A Varese non basta l’orgoglio, l’Acea Roma torna a vincere

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CIMBERIO VARESE 78        ACEA ROMA 86

Nell’ultima giornata del girone di andata della regular season 2013-2014 torna a vincere Roma dopo la battuta d’arresto casalinga contro Venezia, confermandosi una delle squadre più competitive e convincenti della nostra Serie A. Vittima dei capitolini è stata la Cimberio Varese che, come contro Siena, ha un blackout mentale ingiustificabile in un quarto della partita (il terzo oggi, il secondo la scorsa settimana), che manda in fumo una partita ben giocata dove l’orgoglio e la grinta dell’ultimo periodo avrebbero meritato maggiore fortuna. Nel girone di ritorno Frates dovrà probabilmente lavorare molto sull’aspetto psicologico,anche perché la quadratura della squadra sembra sia stata trovata; l’obiettivo playoff non sarà certo facile vista la numerosa concorrenza agguerrita ma i mezzi tecnici e caratteriali per far bene ed avere continuità ci sono tutti. Dall’altra parte invece, Roma con il nuovo innesto Szewczyk, dimostra di avere un roster molto valido e competitivo con diversi giocatori in grado di poter fare la differenza. L’unico problema quest’oggi è stata la cattiva gestione del robusto vantaggio che ha portato i vice-campioni d’Italia a soffrire fino alla fine, ma un ritorno prepotente dei lombardi era abbastanza preventivabile.

Partita di grande continuità ed efficacia per Jordan Taylor

Varese si presenta in campo sia con Banks che con Hassell, entrambi protagonisti di problemi fisici e di allenamenti differenziati in settimana e sul parquet l’impatto si sente molto. L’inizio della squadra di Frates è infatti ottimo grazie alla tripla inaugurale di Clark e alle giocate di Polonara e dello stesso Hassell che valgono un parziale di 7 a 0. Dalmonte è subito costretto al timeout ma la squadra non ne esce fuori benissimo grazie al gioco da 3 punti di Clark. Nell’azione successiva arrivano però i primi 2 punti targati Jordan Taylor ed inizia la riscossa dell’Acea. Goss e Mbawke si sbloccano ma la differenza la fa Jimmy Baron, entrato dalla panchina come al solito e letale da dietro l’arco. Una sua tripla vale infatti il 14-11  con cui gli ospiti si riavvicinano decisi. L’inerzia del match sembra già essersi spostata e due schiacciate di Mbawke ed Hosley portano i capitolini ad un solo punto di distacco (18-17).La Cimberio però inizia a trovare punti ed iniziative da Adrian Banks che, in collaborazione con il capitano Ere, segna gli ultimi 5 punti della frazione che valgono il 25-20 di fine primo quarto.

Straordinario il primo tempo di Mr Jimmy Baron

La partita continua ad essere piacevole anche nel secondo periodo, soprattutto per i tifosi romani che vedono un Jimmy Baron ancora scatenato. La guardia americana infatti, segna altre due triple (4 totali) e confeziona con Hosley il 9 a 0 iniziale che sconcerta il popolo locale. La scossa prova a darla Scekic con un proficuo viaggio dalla lunetta ma Jordan Taylor fa proseguire il momento di grazia dei suoi da dietro l’arco. Sul 27-32 arriva però l’ottima reazione della squadra bianco-rossa che trova un valido apporto dalla panchina con Rush e De Nicolao (tripla) che vale la parità a quota 32. La panchina varesina continua a farsi sentire grazie ai muscoli di Scekic ma, nemmeno a dirlo, la quinta tripla di Baron (!!) permette a Roma di rimanere a contatto. Inizia così il primo momento della partita in cui non ci sono parziali dell’una o dell’altra compagine ma un equilibrio stabile. Nell’equilibrio è Varese a riuscire a mantenersi avanti al termine del primo tempo per 41 a 39, grazie alla coppia Banks-De Nicolao che vanifica gli sforzi di un buon Bobby Jones.

Il terzo quarto è un pianto amaro per la Cimberio che realizza solo 3 punti per mano di Banks e vive un digiuno di dimensioni quaresimali (quasi sei minuti senza muovere la retina avversaria). Roma invece gioca una pallacanestro che rasenta la perfezione, perfetta in difesa ed implacabile in attacco, dove tutti riescono a dare il loro contributo. Nel tremendo parziale di 18 a 0 (23 a 2 complessivo) si distingue un ottimo Szewczyk, all’esordio con la nuova maglia, che va a referto con sei punti. Confermano invece la loro giornata positiva Baron, Taylor e Hosley, molto aggressivo nel cercare il canestro e spesso in lunetta. La terza sirena così sancisce l’implacabile 44 a 62 che compromette definitivamente le speranze di vittoria dei padroni di casa.

Troppo tardivo il risveglio di Achille Polonara

Infatti, nonostante un quarto finale degno di ammirazione, lo scarto troppo dilatato impedisce a Varese di realizzare una grande rimonta, dovendosi invece accontentare di far stare in ansia gli avversari fino all’ultimo secondo. Come spesso accade, la squadra in vantaggio difetta nell’amministrazione della partita e gli inseguitori, senza nulla da perdere, giocano in maniera più fluida, galvanizzandosi per uno svantaggio sempre più recuperabile. La Cimberio trova due grandi protagonisti sinora mancati, Achille Polonara e Dusan Sakota. I due si mettono a segnare con continuità e trascinano i compagni sotto la doppia cifra di vantaggio (-7 sul 59 a 66). Troppi punti però per essere sprecati in quanto Roma, prima con Hosley, poi con Baron e Taylor (da 3 tanto per cambiare) blocca sul più bello le ambizioni dei rivali nonostante a Sakota e Polonair (23 punti in due in dieci minuti) si affianchino Ere e Banks. Il divario oscilla sempre fra un-8 e un -10 che non accontenta Varese ma nemmeno tranquillizza troppo Roma. Polonara con una schiacciata e Sakota con una bomba tentano di gasare il popolo del PalaWhirlpool ma non hanno fatto i conti con un temibile nuovo avversario: il cronometro. Il tempo è ormai poco e c’è tempo solo per il fallo sistematico. Jones prima e Baron alla fine suggellano infatti una vittoria bella e pesante che dà credenziali forti alla squadra della capitale in vista delle final eight. A Varese va solo una conferma, l’ennesima,delle sue ottime potenzialità sia tecniche che psicologiche per preparare al meglio un duro girone di ritorno.

MVP: Jimmy Baron: non potrebbe essere altrimenti. Le sue percentuali, i suoi risultati, la sua precisione e la sua meccanica al tiro stanno diventando leggenda. E’ diventata presumibilmente l’arma principale dell’Acea soprattutto nei momenti di difficoltà. Segna con continuità quando i suoi annaspano e mantiene viva la squadra nel difficile primo tempo. Nel secondo tempo cala ma si fa trovare pronto nell’agitato finale rimandando Varese a distanza di sicurezza. I suoi liberi chiudono la partita a dimostrazione che è stato lui il protagonista assoluto della gara.

TABELLINI: CIMBERIO VARESE: Sakota 13, Scekic 6, Clark 6, Rush 2, De Nicolao 9, Banks 16, Balanzoni n.e, Ambrosini n.e, Mei n.e, Polonara 14, Hassell 4, Ere 8

ACEA ROMA: Goss 6, Jones 8, Righetti n.e, Tonolli n.e, D’Ercole, Hosley 17, Taylor 19, Baron 22, Szewczyk, 6, Moraschini 2, Mbakwe 6, Finamore n.e [banner]

 

 

 

 

 

 

 

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