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Trapani Shark: “Siamo INDIGNATI! PERSEGUITATI da un sistema”

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La Trapani Shark Srl rompe il silenzio e lo fa con un comunicato ufficiale durissimo, destinato a far discutere tutto il basket italiano.

Dopo la surreale gara contro Trento, conclusa dopo appena 4’11 e già entrata nella storia della Serie A per quanto accaduto in campo, la società granata prende posizione accusando apertamente FIP, Lega Basket e TFN di aver orchestrato una vera e propria persecuzione ai danni del club.

Questo il comunicato del club:

La società Trapani Shark Srl è profondamente addolorata e indignata per aver assistito, insieme a quella parte civile, sana e appassionata della tifoseria trapanese, a questa indecente, scandalosa e umiliante esibizione sportiva, che rappresenta un vero e proprio scempio che ha ferito l’essenza stessa del basket.

Uno spettacolo forzato da ragioni talmente evidenti e incontrovertibili che solo ignoranti dei regolamenti federali o pseudo-tifosi accecati dall’odio verso il nostro Presidente potrebbero non comprendere: un blocco del mercato ingiustificato, penalizzazioni arbitrarie e una serie di sentenze del TFN, rafforzate da documenti “chiariti” in modo a dir poco sospetto dall’Agenzia delle Entrate di Trapani in sole 24 ore, ribaltando da IVA a IRPEF/INPS per giustificare sanzioni inesistenti, nonostante un regolare DURC emesso il 19 Giugno 2025 ed in possesso delle autorità sportive giudicanti.

Per la nostra società esiste un solo responsabile, e non è la Trapani Shark: è un sistema organizzato in modo tale da gestire i regolamenti e le procedure a proprio piacimento, con FIP, direttivo Lega e TFN, che hanno studiato a tavolino la distruzione della nostra squadra nei minimi dettagli , dal blocco del mercato alla fuga dei giocatori, lasciandoci senza organico e senza allenatore, in una condizione disumana e antisportiva.

Porteremo questo scempio nelle sedi legali sportive, come impone il regolamento (altrimenti sappiamo già cosa ci aspetta: ulteriori persecuzioni), ma soprattutto nelle aule giudiziarie civili e penali, dove questa vicenda diventerà uno dei casi legali più complessi e clamorosi degli ultimi decenni nello sport italiano. Abbiamo in possesso elementi determinanti , ivi inclusi precedenti, documenti manipolati e violazioni procedurali gravi , che troveranno giustizia nelle sedi opportune, portando a risarcimenti multimilionari per i danni irreparabili subiti: patrimoniali, morali e sportivi.

Se qualcuno pensa che la società si dia per vinta, non ha capito la nostra strategia e dove vogliamo arrivare. Le prossime settimane renderanno tutto più chiaro: questa battaglia è appena cominciata, e non ci fermeremo fino a quando non sarà ripristinata la dignità calpestata di una squadra, di una città e di un’intera regione.

La Trapani Shark non si arrende: combatterà con ogni mezzo per esporre e punire questa persecuzione sistematica.

“Uno spettacolo indecente e umiliante”

Nel comunicato, Trapani si dice “profondamente addolorata e indignata” per quanto avvenuto, definendo l’esibizione sportiva vista al PalaShark come “indecente, scandalosa e umiliante”, uno scempio che ha ferito l’essenza stessa del basket. La società sottolinea come una parte sana e civile della tifoseria abbia vissuto con dolore una situazione ritenuta forzata e inevitabile.

Secondo il club, solo chi ignora i regolamenti federali o chi è mosso da odio personale verso il presidente potrebbe non comprendere le reali cause di quanto accaduto.

Accuse pesanti: mercato bloccato e sanzioni arbitrarie

Trapani individua l’origine della crisi in una serie di provvedimenti giudicati ingiustificati e arbitrari:

  • blocco del mercato,
  • penalizzazioni ritenute illegittime,
  • sentenze del Tribunale Federale Nazionale,
  • rafforzate – secondo la società – da documenti fiscali “chiariti” in modo sospetto dall’Agenzia delle Entrate di Trapani in sole 24 ore.

Nel mirino anche la trasformazione delle contestazioni da IVA a IRPEF/INPS, nonostante l’esistenza di un DURC regolare emesso il 19 giugno 2025, già in possesso delle autorità sportive.

“Non siamo noi i colpevoli, ma un sistema”

La Trapani Shark respinge ogni responsabilità e punta il dito contro quello che definisce un sistema organizzato capace di piegare regolamenti e procedure a proprio piacimento. Secondo la società, FIP, direttivo della Lega e TFN avrebbero programmato a tavolino la distruzione della squadra, portando al blocco del mercato, alla fuga dei giocatori e persino alla mancanza di un allenatore.

Una condizione definita disumana e antisportiva, che avrebbe reso impossibile competere regolarmente nel massimo campionato.

Battaglia legale senza precedenti

Il comunicato annuncia una doppia offensiva legale. Da un lato, Trapani si muoverà nelle sedi sportive, come imposto dai regolamenti; dall’altro, la società promette di portare il caso anche nelle aule civili e penali, parlando apertamente di uno dei casi giudiziari più complessi e clamorosi degli ultimi decenni nello sport italiano.

Il club sostiene di essere in possesso di documenti determinanti, precedenti, atti manipolati e gravi violazioni procedurali, che potrebbero portare a risarcimenti multimilionari per danni patrimoniali, morali e sportivi.

“La Trapani Shark non si arrende”

Il messaggio finale è chiaro: Trapani non si dà per vinta. La società promette battaglia fino in fondo per ripristinare la dignità di una squadra, di una città e di un’intera regione, ribadendo che questa è solo l’inizio di una lunga guerra legale.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se la Trapani Shark riuscirà a ribaltare una situazione che rischia di lasciare un segno profondo non solo sul club, ma sull’intero movimento del basket italiano.

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