Top&Flop NBA: Z-Bo e i Clippers in netta rimonta, già finita la magia Hornets?

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Secondo lunedì e primo appuntamento dell’anno per il settimanale sui migliori e peggiori della NBA. Come al solito negli States bastano pochissime settimane per rovesciare tutto e cambiare, anche drasticamente, gli equilibri. E’ il caso dei Los Angeles Clippers che nello stupore generale hanno vinto le ultime 9 partite giocate, tutte senza Blake Griffin o di Zach Randolph che dopo un inizio deludente e la “retrocessione” in panchina è tornato più in forma che mai. 

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TOP TEAM – Los Angeles Clippers

Le aspettative ad inizio anno erano veramente elevate, sia per il modo rocambolesco con cui ci hanno lasciato lo scorso anno, sia per gli acquisti estivi che hanno migliorato un roster già molto competitivo. Le prime 20/25 partite stagionali hanno evidenziato invece numerosi aspetti negativi: un attacco fermo, una difesa orribile, un CP3 non pienamente coinvolto e una squadra senza carattere. Doc Rivers ha provato a cambiare la situazione schierando vari quintetti, sicuramente non si sarebbe aspettato che per vedere finalmente una vera squadra sarebbe stato necessario l’infortunio di Blake Griffin. Chris Paul ha preso in mano la squadra costringendola ad avere un atteggiamento completamente diverso e vincere ben 9 partite di fila. Il terzo posto è ora ad un passo e con il ritorno di Griffin le cose potrebbero andare ancora meglio, abbiamo una nuova contender?

FLOP TEAM – Charlotte Hornets

La stagione degli Hornets è perfettamente speculare a quella dei Los Angeles Clippers. Contro ogni aspettativa hanno cominciato nel migliore dei modi esprimendo un bel gioco ed ottenendo ottimi risultati, ma da un paio di settimane a questa parte le cose sono cambiate e dal 17-13 si è passato ad un negativo 17-20. Sicuramente ha influito su tutto ciò l’infortunio di Al Jefferson che, numeri alla mano, sta disputando la peggiore stagione della carriera ma rimane comunque un signor giocatore, soprattutto se consideriamo che è l’unico ad avere esperienza ed un certo fisico nel reparto lunghi. Ciò che più è grave è che in settimana hanno perso contro Nuggets e Suns che attualmente sono tra le peggiori squadre NBA. Ad Est si prospetta una guerra molto intensa e dura per raggiungere gli ultimi spot disponibili per l’accesso ai Playoff, serie negative così lunghe tenderanno a pesare nei prossimi mesi.

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TOP PLAYER – Zach Randolph

Come al solito la scelta non è stata semplice. In settimana abbiamo assistito a delle prove grandiose da parte di Chris Paul, premiato dalla NBA come miglior giocatore della Western Conference grazie a quasi 24, 12 e 5 di media, LeBron James, player of the week per la Eastern Confernece con oltre 26, 7 e 7 ma anche DeMarcus Cousins autore di 3 trentelli e 4 doppie doppie nelle 4 partite giocate in settimana e Draymond Green che da un paio di settimane ci sta deliziando a suon di triple doppie.

Per una volta non vogliamo premiare il migliore in assoluto ma il migliore in relazione a quanto fatto in precedenza ed, in questo caso, non si possono avere dubbi: Zach Randolph. Per i Grizzlies non è stata una stagione particolarmente felice fino ad ora, per Zach Randolph è stata una rovina fino ad una ventina di giorni fa tanto che Joerger ha deciso di farlo partire dalla panchina. Come ci si poteva aspettare, la reazione d’orgoglio di Z-Bo non ha tardato ad arrivare: 19 e 9 di media degli ultimi 15 giorni, numeri che lievitano ulteriormente se consideriamo solo l’ultima settimana chiusa con 22 punti, 11 rimbalzi oltre una stoppata e una rubata con il 50% dal campo, uscendo dalla panchina e giocando poco più di 30 minuti. 

FLOP PLAYER – Marc Gasol

Non ci muoviamo da Memphis. La testimonianza più eclatante di quanto le cose non stiano andando molto bene in casa Grizzlies ci è data dalla mancanza di giocate e intesa tra Gasol e Randolph che per anni sono state il marchio di fabbrica della squadra. Parlando in generale, anche da Marc Gasol ci si poteva aspettare qualcosa in più, un leader dovrebbe fare la voce grossa e caricarsi la squadra sulle spalle quando le cose non vanno bene, quando uno dei compagni migliori (Mike Conley) è ai box e l’altro (Zach Randolph) sembra essere fuori forma. Da parte dello spagnolo non c’è stata alcuna reazione, anzi, contemporaneamente alla crescita di Randolph si è fatto ulteriormente da parte. Prendiamo in considerazione le statistiche sui 15 e 7 giorni come fatto con Randolph: nell’ultimo mezzo mese tira con il 32%, segna 13.5 punti e non arriva a 7 rimbalzi in ben 36 minuti, del tutto deleterio l’apporto alla squadra negli ultimi match chiusi con neanche 10 punti di media e il 26% dal campo. 

Sembra chiaro che se i Memphis Grizzlies vogliono avere voce in capitolo nei Playoff devono ritrovare i vecchi equilibri e far collaborare al meglio i loro lunghi. L’esperimento di Jorger che sta provando ad usare sempre di più il quintetto piccolo non sta producendo i risultati sperati anche perchè la pericolosità offensiva di alcuni esterni non preoccupa le difese. Situazione che è decisamente in evoluzione, non sono da escludere ulteriori interventi sul mercato dopo l’arrivo di Mario Chalmers che si sta rendendo protagonista di ottime prestazioni, soprattutto ora che Conley è indisponibile.

Luca Diamante

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