Verso Reggio Emilia-Virtus: le parole di Menetti e Ramagli

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Ultima giornata di campionato e derby della via Emilia al PalaBigi. I padroni di casa sono senza obiettivi di classifica, ma motivati a fare uno sgambetto ai rivali. La Virtus infatti si gioca l’accesso ai playoff ed è padrona del proprio destino: vincendo accede alla post-season, senza dover stare con l’orecchio alla radio per incrociare gli altri risultati. I due allenatori hanno presentato la partita, andiamo a leggere le loro parole.

Max Menetti – coach GrissinBon ReggioEmilia

“Vogliamo fare una gara al 100%, anche se non nascondo che le spie accese sul cruscotto sono tante, di sicuro quello della riserva, perché è evidente che stiamo facendo molta fatica ad avere 40’ soprattutto nella prestazione. Insieme ai nostri tifosi, vogliamo provare a prenderci questa ultima vittoria e a finire con una grande partita in casa nostra, perché è giusto così. Purtroppo dopo cinque anni non parteciperemo più alla post season, ma noi vogliamo trovare dentro noi stessi e in un ambiente che ci sosterrà le motivazioni per far bene.

Incontriamo una squadra che per roster sarebbe assolutamente da prime quattro. Anche loro, come noi, sono andati però incontro a tanti infortuni in stagione. Per esempio, rispetto all’andata non ci sarà Umeh che allora fu molto importante. Ricordo quella gara: dopo un buon inizio si fece ancora male Chris Wright e pure Cervi non riuscì poi a giocare nella seconda parte, a dimostrazione di tutte le nostre tribolazioni. Dobbiamo trovare in noi le energie nervose, nel momento in cui ci mancheranno quelle fisiche.”

Alessandro Ramagli – coach Virtus Segafredo Bologna

“Reggio è una squadra poco codificabile, in questo momento. Ha rilasciato due giocatori che ultimamente non stavano giocando, Garrett Nevels e Julian Wright, che ha avuto un problema alla caviglia. La struttura non cambia, la squadra era quella, da un po’ di partite. Semmai è l’infortunio di Cervi che potrebbe cambiarne un po’ le caratteristiche, dovremo capire se domani sera sarà in campo. Ma più che parlare di quello che la GrissinBon è dal punto di vista tecnico, può interessare quello che può pensare, quale sia la sua condizione psicologica in questo momento. Perché è vero che si tratta di una squadra che non ha obiettivi da raggiungere, dal punto di vista sportivo, ma contrariamente a quanto si pensa, per me sono proprio queste le squadre più pericolose. Perché se sono male allenate, o vivono in una situazione di scarsa professionalità, le trovi molto scariche, ma a Reggio io ci sono stato e so che non è così. Troveremo un gruppo con la testa leggera, e conseguentemente anche il pallone per loro diventerà più leggero”

Non so in che condizioni arriveremo, tra la partita con Avellino e la gara di Reggio non ci sono gli strumenti per capire, dal punto di vista soprattutto fisico. E’ una situazione totalmente “in itinere”. Qualcuno dice che in fondo ci sono tre giorni di mezzo, ma uno di questi era un giorno di scarico, servito a chi doveva recuperare, come Alessandro Gentile che aveva da smaltire un piccolo fastidio alla caviglia, per cui il suo recupero è stato soprattutto di rigenerazione. D’altra parte, nemmeno mi interessa analizzare adesso la situazione. Quello che dovrò dire su questa stagione, spero di poterlo dire il più tardi possibile, il che significherebbe che saremmo a giocarci i playoff. Non si tratterà mai di opinioni che, “omen nomen”, sono sempre, appunto, opinabili. Parlerò di fatti, se e quando dovrò fare delle considerazioni. Le analisi però non vorrei farle a breve, perché vorrei godermi almeno un turno di playoff. Abbiamo lavorato nove mesi per questo, ora è il momento di partorire il bambino”

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