Verso la finale: Montepaschi Siena

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I biancoverdi sono di nuovo qui, in finale, dove più conta, dove sono stati per sei volte consecutive negli ultimi sei anni, dove molti credevano non sarebbero riusciti ad arrivare in seguito ad una stentata regular season. Invece la squadra del presidente Minucci si appresta ad iniziare la serie finale contro Roma in cui non ha, come non ha mai avuto in questi playoff, il fattore campo ma con dalla sua i favori del pronostico, per quanto possano contare. Il settimo scudetto consecutivo è vicino ma sarebbe sbagliato considerarlo come una semplice continuazione dei sei precedenti. Questa finale è stata infatti un nuovo punto di partenza, aldilà del risultato finale, perchè la rivoluzione estiva era di grande portata, avendo portato via tanti dei protagonisti degli scorsi successi, dal coach Simone Pianigiani a tutti  i migliori giocatori, primo fra tutti il capitano Shawn Stonerook. Con il vice Luca Banchi promosso capo-allenatore ed un budget più che dimezzato sarebbe stato difficile allestire una squadra ancora dominante.

IL CAMMINO:  Siena infatti perla prima volta da anni non ha dominato, anzi per certi frangenti ha anche deluso. A cominciare dalla Supercoppa Italiana persa contro Cantù ad Ottobre e dallo stentato inizio sia in campionato che in Eurolega. Siena però ci ha messo poco a riprendere a vincere, mietendo successi sia in campionato dove si è riavvicinata alle posizioni di testa, sia in Europa dove si è qualificata alle top 16, iniziandole con uno strepitoso girone di andata con 6 vinte su 7 partite. L’apoteosi di questa ripresa è stata la vittoria in Coppa Italia contro Varese nelle final eight di Torino disputate a febbraio. Da qui però è iniziato un percorso discendente che ha portato la Montepaschi a crollare sia in campionato, dove ha strappato a fatica la testa di serie numero 5 che in Eurolega, dove un pessimo girone di ritorno ha escluso gli uomini di Banchi dai quarti. Al primo turno playoff l’accoppiamento con Milano, la favorita che ormai doveva consacrarsi con una vittoria. Siena da vittima sacrificale si è trasformata in sorpresa andando a vincere l’ultima gara 7 al Forum e guadagnandosi la semifinale. Non ha avuto paura nemmeno di Varese, la dominatrice della stagione, andando anche qui a vincere gara 7 in territorio nemico, dopo aver sprecato un match point al PalaEstra. E’ risorta dopo che era stata data più volte per morta ed ora le prossime gare ci diranno se in realtà Siena non è mai morta, ma ha solo aspettato il momento propizio per tornare ad essere grande.

PUNTI FORTI: nel settore “piccoli” la MensSana ha il suo punto di forza. Daniel Hackett è diventato il leader di una squadra che spesso si è affidata a lui nei momenti più decisivi dopo che Luca Banchi ha deciso di promuoverlo in quintetto da sesto uomo che era. Non è un caso che le sconfitte con Varese in gara 5 e gara 6 siano arrivate con l’ex Pesaro non in doppia cifra e poco in palla e che invece gara 7 lo abbia visto indiscusso protagonista con 23 punti. Da non dimenticare Bobby Brown, forse non più straripante come nei suoi primi mesi, ma sempre capace di dare il suo contributo con ottime giocate e tecnica sopraffina. Ultimo ma non di importanza, David Moss, in grado di risultare determinante su ambo i lati del campo grazie alle sue caratteristiche di cecchino ed ottimo difensore. Ovviamente Banchi dalla sua potrà fare affidamento su un roster più lungo di quello avversario ed anche più abituato a lottare per certi traguardi.

PUNTI DEBOLI: il settore dei lunghi non ha mai convinto, meno che mai in questi playoff dove i vari Ortner, Sanikidze, Kangur, hanno fatto riscontrare prestazioni discontinue, alternandosi tra loro, senza mai essere dei veri e propri fattori. Ress è stato il solo di dare costanza al suo rendimento ma di certo il pivot italiano non basterà ad arginare la straripante forza di Gani Lawal, pronto a fare la differenza nel pitturato. Ci vorrebbe il recupero del miglior Eze il quale però, dopo aver fatto poco o nulla contro Dunston, difficilmente potrà trasformarsi in un’arma decisiva.

ASPETTATIVE: se per Roma questa finale rappresenta già di per sè un risultato straordinario, Siena, nonostante tutte le attenuanti della stagione, ha avuto sempre e solo la vittoria come obiettivo ed un’eventuale sconfitta non varrebbe meno di un’eliminazione al primo turno. La vittoria, sarebbe accolta invece con uno spirito diverso, perchè incredibilmente diversa da quella degli ultimi anni poichè più che di una semplice formalità si tratterebbe quasi di un piccolo miracolo. [banner]

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