Torino-Varese, le parole dei protagonisti in conferenza stampa

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La FIAT Torino torna a sorridere battendo la Olpenjobmetis Varese per 72-66 e trovando due punti fondamentali per la salvezza. Ecco come hanno commentato il match i due allenatori protagonisti dell’incontro.

Queste le dichiarazioni del coach sconfitto, Attilio Caja:
Partita che abbiamo giocato sui binari che volevamo, sul ritmo che volevamo, sui punteggi che volevamo perchè dovevamo assolutamente stare attorno ai 70 punti però devo dire che la qualità che ha messo in campo oggi Torino è stata superiore e migliore della nostra. Hanno avuto diversi giocatori che hanno fatto buone giocate, da Hobson a McAdoo, Portannese, Moore; il loro 52% de tre punti contro il nostro 29% è stato sicuramente quello che ha fatto pesare la partita. Nei momenti chiave noi sbagliamo un tiro da tre, loro segnano con Portannese. Nel primo tempo abbiamo fatto delle buone cose però noi dovevamo fare dei tiri da liberi e loro realizzavano dei tiri da marcati: hanno avuto più qualità, e nella pallacanestro chi ha più qualità vince.
Possono pesare a fine campionato questi sei punti persi con Pistoia, Reggio Emilia e Torino? Possono pesare per che cosa? Non siamo mica l’Armani noi. Chi siamo noi per dover vincere a Torino? Perchè Torino non può vincere con noi? Forse a Varese qualcuno se l’è dimenticato, oltre ad essere poco rispettoso nei confronti di chi ci ha battuto, noi non siamo mica l’Armani o il Fenerbahce. Chissà per quale motivo dovremmo recriminare di aver perso. I ragazzi stanno facendo un grande lavoro, qualsiasi cosa facciano io li ringrazierò sempre. Per noi l’assenza di Archie è sicuramente stata pesante, ma non è un alibi. 

Ecco invece le parole di coach Paolo Galbiati:
“Stefano (Comazzi) è qua con me perchè l’ho sempre lodato e oggi ho il piacere che sia qua. Oggi abbiamo preparato la partita, rispettato tutto quello che volevamo fare, abbiamo fatto una partita notevole. Poi abbiamo avuto la solita non troppa lucidità nel finire, si poteva finire decisamente meglio, però sono molto contento perchè siamo riusciti a rispettare il piano partita. Penso che abbiamo tanti meriti nell’aver fermato Avramovic, c’è stato dietro un lavoro tutta la settimana, complessissima però importante. I ragazzi che sono venuti ci hanno dato una grande mano, chi si è allenato è sempre stato molto disponibile, ha speso tantissimo, e sono veramente contento. La chiave è stata difensiva, al di là dell’assenza loro (per la quale, in tutta onestà, sta mattina abbiamo pensato ‘finalmente una botta di culo anche a noi’, perchè si sa, il culo non esiste ma ogni tanto aiuta). Ci portiamo via i due punti, ora dobbiamo continuare a stare sul pezzo. Bisogna andare a Pistoia a giocare una buona partita. Dobbiamo finire il campionato nella miglior modo possibile e poi la società deve ripartire.
L’utilizzo dei giocatori è cambiato? Abbiamo letto la partita, perchè abbiamo un’idea di minutaggi però oggi sinceramente Cusin ha meritato di giocarla e di finirla, Poeta ha meritato di giocarla e di finirla, Portannese ha meritato e di finirla. Ad un minuto dalla fine Portannese mi sembrava stanco, ho chiamato Hobson e mi ha chiesto ‘per chi vado?’ e quando gli ho detto Portannese lui mi risponde ‘no no lui si merita di finirla’. Questo penso sia un piccolo nostro successo, perchè oggi abbiamo messo da parte la gloria personale per la gloria della squadra. Anumba ci ha dato una mano, si merita di giocare. Oggi tutti hanno portato il loro mattoncino, ma non abbiamo fatto ancora niente. Dobbiamo tornare al lavoro.
Avete lavorato bene su Avramovic, togliendogli spazio. Il piano partita partiva da li? Il piano partita era molto incentrato su Avramovic e sulla grandissima circolazione sugli esterni che Varese ha. Se fossimo riusciti a farli pensare e non fargli muovere la palla velocemente potevamo limitarli molto. Tanto è partito da lì. Lui ha fatto veramente fatica, si è innervosito all’inizio.
Tornando alle questioni umane, ci sono stati tanti gesti durante la partita. Nell’intervallo Hobson ha fatto scendere in panchina uno dei ragazzi che si sono allenati con voi in settimana (Andrej Jakimovski, n.d.r.), è cambiato qualcosa o è semplicemente il mood di questa partita? Io non ho paura a dirlo; lavoriamo tanto e gli rompiamo tanto le scatole. Questa settimana i tre ragazzi che sono venuti ci hanno dato una mano incredibile. Avete letto, mercoledì se non ci fossero stati loro ci saremmo allenati in 8/9. Questi sono venuti a lavorare come i matti, nessuno li aveva mai visti e si sono calati nella realtà e ci hanno aiutato. I nostri ragazzi hanno capito questo gesto e ci hanno permesso di lavorare con un po’ più di qualità che spesso ci è mancata, perchè comunque sono dei ragazzi interessanti, certo ancora acerbi ma ci hanno aiutato tanto. Hobson nella sua follia è una brava persona, tende a riconoscere certe cose, quando è lucido. Non mi faccio illusioni, perchè da martedì torniamo in palestra e magari siamo di nuovo in 8.
Giovedì c’è l’assemblea dei soci. Quanto la squadra è disponibile ad aspettare l’evolversi della situazione? Io ho detto alla squadra più volte: potete fare due cose, o andare via o finire la stagione. Se vogliono avere un contratto migliore l’anno prossimo devono finire la stagione bene. Sta a loro, sicuramente questa vittoria ci dà una piccola mano. Feira, Terzolo, Bartocci stanno lavorando come i pazzi perchè io tendenzialmente sono un rompic*****oni e li chiamo quasi tutti i giorni; tante volte mi dicono che sono in riunione e mi richiamano un’ora dopo, non penso che non lo facciano perchè non vogliono, penso che stiano lavorando veramente tanto per il futuro di questa società, perchè questa città qua è bellissima e se lo merita. Chiederemo ai giocatori di andare in campo e vincere le partite, sperando che tutto si risolva al meglio. 
Sulla sirena hai fatto tutto il campo per correre dalla tua fidanzata e darle un bacio liberatorio. Cosa c’è in questo? C’è che mi aiuta tanto, c’è che mi sopporta. Basta? Che brutta domanda che mi hai fatto (ride e si commuove, n.d.r), sai che non dormo la notte, poverina. Chiamo Wilson di notte e lei la mattina si alza e mi dice ‘mi hai chiamato Wilson’. Dai, che domanda del c*zzo”. 

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