, iniziato due anni fa e impennatosi vertiginosamente in questa stagione, lo sta portando ad affermarsi come una All-Star di questa lega e, sicuramente, lo costringerà ad iniziare la prossima stagione con aspettative del tutto differenti. I suoi Pelicans continuano a non vincere, ma lui continua a sorprendere. Nelle 3 partite giocate in questa settimana Davis ha messo in mostra tutto il suo potenziale: 35 di media (!), 13.3 rimbalzi, 3 stoppate, oltre il 60% al campo e 29/29 ai tiri liberi, sono numeri appartenuti solo a figure storiche della lega e la sensazione è che, in un futuro molto vicino, al nome “Anthony Davis” potrebbero essere accostati numeri e titoli di valore ancora più alto. La gara da 40 punti, 21 rimbalzi e 3 stoppate con cui ha annullato i Boston Celtics è l’emblema di questa stagione in cui ha sorpreso tutti, infatti, se da un lato un miglioramento era prevedibile, dall’altro nessuno si aspettava i 21.4 punti di media per uno che fino all’altro giorno non sapeva giocare in post ed essere pericoloso offensivamente se non con il tiro dalla media. Su di lui e sul suo miglioramento si potrebbe scrivere davvero tanto, lo faremo quando ne avremo l’occasione, intanto non ci resta che complimentarci con “il monociglio”, un ragazzo che sembra destinato a rimanere nei piani alti NBA per tanto tempo.

FLOP PLAYER – Brandon Jennings

ImmagineArrivato in estate per sostituire Knight e Calderon in cabina di regia dopo l’annata negativa a Milwaukee, Jennings sta riuscendo nell’impresa di raggiungere risultati peggiori di quelli ottenuti con i Bucks: Detroit ha molto più talento (Smith, Drummond, Monroe e Stuckey rispetto ad Ellis, Sanders e pochissimo altro) ed il livello della Eastern Conference di quest’anno è più basso rispetto all’anno scorso ma il record è tutto a favore dei vecchi Bucks, che chiusero la stagione a quota 38-44, mentre i Pistons sono “già” a 42 sconfitte con 15 gare ancora da giocare. Se come playmaker puro non si sta comportando malissimo (7.8 assists di media, anche se non sono l’unico dato importante per valutare un buon playmaker), come realizzatore si sta rivelando abbastanza disastroso (vedere shotchart a lato) e spesso tende ad essere un “ballhog”, ovvero l’esatto opposto di ciò di cui i Pistons han bisogno.

J.Sullinger, K.Lowry, K.Walker, K.Irving, A.Jefferson*, D.Wade, Jo.Crawford, Markieff Morris, P.Millsap, D.Lee e T.Young ad un punto.

*eletto miglior giocatore della settimana dalla NBA

Nome Punteggio settimana Totale
K.Durant +20
L.James +10
K.Love +8
A.Davis +2 +8
G.Dragic +7
C.Paul +6
P.George +5
L.Aldridge +5
B.Griffin* +1 +5
J.Noah +4
J.Wall +4
M.C.Williams +3
C.Anthony +4
S.Curry +2
J.Harden +2
G.Vasquez -2
JR Smith -2
R.Felton -2
K.Faried -2
J.Lin -2
OJ Mayo -2
T.Evans -2
A.Bynum -2
R.Rubio -4
G.Hill -4
D.Granger -4
E.Kanter -4
A.Bennett -6

spurs

TOP TEAM – San Antonio Spurs

Troppo vecchi, troppo logori, poca fame, roster non all’altezza, blablablabla. Come ogni anno, da 4/5 a questa parte, la banda di coach Popovich sta smentendo tutti i detrattori ed attualmente ha il miglior record della Lega con 1.5 gare di vantaggio sui Pacers e 2 sui Thunder; la ricetta? Nessuna superstar da 40 punti a partita, nessuna pressione mediatica ed un genio in panchina che fa funzionare perfettamente il meccanismo, facendo sentire ogni giocatore fondamentale per la causa della squadra (non a caso gli Spurs mandano 6/7 uomini in doppia cifra ogni partita). Attualmente gli San Antonio cavalca l’ennesima striscia vincente della loro storia recente (sono a quota 11 vittorie consecutive) e non sembrano volersi fermare: Duncan è più in forma che mai (doppia doppia di media stagionale a 15+10, con un minutaggio comunque limitato), Parker è finalmente al 100%, Ginobili è sempre Ginobili, Leonard è un all-around come pochi nella Lega ed il supporting cast formato da Splitter, Mills, Green e Diaw sta dando un contributo più che tangibile nelle vittorie neroargento. Ci siamo dimenticati qualcosa? Ah sì, forse un piccolo dettaglio, il dettaglio che quest’anno, forse come mai prima, ci sta rendendo orgogliosi: il nostro Marco Belinelli, bistrattato da tutti durante i suoi primi anni in NBA, è diventato, grazie ad un’etica lavorativa esemplare ed una voglia immensa di migliorarsi, una pedina fondamentale nello scacchiere della miglior squadra della Lega, ha conquistato la fiducia di coach Popovich (impresa non da tutti) e, oltre al successo in quel di New Orleans, ha già vinto la sfida più importante: è riuscito a conquistare tutti con la sua forza di volontà e con la fiducia in sè stesso.

FLOP TEAM – Detroit Pistons

Anche se questa stagione NBA è stata piena di squadre che hanno deluso, ci sentiamo di dire, con il permesso dei Knicks (che comunque cavalcano una striscia di 6 W!), che la peggior squadra, in relazione al potenziale e alle aspettative, sono stati i Detroit Pistons. Nonostante i grandi investimenti estivi, a Detroit non sono riusciti a fare il salto di qualità e neanche in questa stagione riusciranno a giocare i Playoff. Per una squadra difficile da assemblare come questi Pistons era più che comprensibile una prima parte di regular season a livelli non alti, ma una seconda a livelli ancor più bassi deve essere stato un brutto colpo per la dirigenza che tanto aveva speso in estate. Sono tra le peggiori difese NBA stabilmente da inizio anno, al pari di Lakers, Jazz, Bucks e compagnia bella che però non hanno il pregio di poter schierare tre torri a difesa del canestro e neanche 4 giocatori di medio/alto livello come Jennings, Smith, Monroe e Drummond. Come se ciò non bastasse le cose vanno male anche in attacco dove tra gente che tira il 40%, spaziature tutt’altro che perfette e scelte da rivedere si produce troppo poco, nonostante il potenziale non manchi. Magari l’allenatore non è quello giusto, sicuramente la squadra non riesce a giocare, forse a causa delle sopracitate “tre torri”, o forse a causa di un playmaker come Jennings che di un vero playmaker ha ben poco; fatto sta che ad inizio stagione gli avevamo definiti come enigmatici, alcuni mesi dopo la storia non cambia.

Clippers, Thunder, Grizzlies, Spurs, Wizards, Spurs, Heat a +2 punti. Nuggets, 76ers, Lakers, Hawks e Knicks a -2.

Squadra Punteggio settimana Totale
Portland Trail Blazers +6
Memphis Grizzlies +4
Indiana Pacers +4
Golden State Warriors +4
Houston Rockets +4
Phoenix Suns +4
Brooklyn Nets -4
Detroit Pistons -2 -4
Minnesota Timberwolves -4
Philadelphia 76ers -4
Milwaukee Bucks -6

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Luca Diamante

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