Valerio Antonini, dopo qualche giorno di silenzio, è tornato a parlare intervistato dalla TV locale piemontese Sestarete. Il patron della Trapani Shark, tornata nel frattempo Società Dilettantistica in seguito all’esclusione dal campionato di Serie A, ha mantenuto la propria linea, non risparmiando gli ormai soliti attacchi all’amministrazione comunale e all’ecosistema trapanese.
“Ho commesso grandissimi errori di superficialità e di confidenza eccessiva verso gli altri. Mi sono fidato del sindaco che mi ha teso, non so se volontariamente o involontariamente, tanti tranelli, presentandomi personaggi borderline. E quindi questo certamente è stato un grande errore. Superficialità nel dare fiducia al mio commercialista, che ci ha proposto quell’operazione dei crediti che poi si sono rivelati inesistenti. E certamente ho commesso un grandissimo errore nel credere che, dopo tutto quello che avevo fatto, avessi guadagnato dei crediti nei confronti della tifoseria e della città: cosa che si è sciolta come un gelato al sole non appena ci sono state le prime difficoltà” ha detto Antonini quando gli è stato chiesto se ritenesse di aver commesso qualche errore.
E sulla battaglia che ha promesso presso la giustizia ordinaria, dopo aver fallito con quella sportiva: “Sono solo. Sono assolutamente solo. No, ho i miei collaboratori: quelle persone che non mi hanno mai abbandonato, persone perbene, persone serie, che sanno benissimo quello che io sto subendo; evidentemente riconoscendo che anche noi abbiamo commesso degli errori, probabilmente, che hanno agevolato questa situazione. Ma questa cosa, quello che è successo a me, è clamoroso. Credo che non verrà mai più nessuna imprenditoria a investire in Sicilia: di questo io ne sono convinto, dopo quello che è successo. E certamente non nella provincia di Trapani. E credo che, paradossalmente, oggi siano riusciti a tirare fuori da me quello che io negli ultimi anni avevo tenuto nascosto, ossia una grande determinazione nel vedere ripulita la mia immagine, sporcata da quattro delinquenti e da un sistema di informazione che gestisce le notizie a proprio piacimento, in funzione di interessi che vanno al di là della verità”.
E i tifosi? “In questo momento non mi sento di dir loro niente. Assolutamente niente, perché credo che in questo momento la cosa più importante sia ristabilire la verità dei fatti. Il tifoso granata mi ha insultato nell’ultima partita, spudoratamente. C’è una presenza di tifosi perbene, persone perbene, persone serie a Trapani, che sono state completamente, diciamo, soggiogate, calpestate da quella parte invece di tifoseria bietta, assolutamente volgare. L’abbiamo visto con insulti a me, alla mia famiglia, ai miei figli, davanti alla scuola dei miei figli, che hanno due anni e tre anni: cose di una porcheria senza precedenti. In questo momento io sto pensando esclusivamente a me, che sono la persona più danneggiata, quella che ha subito il danno più grande economico, morale, psicologico, d’immagine: clamoroso. E quindi, in questo momento, non me ne frega assolutamente nulla se non di ristabilire la verità dei fatti. La verità dei fatti è stata calpestata per interessi superiori a quelli che erano la realtà dei fatti“.
Fonte: Sportando
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