Una scena inedita per il palazzetto trapanese, dove nelle ultime ore pattuglie della polizia municipale presidiano il Palasport “Ettore Daidone”, denominato PalaShark. La decisione del sindaco Giacomo Tranchida è motivata dal timore che, con la Trapani Shark esclusa dal campionato di Serie A, strutture e attrezzature – fino ai canestri – possano essere smontate o sottratte da persone ignote, come scritto su La Repubblica.
L’esclusione della Shark, comunicata lunedì dal Giudice Sportivo Nazionale della Federazione Italiana Pallacanestro, è l’esito di una serie di difficoltà tecniche e societarie che hanno portato il club a non poter più proseguire la stagione in corso. Con questa decisione, la squadra non disputa più la Serie A 2025-26, potendo al massimo iscriversi in futuro a campionati regionali dopo aver saldato i debiti.
Il presidio del PalaShark: un segnale di allarme
Con atleti e staff ormai svincolati e gli allenamenti sospesi, il sindaco ha disposto la vigilanza costante dell’impianto per scongiurare “atti di vandalismo nei confronti dell’infrastruttura comunale” e possibili tentativi di effrazione o smontaggio delle attrezzature interne. Le pattuglie di vigili hanno infatti l’ordine di segnalare per tempo eventuali anomalie.
Questo controllo rientra in una fase di forte incertezza: sebbene la società mantenga formalmente una convenzione trentennale con il Comune per la gestione del palasport firmata nel 2023, l’amministrazione aveva già avviato l’iter per la revoca della concessione.
Le parole del sindaco Tranchida
Nelle ore successive all’esclusione della Trapani Shark dal campionato, il sindaco del capoluogo siciliano Giacomo Tranchida ha pubblicato un post su Facebook a riguardo, in cui definisce la città “parte lesa” in questa situazione. L’amministrazione comunale, dopo un sodalizio positivo con Valerio Antonini fino a circa un anno fa, negli ultimi mesi ha intrapreso una battaglia col patron granata, inizialmente sul vincolo del PalaShark e poi in generale su tutta la vicenda. “L’epilogo, nefasto, ampiamente prevedibile (senza essere l’oracolo di Delfi) della parabola sportiva, sposta adesso il ‘campionato’ nelle opportune sedi giudiziarie? Ebbene, la Citta’ di Trapani, non solo i tifosi e gli sportivi, i trapanesi tutti sono PARTE LESA. È il momento della grande amarezza! Anch’io, inizialmente, mi ero fidato. Non lo nego e da tempo ho fatto mea culpa!” ha scritto Tranchida.
Tifosi, abbonati e class action
La delusione dei tifosi è palpabile. Circa 3.400 abbonati stanno organizzando una class action per ottenere la restituzione di metà della spesa sostenuta per assistere alle gare casalinghe della Shark in Serie A, visto che nel girone di ritorno non ne potranno vedere.
