Verso Cantù-Orlandina, le parole di Sodini e Di Carlo

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RED OCTOBER CANTU’: MARCO SODINI

«Arriviamo alla prima partita dell’anno probabilmente dopo la nostra peggior settimana, dal punto di vista fisico. Abbiamo avuto e abbiamo giocatori ed allenatori influenzati, Giacomo Maspero e Davide Raucci hanno avuto tosse e dissenteria, Christian Burns non ha saltato allenamenti ma non è stato bene, così come Andrea Crosariol. A questi aggiungiamoci Randy Culpepper che ha molto male alla mano e che abbiamo sottoposto ad esami diagnostici, fa fatica anche a prendere la palla in mano. Poi c’è il capitolo allenatori: coach Kirill Bolshakov ha un’asma bronchiale ed io ho la febbre alta stamattina, quindi non è stata una delle migliori settimane per noi. Questo mi ha obbligato a modificare gli allenamenti perché spesso eravamo soltanto in otto ad allenarci, non il massimo».

POST REGGIO EMILIA

«Quanto alla partita di Reggio Emilia non sono d’accordo con chi ha detto che abbiamo giocato una partita tremenda, siamo partiti benissimo e abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare. Tremendi sono stati solo quei 10’ dopo il nostro parziale iniziale di 15 a 0. Siamo stati presuntuosi e ci prendiamo comunque le nostre colpe, abbiamo perso un’occasione, cosa che ci è già successa altre volte».

IL ROSTER DELL’ORLANDINA, MIX TRA VETERANI E GIOVANI

«La partita con l’Orlandina è da prendere con le pinze e le loro ultime prestazioni non ci devono condizionare mentalmente, anche perché gli ultimi risultati negativi sono causati da qualche infortunio. È un roster composto da giocatori esperti come Eric Maynor, Jakub Wojciechowski, Mario Delas ed Engin Atsur, affiancati da baldi giovani come Arnoldas Kulboka, Mario Ihring e Matteo Laganà che hanno l’opportunità di competere a livelli molto alti, opportunità che spesso non viene concessa a giocatori così giovani. Al loro fianco hanno una società che sa di doverli sopportare e supportare nei loro momenti di difficoltà, anche perché nella loro gioventù possono esserci degli sprazzi di partita in cui questi giovani non hanno la capacità mentale di reagire pur avendo un talento importante. Questo è il motivo per cui in campo hanno ottenuto dei risultati alterni, tuttavia, come società hanno un grande equilibrio perché sanno come proteggere i loro giovani, ammettendo spesso anche pubblicamente i propri errori».

LA PARTITA

«Penso che l’Orlandina verrà a Cantù per giocare una partita tosta, per reagire al loro momento “no”. Noi, invece, non dobbiamo perdere di vista una cosa: non dobbiamo dimenticarci che tutti i possessi sono importanti e che dobbiamo essere consistenti a rimbalzo. Nella partita precedente abbiamo subito troppo a rimbalzo, ancora una volta, così come abbiamo subito troppi canestri facili a Reggio. Ringrazio pubblicamente Giuseppe Di Paolo per il suo contributo preziosissimo nel preparare la partita con video che mi hanno permesso di interfacciarmi con ogni giocatore. Contro Capo d’Orlando il “noi” deve essere anteposto all’”io”. Abbiamo bisogno anche della spinta del nostro pubblico e non dobbiamo piangerci addosso ma essere aggressivi e concreti. È come se fossi un direttore d’orchestra, ho tantissimi pentagrammi, lunghi e piccoli ma sempre dello stesso spartito si tratta. Questa è una squadra di grandissimi solisti che sta comunque imparando a giocare insieme, tutti devono fare la propria parte dello spartito. Se qualcuno stona, stona tutta la squadra. Chi viene a vedere la partita viene semplicemente perché apprezza la nostra sinfonia, noi vorremmo essere la melodia che ognuno vorrebbe ascoltare».

BETALAND CAPO D’ORLANDO: GENNARO DI CARLO

Una settimana complicata per i paladini, alle prese con i problemi fisici di Eric MaynorEngin Atsur (che saranno sicuramente della partita) e Denis Ikovlev, ma l’importanza della sfida fa passare anche questi problemi in secondo piano. Coach Gennaro Di Carlo vuole una gara diversa rispetto agli ultimi nettissimi k.o. contro Avellino e Venezia: “Cantù è una squadra che fa del talento individuale il proprio punto di forza: Culpepper, Chappell, Smith e Burns possono segnare in tanti modi, mentre sotto canestro Crosariol si conferma a livelli importanti dopo l’ottimo campionato scorso a Pistoia. Queste individualità hanno creato i presupposti affinché Cantù facesse la stagione che sta facendo, bisognerà essere bravi a limitare il loro arsenale offensivo, dovremo giocare una partita di grande abnegazione e di grande attenzione. Ci teniamo a fare bene sul loro campo: massima attenzione, massima allerta ma anche massima fiducia nei nostri giocatori, sono convinto che abbiamo tutte le carte in regola per provare a vincere al PalaDesio. Torniamo in campo dopo due sconfitte molto pesanti contro due avversarie di grande valore come Avellino e Venezia, per noi sarà l’occasione di tornare a giocare una partita più consistente con tutte le difficoltà del caso. Credo che la squadra abbia accusato un calo abbastanza normale dopo averle tirato il collo per due mesi tra campionato e coppa, domenica mi auguro di vederla rifiorire. Gli infortuni? Io non ne parlo mai, ritengo che possa essere una mancanza di fiducia nei confronti di chi va in campo e non mi piace mettere le mani avanti. A Cantù giocherà la squadra migliore possibile, che ci darà la possibilità di giocare per vincere contro un avversario molto forte e su un campo difficile. Gli intoppi fanno parte di ogni stagione“.

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