[VIDEO] Spunti tattici di riflessione su Italia-Filippine

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Per le partite della Nazionale in questo Mondiale analizzeremo alcune azioni interessanti – difensive e offensive – per cercare di capire come gioca l’Italia di Meo Sacchetti. Cominciamo con due situazioni di gioco del match contro le Filippine

Al netto di valutare con il giusto peso la partita contro un avversario del livello delle Filippine, l’Italia ha giocato bene su due lati del campo e questo è imprescindibile per poter pensare di andare più avanti possibile in questo Mondiale. Non avendo centri di stazza se non Amedeo Tessitori è probabile che gli Azzurri giocheranno tanti minuti senza un 5 di ruolo e anche con Biligha in campo a marcare Blatche è stato Gallinari. Con queste condizioni, coach Sacchetti (come del resto ha fatto gli ultimi anni a Cremona) accetta molto spesso e volentieri i cambi difensivi e qui è Hackett a finire sull’ex centro di Washington. Il mismatch è letto da Biligha che va a raddoppiare costringendo Blatche a scaricare il pallone. Da qui è fondamentale la corretta lettura e comunicazione dal lato debole, che siano aiuti o come in questo caso con Belinelli posizionarsi sulle linee di passaggio (che hanno portato a tantissimi recuperi dell’Italia) per convertire l’azione difensiva in facili canestri.

Come per il video sulla difesa, anche questa azione e tutta la partita offensiva dell’Italia va presa con le pinze vista la non straordinaria (per essere gentili) difesa filippina e tenendo ben presente che contro squadre molto più organizzate tecnicamente, tatticamente e fisicamente non sarà certo così facile. In ogni caso è stato importante vedere l’atteggiamento giusto e situazioni che possono tornare utili in vista di impegni più probanti, con gli Azzurri che specialmente nei primi due quarti hanno fatto girare bene la palla, punendo i mismatch e leggendo bene tutti gli errori che le Filippine hanno commesso, come in questa azione che arriva da palla persa su rimessa (ma che può benissimo verificarsi anche in transizione offensiva vista l’atipicità che alcuni quintetti italiani possono offrire in caso di mancati accoppiamenti): Belinelli trova subito Datome in post basso contro un giocatore più piccolo, la difesa è pronta ad aiutare raddoppiando e ciò, con l’aiuto del blocco cieco di Biligha, porta a un’ottima serie di passaggi e ribaltamenti dell’Italia, punendo sistematicamente gli aiuti e recuperi della difesa che non vuole (o per meglio dire non vorrebbe, visti alcuni errori inaccettabili commessi) concedere tiri facili da tre punti a una squadra che se entra in ritmo può essere letale. Più ribaltamenti ed extra-pass portano la difesa ad avere la coperta sempre più corta nel corso dei 24 secondi, sfruttati egregiamente dall’Italia per creare il miglior tiro possibile.

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