Top&Flop della settimana NBA: Durant da una parte, i Pacers dall’altra, chi avrà la meglio?

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Dopo questa settimana sfidiamo chiunque a dire “Kevin Durant non merita l’MVP“. Non bastano le parole per descrivere il modo in cui sta trascinando la sua squadra, priva di RW0. Ad oggi sembra che nessuno lo possa fermare, ma il pensiero di una finale contro Paul George e la difesa degli Indiana Pacers è davvero affascinante. Già, quei Pacers che senza dare nell’occhio son maturati ulteriormente e sembrano aver superato Miami, che però a sua volta non sembra dare il 100% in campo. Dall’altro lato della medaglia troviamo la “sorpresa” Kenneth Faried, vittima di una situazione tutt’altro che piacevole in quel di Denver e i soliti Bucks ma, anche in questo caso, non abbiamo più parole.

 

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TOP PLAYER – Kevin Durant

Senza se e senza ma, Durant è ad oggi l’MVP di questa Lega; da quando Westbrook si è nuovamente infortunato, i Thunder non stanno andando ottimamente (9-5) ma il prodotto dell’università del Texas sta mettendo a referto dei numeri che pochi giocatori nella storia della NBA possono vantarsi di aver eguagliato: nelle ultime 10 gare, KD ha messo insieme 38.3 punti a partita (con l’high di 54 contro i Warriors), 5.8 rimbalzi, 6.1 assists e 1.8 palle rubate, il tutto tirando il 51.7% dal campo ed il 38.8% da 3 punti. Durant si sta dimostrando un vero leader ed un giocatore letteralmente immarcabile, quando vuole fare canestro lo fa, contro chiunque e da qualunque posizione, gli basta anche un palleggio sul posto per mettersi in ritmo ed il finale lo conoscono già tutti: palla che si infila nel canestro e Chesapeake Energy Arena che esplode di gioia. Molti esperti dicono che, con un pizzico in più di egoismo (6.1 assists sono davvero tanti per uno scorer come lui), potrebbe puntare a battere il record degli 81 punti messi a segno da Kobe il 22 Gennaio del 2006, sembra un’eresia ma Durant è pronto a stupirci tutti, ancora una volta.

FLOP PLAYER – Kenneth Faried

I Denver Nuggets sono una delle squadre che più è peggiorata rispetto allo scorso anno. Non ci sono più Iguodala, Karl ed il suo gioco e non si sono ancora visti Danilo Gallinari e JaVale McGee, la conseguenza è che ripetere i risultati ed il gioco estremamente positivi dello scorso anno è stato impossibile. Il primo a risentire di tutto ciò è stato Kenneth Faried che ha visto il suo minutaggio calare insieme alle sue prestazioni. Molto dipende dal cambio di sistema, “Manimal” ci sguazzava in quello di Coach Karl mentre quest’anno le richieste dell’allenatore sono diverse. Gli ultimi sette giorni di Kenneth sono stati tra i peggiori della stagione, in 3 partite solo una volta sopra i 20 minuti, poco più di 3 rimbalzi e 5 punti di media che confrontanti alle medie stagionali, e soprattutto a quelle dello scorso anno, non rendono giustizia ad un giocatore che ha fatto vedere di essere devastante in determinate circostanze.

*K.Irving, J.Wall, D.Wade, Jo.Crawford, Markieff Morris, D.Lee e T.Young ad un punto.

Nome Punteggio settimana Totale
K.Durant +2;+1 +13
C.Paul +6
K.Love +5
P.George +1 +5
L.Aldridge +5
L.James +4
M.C.Williams +3
S.Curry +2
B.Griffin +2
G.Vasquez -2
JR Smith -2
K.Faried -2 -2
A.Bynum -2
R.Rubio -2
OJ Mayo -2
E.Kanter -4
A.Bennett -6

 

 

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TOP TEAM – Indiana Pacers

13-2 nelle ultime 15, in quintetto hanno un candidato MVP (George), il primo candidato al MIP (Stephenson) ed il miglior centro difensivo della Lega (Hibbert), in panchina siede quel genio di coach Vogel (che siederà anche sulla panchina di New Orleans come allenatore della Eastern Conference all’All Star Game) ed a coordinare il tutto c’è il president of basketball operations Larry Bird, ovvero l’unico uomo ad aver vinto MVP, Coach of the Year e Executive of the Year durante la sua carriera: i Pacers sono ufficialmente LA squadra da battere per arrivare fino in fondo, non solo ad Est, ma nella NBA intera visti gli ultimi chiari di luna degli Heat senza Wade e di OKC senza Westbrook. Indiana ha da poco ritrovato il suo ex leader Danny Granger, che non ha destabilizzato più di tanto i minutaggi e le rotazioni all’interno della squadra: Granger ha ancora bisogno di qualche partita per terminare il suo “rodaggio”, ma siamo sicuri che il suo ritorno non può certo fare male ad una squadra che punta alla vittoria finale come i Pacers.

FLOP TEAM – Milwaukee Bucks

Ultimi, anzi ultimissimi della NBA. Solo 7 vittorie su 40 gare di stagione regolare, 9 sconfitte in fila (striscia aperta) e un futuro non così roseo come si potrebbe sperare. Già da quest’estate era chiaro che i Bucks avrebbero ” tankato”, o quantomeno non si sarebbero disperati in caso di continue sconfitte. L’infortunio ed il calo di Larry Sanders e le delusioni Ersan Ilyasova e OJ Mayo non hanno fatto altro che peggiorare la situazione e, come se ciò non bastasse, il Draft 2014 rischia di perdere 2 pezzi pregiatissimi: Joel Embiid e Jabari Parker, entrambi dati tra le prime 3 scelte, ed entrambi rischiano di non iscriversi al draft e di rimanere al college per un altro anno.  Toronto, Houston, Memphis e San Antonio hanno passeggiato più che agevolmente sui Bucks nell’ultima settimana come dimostra il -16.3 di plus/minus medio, un dato che non ha bisogno di inutili spiegazioni. Da salvare di questa stagione, esclusi i buoni segnali di Henson, non c’è davvero nulla, soprattutto se la lottery si rivelerà sfortunata.

 

*Clippers, Thunder, Suns, Spurs, Wizards a +2 punti. Kings, Nuggets, Lakers, Bulls e Knicks a -2.

Squadra Punteggio settimana Totale
Portland Trail Blazers +6
Indiana Pacers +2 +4
Golden State Warriors +4
Milwaukee Bucks -6
Brooklyn Nets -8

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