Trieste – Cantù: le parole di coach Pashutin, coach Dalmasson e Wright al termine del match

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Dopo la vittoria di Trieste per 102-82 su Cantù nella sala stampa dell’Allianz Dome sono intervenuti i due allenatori e del match e Chris Wright.

Queste le parole di coach Pashutin:

«Per noi è stata una partita molto dura. Il nostro obiettivo era quello di limitare i tiratori di Trieste: Cavaliero, Strautins, Fernandez, Sanders, ma non ci siamo riusciti. Dovevamo mettergli pressione ed, invece, a loro abbiamo concesso troppi tiri aperti».

«Abbiamo poi provato a reagire nel quarto periodo – ha proseguito Pashutin – ma, con venti o più punti di svantaggio, ormai era troppo tardi. Nell’ultima frazione abbiamo anche tirato fuori un po’ del nostro carattere ma la partita era già decisa, dovevamo farlo prima. La nostra è stata una mentalità troppo morbida, senza una vera difesa e Trieste ci ha puniti. Loro sono una buona squadra, hanno meritato di vincere e gli auguro il meglio».

«Come sapete questo non è affatto un buon momento per noi – fa presente il tecnico russo alla stampa – ci sono tante voci in giro, chiacchiere che di certo non ci fanno bene, ma questa non deve essere una scusa. Come non deve essere una scusante anche l’assenza di Mitchell. Ai miei ragazzi ho detto di guardare avanti. Negli spogliatoi ho detto alla squadra che bisogna restare uniti ma che per farlo serve una mentalità assolutamente diversa, dobbiamo lottare come dei guerrieri, senza piangerci addosso. Questa è la vita, non bisogna mai mollare».

«La vita a volte ti colpisce ma serve restare in piedi, senza cadere. Il futuro continua. Nella vita bisogna avere personalità. I giocatori sono dei professionisti – ha concluso l’head coach di Cantù – ma prima di tutto devono essere uomini e, questo, è quello che ho detto alla squadra nel post gara».

Di seguito, invece, il commento di coach Dalmasson e di Chris Wright.

Dalmasson: “Innanzitutto è giusto dare onore e merito a Cantù, che ha approcciato la partita con grande serietà ed impegno fino alla fine, prova ne sia anche il fallo tecnico preso dal loro allenatore nel quarto periodo, quando avrebbe potuto anche rimanere seduto senza reazioni. Hanno giocato con grande professionalità, mentre noi siamo stati altalenanti nei primi venti minuti: bene in attacco, ma un pò molli in difesa, con un loro parziale di 0 – 7 alla fine del secondo periodo. Nella terza frazione abbiamo tenuto una dimensione difensiva diversa e, da lì, abbiamo costruito canestri facili che ci hanno fatto incanalare la gara sui giusti binari. Relativamente all’aspetto della distribuzione dei punti, se ci passiamo la palla riusciamo a diventare pericolosi in tanti e siamo difficilmente decifrabili per le formazioni avversarie: si tratta di un processo di conoscenza che però è andato a rilento in questi mesi, stante la nostra situazione infortuni. Questa sera, per la prima volta, avevamo quasi tutti a disposizione e si è visto”.

Wright: “All’Allianz Dome c’era una grande atmosfera, mi sono divertito tantissimo. I tifosi ci hanno supportato dall’inizio alla fine, sono stati straordinari, un vero sesto uomo in campo. Tutto questo ci aiuta moltissimo e, in più, le squadre avversarie sono intimorite da un’atmosfera del genere: venendo alla partita, siamo ancora senza Walker, ma abbiamo giocato bene, con un sacco di energia. Nel secondo periodo abbiamo avuto qualche piccolo calo, ma poi ci siamo ripresi: siamo stati aggressivi ed abbiamo messo sul campo una buona difesa; certo, possiamo fare ancora meglio, ma in generale posso dire che abbiamo offerto una prova positiva. Per quel che mi riguarda, partendo dalla panchina ho avuto l’opportunità di vedere e “sentire” la partita, osservando diversi aspetti: poi, una volta sul parquet, ho cercato di dare il mio contributo per aiutare al meglio il team, provando a mettermi nelle giuste posizioni in difesa e far prendere tiri giusti ai miei compagni. Voglio portare energia e far sì che tutti si sentano a proprio agio in campo, è il mio lavoro e devo farlo per tutta la stagione. A riguardo della mia caviglia, devo dire che la comunicazione fra dottori e squadra è stata ottima e questo mi ha permesso di arrivare al giorno della partita nella situazione migliore per poter scendere in campo”.

Fonte: Ufficio Stampa Pallacanestro Trieste 2004 & Pallacanestro Cantù

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