Olivier Nkamhoua, ala della Pallacanestro Openjobmetis Varese

Varese mostra il suo lato più fragile in una sconfitta che apre più domande che risposte

Home Serie A News

Imbrigliata, incerta, confusa. Nella sconfitta contro Udine la Openjobmetis mostra il suo volto meno luminoso: quello più opaco e indecifrabile, lontano dalla versione brillante ammirata nelle prime uscite stagionali.

L’APU esegue il piano partita con precisione sin dalla palla a due: pressione continua sul perimetro e fisicità a rimbalzo. Tanto basta per far sì che Varese si infranga contro le proprie fragilità. La squadra di coach Kastritis appare prevedibile, compassata e troppo incline ad accontentarsi del tiro dalla distanza – che, peraltro, non entra quasi mai (3/30…).

L’assenza di Davide Alviti pesa, e molto, ma non può essere l’unica chiave di lettura di una delle prestazioni più deludenti e disorientanti degli ultimi anni. Coach Vertemati limita la Openjobmetis con uno Spencer dominante nel pitturato e con Teletovic e Ikangi pronti, a turno, a chiudere ogni linea di penetrazione su Iroegbu (12 punti con 3/7 da due e 0/2 dall’arco). A questo si aggiunge l’inconsueta incostanza al tiro di Librizzi (45% da tre nei suoi 10.4 punti di media), elemento che diventa pesante quando mancano altri realizzatori affidabili e quando attorno emergono punti interrogativi significativi – uno su tutti, Freeman.

Sono gli ingredienti di una batosta di cui i biancorossi devono innanzitutto prendersi la responsabilità, per un approccio mentale rivedibile e inatteso, tanto da sorprendere lo stesso Kastritis. L’allenatore, lucido e diretto nella sua analisi, non ha risparmiato critiche:

“Non abbiamo giocato in maniera molto intelligente. Questa sera è venuto meno anche l’approccio alla gara, alle difficoltà che Udine ci ha messo di fronte. Non è normale vedere in sette giorni questi alti e bassi: tutto riguarda il nostro atteggiamento e come affrontiamo le difficoltà in partita e in settimana […] Se giochi così male, è difficile vincere una gara in Serie A. Quello che non deve più succedere è andare in campo e offrire una prestazione del genere”.

Tazé Moore, Pallacanestro Openjobmetis Varese - APU Udine
Tazé Moore, ala Pallacanestro Openjobmetis Varese

Udine – squadra per nulla superiore sul piano tecnico ma precisa e costante nel mettere in pratica la propria filosofia – mette a nudo con metodo e organizzazione tutti i limiti di Varese. Tra questi, forse il più preoccupante alla luce dell’investimento estivo, riguarda Olivier Nkamhoua. Schierato da 4 non convince, e infatti Kastritis è costretto a toglierlo più volte e ad alternarlo con Renfro, come accaduto in quasi tutte le gare finora. Trovare un equilibrio all’interno del quadro generale, oggi, appare una sfida sempre complessa.

Matteo Bettoni

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.