Pallacanestro Trieste: le dichiarazioni di Mauro e Dalmasson dopo la conquista della Serie A

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La Pallacanestro Trieste 2004 è tornata in Serie A dopo 14 anni di assenza, una cavalcata inarrestabile quella della squadra giuliana. L’Alma, infatti, dopo aver vinto la Supercoppa e il proprio girone, è riuscita anche a conquistare la vittoria finale contro la Junior Casale e la promozione nella massima serie, con il record di 12-1 nei play-off.

Al termine della gara sia il presidente di Trieste, Gianluca Mauro, sia il coach dei triestini, Eugenio Dalmasson, hanno espresso il proprio entusiasmo e la propria gioia per questo grande traguardo. Di seguito le loro dichiarazioni rilasciate ai microfoni di Sportitalia.

Mauro: “I nostri ragazzi hanno giocato bene, hanno affrontata la gara con la testa giusta nonostante abbiano giocato su un campo difficile come questo. Si tratta del raggiungimento di un grande traguardo, arrivato dopo un percorso iniziato a Settembre quando abbiamo trionfato in Supercoppa. Penso non ci sia ombra di dubbio:  siamo la squadra che questa stagione ha meritato più delle altre di salire in serie A. Siamo stati primi praticamente per tutto il campionato e abbiamo disputato dei play-off straordinari. Ho un allenatore fantastico, dei ragazzi incredibili e una grande proprietà, che ringrazio per avermi dato la possibilità di vivere questo magnifico sogno che tutti i bambini hanno da piccoli e che io ho raggiunto da adulto. Abbiamo lavorato duramente per tutta la stagione e ora finalmente possiamo dirlo: Trieste è tornata dove merita di stare, in serie A!”.

Dalmasson: “Le energie stavano cominciando a venir meno, ma nonostante tutto abbiamo comunque giocato questi play-off facendo in pratica un percorso netto, visto che abbiamo perso una sola partita. Alla fine penso che la differenza fondamentale sia stata l’essere squadra, l’essere un gruppo solido. I nostri giocatori, infatti, non hanno mai messo il proprio ego davanti a quello che era il risultato più importante da raggiungere che era quello della vittoria di squadra. La cosa più difficile per me è stata quella di dover scegliere ogni volta due giocatori da lasciare in tribuna, però nonostante questo il giorno dopo ci siam sempre trovati tutti in palestra con tutti e dodici i ragazzi che lavoravano duramente con grande determinazione ed entusiasmo. Credo che questo sia stato lo spirito su cui abbiamo costruito questa stagione, questa vittoria: lo spirito di gruppo”.

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