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Verso Treviso-Fortitudo, coach Dalmonte: “Dobbiamo giocare come se non ci fosse un domani, mostrando senso di responsabilità”

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Di seguito le parole di coach Dalmonte alla vigilia del posticipo della 22esima giornata di campionato, che vedrà fronteggiarsi dalle 20:45 la sua Fortitudo Lavoropiù e i padroni di casa della De’ Longhi Treviso.

Affrontiamo la trasferta di Treviso con la voglia di mettere in campo senso di responsabilità, di vivere ogni possesso come se fosse l’ultimo della partita. Dobbiamo giocare come se non ci fosse un domani, con la voglia di dimostrare quanto ciò sia presente in ogni movimento, in ogni cosa. Affrontiamo una squadra con gerarchie ben definite nel tempo, con Menetti che la allena da molto tempo e conosce bene i giocatori. Logan è la guida giusta per la squadra, attorno c’è tanta energia. Attenti all’impatto di Imbrò dalla panchina.

Chi è invece la nostra guida? Non penso si possano fare comparazioni. Per noi è fondamentale che ognuno si senta responsabile. Ognuno deve sapere qual è il suo ruolo nella squadra e deve farsi carico delle proprie responsabilità. Sarebbe fuorviante pensare a un solo leader, credo si tratti piuttosto di una leadership condivisa.

Cercare di dimenticare gli episodi negativi e pensare al “qui ed ora” è qualcosa su cui abbiamo lavorato. Non è possibile che ci stacchiamo tutti dalla gara e dai propri compagni nei momenti negativi, è qualcosa su cui riflettere e trovare soluzioni, che stanno nel senso di responsabilità e di presenza, pensando appunto ad ogni possesso come decisivo e sapendo resettare eventuali momenti non andati a buon fine.

I recenti ribaltoni in campionato? Non entro nel merito dei risultati altrui, quel che conta sono le nostre partite. Non è giusto archiviare certe sconfitte pensando che affrontavamo le prime in classifica, anche nella sconfitta c’è modo e modo e, pur riconoscendo la forza delle avversarie, non possiamo omettere il modo in cui si vince o si perde.

Treviso all’andata dominò coi lunghi? Chillo e Akele fecero e stanno facendo bene. All’andata corsero molto e segnarono 25 punti in contropiede, aspetto che va corretto, partendo dal ritmo che riusciremo a dare al nostro attacco. 

Cusin in uscita? Può ancora darci intanto il suo vissuto, che aiuta ad uscire da situazioni non semplici. Ha giocato per anni in squadre importanti, sa come uscire da criticità non solo a livello tecnico ma anche morale. E non ho dubbi che in partita la sua presenza difensiva possa darci solidità. Non dimentichiamo quanto fece a Varese; può fare di meglio, ma come possiamo tutti noi.

Lugic? Pensiamo a Treviso, per ora. Oggi, ripeto, è decisivo il come, non il cosa.”

 

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