Verso Cantù-Pistoia, le parole di Ramagli, Pashutin e Davis

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ACQUA SAN BERNARDO CANTÙ: EVGENY PASHUTIN E SHAHEED DAVIS

Evgeny Pashutin, capo allenatore della S.Bernardo: «Contro Pistoia – analizza il tecnico russo – abbiamo bisogno di migliorare sotto il profilo della difesa. La scorsa partita con Varese non abbiamo iniziato nel modo giusto, partendo molto male nel primo quarto. In vista della gara di domenica dovremo dunque fare molta attenzione a non ripetere questo errore. In difesa dovremo stare uniti, ognuno dovrà sacrificarsi per il compagno, seguendo alla lettera il piano partita. Con Pistoia sarà una gara difficile, loro hanno davvero un ottimo quintetto con i due Johnson, Peak, Auda e Krubally. Giocatori atletici che entrano in campo sempre con tanta energia  e con tanta voglia di fare, oltre ad essere bravi a muovere il pallone. Il loro sistema prevede molti pick and roll con con le loro guardie, cosa mostrata anche contro una grande squadra come Trento nell’ultimo turno. In campo avremo molto lavoro da fare, in primis dovremo essere attenti a minimizzare il più possibile gli errori in attacco, cercando di condividere il pallone con regolarità. Restiamo uniti per 40’ e – conclude Pashutin – facciamo di tutto per vincere». 

A commentare il prossimo impegno di campionato è anche Shaheed Davis, ala di Cantù in ottima forma, tra i più positivi nelle ultime uscite contro Venezia e Varese. «Dobbiamo stare uniti come una vera squadra – suggerisce il giocatore statunitense – questa è la cosa più importante. In difesa dobbiamo aiutarci a vicenda, mentre in attacco deve esserci più condivisione del pallone. Abbiamo grandi individualità ma da qui in avanti serve cambiare la nostra mentalità, altrimenti nulla andrà per il verso giusto. Domenica dobbiamo farci trovare pronti e giocare nel modo giusto, conterà soltanto vincere», ha concluso Davis.

ORIORA PISTOIA: ALESSANDRO RAMAGLI

“Credo che da parte di Cantù ci sia forte la volontà da uscire dal momento negativo, legato anche alle vicende societarie che -sono le parole del tecnico- indubbiamente hanno pesato sul rendimento della squadra. Noi d’altro canto siamo reduci da tre sconfitte in cui, soprattutto a Torino, non ci sono mancati i rimpianti e dunque c’è grande voglia di tornare a fare punti. Sarà dunque una partita che conterà moltissimo per entrambe le squadre, vista la nostra situazione di classifica. Dovremo essere bravi ad interpretare il match nel modo giusto, sia sul piano fisico che su quello tecnico che, soprattutto, emotivo: alla squadra chiederò di concentrarci su noi stessi e non pensare ai problemi o alle reazioni dei nostri avversari”.

Ramagli presenta così le caratteristiche di Cantù: “Sono la squadra che produce più punti intorno al ferro di tutto il campionato e, al contrario, la squadra che usufruisce di meno del tiro da 3. Le loro caratteristiche sono chiare: amano attaccare il ferro, sono molto efficienti a rimbalzo offensivo, giocano in contropiede e sono bravi in post. Strutturalmente si affidano molto al nucleo americano e in particolare ai quattro giocatori di alto livello che hanno: Gaines, che ama giocare ad alto ritmo, Mitchell, che nonostante gli alti e bassi è in grado di produrre tantissimi punti, Jefferson e Udanoh, due lunghi di assoluta qualità”.

La partita con i brianzoli arriva al culmine di una settimana in cui la squadra non ha potuto allenarsi con continuità, visti i tre impegni in otto giorni: “Il lavoro sicuramente è stato parziale. Ci siamo allenati solo un paio di volte nel vero senso della parola -afferma Ramagli- per il resto si è trattato quasi esclusivamente di sedute di scarico. Purtroppo ieri Krubally ha accusato anche un po’ di febbre e speriamo di poterlo recuperare per domani”.

Il coach prosegue poi parlando dei margini della squadra, dopo le due sconfitte in volata rimediate con Torino e Trento: “Credo che la nostra crescita, evidente rispetto a inizio anno, sia ancora incompleta. Dobbiamo ad esempio imparare a giocare con due lunghi veri contemporaneamente in campo, stabilizzare l’impatto dei giocatori italiani, scoprire appieno le potenzialità di un rookie come Peak che, dopo le prime dodici, tredici gare nel campionato italiano, mi aspetto possa fare ancora meglio sul piano sia emotivo che tecnico. Più in generale, a livello di atteggiamento di squadra -prosegue Ramagli- dobbiamo acquisire la capacità di fare secondi tempi difensivi migliori di quelli fatti fino a oggi: tranne che con Brescia, abbiamo sempre disputato seconde parti di gara non soddisfacenti sul piano difensivo, in contrapposizioni a primi tempi a volte molto buoni. Da questo punto di vista dobbiamo crescere e stabilizzare le nostre prestazioni”.

Ramagli chiude poi con uno sguardo al futuro: “Dobbiamo capire quali saranno le volontà di Dominique Johnson, ma anche nel caso in cui decidesse di andarsene, non dobbiamo aspettarci l’arrivo di qualche campione. Purtroppo l’indispensabile passaggio al 6+6, ha assottigliato ulteriormente le nostre risorse e quindi se dovessimo cambiare è probabile che chi arriverà sia, almeno sulla carta, un giocatore peggiore di Dominique, di cui, comunque, sono -asserisce il coach- assolutamente soddisfatto, perché quello che sta facendo è, anche nei numeri, in linea con quello che ha spesso fatto nella sua carriera”.

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