Bruttissimo episodio a Trapani, dove nelle scorse ore Valerio Antonini è stato aggredito nel centro storico, in pieno giorno. La notizia è stata data dal Trapani FC, società calcistica di cui Antonini è proprietario e che nella scorsa stagione è retrocessa in Serie D a causa dei 25 punti di penalizzazione ricevuti. Secondo la ricostruzione del club granata e dello stesso Antonini, l’autore del gesto sarebbe uno dei 3 capi ultras del Trapani FC, che si sarebbe avvicinato rapidamente all’imprenditore buttandolo a terra e aggredendolo con calci e pugni. Antonini è stato portato in ospedale dove le sue condizioni sono monitorate: poco fa il patron granata ha tenuto una diretta Facebook di una ventina di minuti, raccontando quanto accaduto e rivelando di avere una costola rotta e varie escoriazione.
“La società è sconvolta e indignata per quanto accaduto e confida nel lavoro delle forze dell’ordine, che hanno già avviato le indagini per individuare e assicurare alla giustizia il responsabile di questo atto gravissimo” si legge nel comunicato del Trapani FC. Un episodio che ovviamente non fa che inasprire il rapporto tra Valerio Antonini e la città di Trapani: “È una città che non si merita assolutamente nulla, evidentemente la lascio nella stessa condizione in cui l’ho trovata. C’è una violenza incontrollata, chiunque prova a dire qualcosa di diverso viene aggredito e, come nel mio caso, minacciato in ogni modo fino ad arrivare alla violenza fisica. È una pagina che getta un’ombra inquietante sulla città”.
Quanto accaduto, secondo Antonini, porta inevitabilmente alla conclusione del suo rapporto anche con il Trapani FC, per il quale solo ieri aveva annunciato che presto avrebbe presentato i giocatori e lo staff per la nuova stagione: “Se il Bari spera nella B, se Foggia la C, mi considero già riammesso in Serie C. E non lo dico tanto per dire” aveva scritto su Facebook. Invece ora l’imprenditore che da 3 anni fa promise di portare Trapani ai vertici sportivi sia nel calcio che nel basket ha preso la decisione di abbandonare la città in favore forse di Palermo, progetto di cui aveva parlato nelle scorse settimane e che ha menzionato anche nella diretta di oggi: “Se c’era una sola possibilità che riportassi la squadra di calcio a Trapani ora è fallita, rimarrà a Palermo così come la squadra di basket qualora ottenessimo la Serie A. Io qui ho finito, la mia vita qui è finita, ma è una sconfitta per voi non per me”.
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