Trinchieri sul basket italiano: “Eccellenze e incongruenze: perché siamo l’unico Paese in cui non si possono vedere le partite in streaming?”

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Andrea Trinchieri, coach del Bamberg fresco di rinnovo, ha rilasciato un’intervista a La Provincia toccando diverse questioni riguardanti la sua esperienza tedesca e la situazione del basket italiano.

Trinchieri ha spiegato che la nuova sfida con il Bamberg sarà quella di provare a migliorare una stagione che ha visto il club bavarese vincere il terzo titolo consecutivo e la coppa nazionale, provando a restare competitivo nonostante la perdita dei pezzi pregiati attratti dalle grandi d’Europa. Il destino del Bamberg, non essendo “in cima alla catena alimentare della pallacanestro continentale”, è quello di “prendere, migliorare e lasciare andare giocatori importanti”. Cosa che nessuno in Europa è in grado di fare con gli stessi risultati, grazie ad una “società solida, con le idee chiare e un’ottima programmazione, con scelte intelligenti e funzionali all’obiettivo”.

Secondo Trinchieri la presenza di due allenatori italiani in Germania (nel calcio Ancelotti allena il Bayern Monaco ndr) si inserisce in un contesto di disciplina e organizzazione in cui l’improvvisazione e la creatività nostrana creano un “mix irresistibile” a patto che non domini il concetto “creatività slash scorciatoie”.

Riguardo il campionato italiano il coach milanese ha riconosciuto l’Italia come “nazione delle eccellenze, e ce ne sono tante”, ma anche “nazione delle incogruenze”, facendo l’esempio della fruizione del prodotto basket, chiedendosi “perchè deve essere l’unico Paese in cui le partite non si possono vedere in streaming?”. In ambito più prettamente tecnico nel nostro campionato ci sono sì “buoni giocatori, una grandissima storia di allenatori e tanta tradizione” ma in questo momento “è un po’ arido, oserei dire minimalista” in cui “si fa fatica a vedere un’idea o un progetto”. Per Trinchieri ci sono eccellenze “a macchia di leopardo” e usando una metafora dice che “bisognerebbe girare la chiave, o forse prima trovarla proprio quella chiave”.

Interpellato sulla situazione di Cantù, sua ex squadra, Trinchieri parla di “situazione pirandelliana” dove a fronte di risultati deludenti “mi sembra che stia prendendo il sopravvento chi non vuol vedere, dire o fare”. A Cantù “ci sono tifo e passione” e se in un’altra situazione si fossero vissuti gli attuali dissidi che attraversano il club “si sarebbe assistito ad una reazione diversa” o almeno “una presa di posizione”. Per Trinchieri del passato glorioso dei brianzoli “non c’è più niente” e afferma di esserne dispiaciuto, in quanto Cantù “è stata una parte importante della mia carriera” aggiungendo che “Bamberg me la ricorda, per via delle piccole dimensioni e delle grandi passioni”.

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